CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 settembre 2018, n. 22694 – Per la configurabilità del mobbing lavorativo, l’elemento qualificante, che deve essere provato da chi assume di avere subito la condotta vessatoria, va ricercato non nell’illegittimità dei singoli atti bensì nell’intento persecutorio che li unifica
CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 25 settembre 2018, n. 22694 Rapporto di lavoro - Mobbing - Risarcimento del danno per le lesioni subite - Variazioni dell'orario di lavoro - Valenza offensiva - Condotta vessatoria - Caratteristiche della persecuzione e discriminazione - Prova Fatti di causa 1.1. Con ricorso al Tribunale di Milano B. D'A. conveniva [...]