lavoro

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19315 depositata il 29 settembre 2016 – L’impossibilità sopravvenuta parziale per fatti estranei al rapporto di lavoro non costituisce inadempimento degli obblighi contrattuali, ma consente il licenziamento ove, in base ad un giudizio “ex ante” – che tenga conto delle dimensioni dell’impresa, del tipo di organizzazione tecnico-produttiva in essa attuato, della natura ed importanza delle mansioni del lavoratore detenuto

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19315 depositata il 29 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTO - IMPOSSIBILITA' SOPRAVVENUTA PARZIALE - INADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI CONTRATTUALI Svolgimento del processo La società T. proponeva appello avverso la sentenza del Tribunale di Roma con cui venne accolta la domanda del dipendente A.D. diretta alla declaratoria [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19322 depositata il 29 settembre 2016 – Il D.L. n. 7 del 1970, art. 22, conv. nella L. n. 83 del 1970 dispone che contro i provvedimenti definitivi adottati in applicazione del predetto decreto, l’interessato può proporre azione giudiziaria nel termine di centoventi giorni dalla notifica ovvero dal momento in cui ne abbia avuto conoscenza

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19322 depositata il 29 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ELENCHI NOMINATIVI DEI LAVORATORI AGRICOLI - AZIONE GIUDIZIARIA - TERMINE Svolgimento del processo 1. - Con sentenza depositata in data 7 giugno 2010 la Corte di appello di Catania ha rigettato l'appello proposto da S.D.M. contro la [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19179 depositata il 28 settembre 2016 – In tema di transazione stipulata dal datore di lavoro e dal lavoratore occorre indagare se le parti, mediante l’accordo, abbiano perseguito la finalità di porre fine all'”incertus litis eventus” – anche solo per una parte del contenzioso – senza che, tuttavia, sia necessaria l’esteriorizzazione delle contrapposte pretese, nè che siano state usate espressioni direttamente rivelatrici del negozio transattivo, la cui esistenza può essere desunta anche dalla corresponsione di denaro da parte del debitore, accettata dal creditore dichiarando di essere stato pienamente soddisfatto e di non avere null’altro a pretendere, se possa ritenersi che essa esprima la volontà di porre fine ad ogni ulteriore contesa, ferma restando l’inammissibilità della prova testimoniale diretta a provare un diverso contenuto del rapporto transattivo. Quanto poi ai requisiti dell'”aliquid datum” e dell'”aliquid retentum”, essi non sono da rapportare agli effettivi diritti delle parti, bensì alle rispettive pretese e contestazioni, e pertanto non è necessaria l’esistenza di un equilibrio economico tra le reciproche concessioni

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19179 depositata il 28 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCORDO RISOLUTORIO - ONERE DELLA PROVA - INDAGINE DEL GIUDICE SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Il giudice del lavoro di MESSINA, adito da P.A.G. con ricorso del 19 ottobre 2005 per invalidare il licenziamento (per giustificato motivo oggettivo, connesso [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19180 depositata il 28 settembre 2016 – Nell’ipotesi in cui il lavoratore chieda il risarcimento del danno patito alla propria integrità psico-fisica in conseguenza di una pluralità di comportamenti di natura asseritamente vessatoria, il giudice del merito è tenuto a valutare se alcuni dei comportamenti denunciati possano essere considerati di per sé vessatori e mortificanti e come tali causa di responsabilità del datore di lavoro

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19180 depositata il 28 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - SICUREZZA SUL LAVORO - MOBBING - RISARCIMENTO DEL DANNO - ONERE DELLA PROVA - COMPORTAMENTI DI NATURA ASSERITAMENTE VESSATORIA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO  Con ricorso al Tribunale di Roma notificato in data 29.1.2003 F.F., dipendente della BANCA A.P.V. [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19185 depositata il 28 settembre 2016 – Il giustificato motivo oggettivo di licenziamento è ravvisabile anche nella soppressione d’una posizione lavorativa derivante da una diversa ripartizione di date mansioni fra il personale in servizio, attuata a fini di più economica ed efficiente gestione aziendale, nel senso che, invece di essere assegnate ad un solo dipendente, certe mansioni possono essere suddivise fra più lavoratori, ognuno dei quali se le vedrà aggiungere a quelle già espletate

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19185 depositata il 28 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTO PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO - ESUBERO DELLA POSIZIONE LAVORATIVA - RIPARTIZIONE DELLE MANSIONI FRA IL PERSONALE IN SERVIZIO - LEGITTIMITA' SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza depositata il 7.8.13 la Corte d'appello di Roma, in parziale riforma [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19187 depositata il 28 settembre 2016 – Lo svolgimento, da parte del dipendente assente per malattia, di altra attività lavorativa che, valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, può pregiudicare o ritardare la guarigione ed il rientro in servizio, costituisce violazione dei doveri generali di correttezza e buona fede

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19187 depositata il 28 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - SICUREZZA SUL LAVORO - DIPENDENTE POSTALE - LICENZIAMENTO - PER GIUSTA CAUSA - ASSENZA DAL SERVIZIO PER INFORTUNIO - SVOLGIMENTO DI ATTIVITA' ESTERNA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO  Con sentenza del 17/4 - 12/6/2013 la Corte d'appello di Genova [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19189 depositata il 28 settembre 2016 – In tema di assunzioni a termine di lavoratori dello spettacolo (L. 18 aprile 1962, n. 230, art. 1, comma 2, lett. e, come modificato dalla L. 23 maggio 1977, n. 266), non solo è necessario che ricorrano contestualmente i requisiti della temporaneità e della specificità, ma è indispensabile, altresì, che l’assunzione riguardi soggetti il cui apporto lavorativo si inserisca

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 19189 depositata il 28 settembre 2016 LAVORO RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LAVORATORI DELLO SPETTACOLO - ASSUNZIONE A TERMINE - NULLITA' CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO  1. — Con sentenza del 4 dicembre 2010 la Corte di Appello di Napoli ha confermato, sebbene con diversa motivazione, la pronuncia [...]

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 18950 depositata il 27 settembre 2016 – Ai sensi dell’articolo 33 legge 104 del 1992 se la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità il lavoratore ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Ciò si applica anche agli affidatari di persone handicappate in situazione di gravità

CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 18950 depositata il 27 settembre 2016 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - DISABILI - PERMESSO GIORNALIERO DI DUE ORE - LAVORATORE DIPENDENTE, PUBBLICO O PRIVATO - SPETTANZA - ESCLUSIONE SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 1. La Corte d'Appello di Roma, con la sentenza n. 6950 del 2010, rigettava l'impugnazione proposta da [...]

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