Corte CE-UE

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 21 gennaio 2015, n. C-529/13 – Gli articoli 2, paragrafi 1 e 2, lettera a), e 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale (nel caso di specie Austria), che escluda che si prendano in considerazione periodi di formazione compiuti da un funzionario precedentemente al compimento del diciottesimo anno di età

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 21 gennaio 2015, n. C-529/13 LAVORO - DIFFERENZA DI TRATTAMENTO FONDATA SULL’ETA' - FUNZIONE PUBBLICA - REGIME PENSIONISTICO - NORMATIVA NAZIONALE CHE ESCLUDE LA CONSIDERAZIONE DEI PERIODI DI STUDIO SVOLTI PRIMA DEL COMPIMENTO DEL DICIOTTESIMO ANNO DI ETA' 1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 21 della Carta [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 4 febbraio 2015, n. C-647/13 – L’articolo 10 CE, in combinato disposto con il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee istituito con il regolamento (CEE, Euratom, CECA) n.259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, che definisce lo Statuto dei funzionari delle Comunità europee nonché il regime applicabile agli altri agenti di tali Comunità, ed istituisce speciali misure applicabili temporaneamente ai funzionari della Commissione, come modificato dal regolamento (CE, Euratom) n.723/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, osta alla normativa di uno Stato membro, interpretata nel senso che, per il riconoscimento del diritto all’indennità di disoccupazione, non sono presi in considerazione i periodi di lavoro svolti in qualità di agente contrattuale presso un’istituzione dell’Unione europea

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 4 febbraio 2015, n. C-647/13 LAVORO - PREVIDENZA SOCIALE - CONDIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO ALL'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE IN UNO STATO MEMBRO - EQUIPARAZIONE DEI GIORNI DI DISOCCUPAZIONE INDENNIZZATI IN BASE AL REGIME APPLICABILE AGLI ALTRI AGENTI DELLE COMUNITA' EUROPEE A GIORNI DI LAVORO Sentenza 1 La domanda di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 5 febbraio 2015, n. C-655/13 – L’art. 71, par. 1, lett. a), i), del regolamento (Cee) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati va interpretato nel senso che un lavoratore frontaliero, il quale, subito dopo la cessazione di un rapporto di lavoro a tempo pieno presso un datore di lavoro in uno Stato membro, è assunto a tempo parziale da un altro datore di lavoro in tale medesimo Stato membro, ha la qualità di lavoratore frontaliero in disoccupazione parziale, ai sensi della citata disposizione

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 5 febbraio 2015, n. C-655/13 LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - REGIMI DI SICUREZZA SOCIALE AI LAVORATORI SUBORDINATI, AI LAVORATORI AUTONOMI E AI LORO FAMILIARI - LAVORATORE FRONTALIERO - CONTRATTO A TEMPO PARZIALE Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'articolo 71 del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 12 febbraio 2015, n. C-396/13 – L’art. 3 della direttiva 96/71, letto alla luce degli art. 56 tfUe e 57 tfUe, deve essere interpretato nel senso che: esso non osta a un calcolo del salario minimo orario e/o a cottimo, basato sull’inquadramento dei lavoratori in gruppi retributivi, come previsto dai pertinenti contratti collettivi

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 12 febbraio 2015, n. C-396/13 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - LAVORATORI DI UNA SOCIETA' CON SEDE IN UNO STATO MEMBRO A, DISTACCATI PER EFFETTUARE LAVORI IN UNO STATO MEMBRO B - SALARIO MINIMO PREVISTO DAI CONTRATTI COLLETTIVI DELLO STATO MEMBRO B - LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DI UN’ORGANIZZAZIONE SINDACALE CON SEDE NELLO [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 12 febbraio 2015, n. C-114/13 – L’art. 46 bis, §. 3, lett. c), del regolamento (Cee) n. 1408/71, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari va interpretato nel senso che esso comprende la parte della prestazione fondata su un periodo di assicurazione nel quale l’interessato aveva il diritto di ottenere un’esenzione dall’iscrizione al regime di assicurazione obbligatoria

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 12 febbraio 2015, n. C-114/13 LAVORO - ASSICURAZIONE VECCHIAIA E MORTE - LIQUIDAZIONE DELLE PRESTAZIONI - NORME NAZIONALI ANTICUMULO - DEROGA - NOZIONE DI "ASSICURAZIONE VOLONTARIA O FACOLTATIVA CONTINUATA" - PENSIONE NAZIONALE IN BASE AD UN REGIME DI ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'articolo 46 [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 26 febbraio 2015, n. C-263/13 – Il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati deve essere interpretato nel senso che taluni prelievi sui redditi patrimoniali allorché partecipano al finanziamento dei regimi previdenziali obbligatori rientrano quindi nell’ambito di applicazione dello stesso regolamento

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 26 febbraio 2015, n. C-263/13 LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CONTRIBUTO SOCIALE GENERALIZZATO - CONTRIBUTO PER IL RIMBORSO DEL DEBITO SOCIALE - PRELIEVO SOCIALE - REGIMI DI SICUREZZA SOCIALE AI LAVORATORI SUBORDINATI, AI LAVORATORI AUTONOMI E AI LORO FAMILIARI - CONTRIBUZIONE INTEGRATIVA DEL PRELIEVO SOCIALE - PARTECIPAZIONE AL FINANZIAMENTO DI [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 26 febbraio 2015, n. C-515/13 – Gli articoli 2, paragrafi 1 e 2, lettera a), e 6, paragrafo 1, della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale in base alla quale un datore di lavoro che licenzi un lavoratore dipendente, occupato senza interruzione nella stessa impresa per 12, 15 o 18 anni, è tenuto a corrispondere, alla cessazione di tale rapporto di lavoro, un’indennità pari rispettivamente a una, a due ovvero a tre mensilità di retribuzione

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 26 febbraio 2015, n. C-515/13 LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - PARITA' DI TRATTAMENTO IN MATERIA DI OCCUPAZIONE E DI CONDIZIONI DI LAVORO - DISPARITA' DI TRATTAMENTO FONDATA SULL’ETA' - NORMATIVA NAZIONALE CHE PREVEDE LA NON CORRESPONSIONE DELL’INDENNITA' DI LICENZIAMENTO AI LAVORATORI CHE POSSONO BENEFICIARE, ALLA DATA DELLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 26 febbraio 2015, n. C-238/14 – Il Granducato di Lussemburgo, mantenendo talune deroghe alle misure volte a prevenire un utilizzo abusivo di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato conclusi con i lavoratori saltuari dello spettacolo, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in virtù della clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 26 febbraio 2015, n. C-238/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - SUCCESSIONE DI CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO - LAVORATORI SALTUARI DELLO SPETTACOLO Con il suo ricorso, la Commissione europea chiede alla Corte di constatare che, mantenendo talune deroghe alle misure volte a prevenire un utilizzo abusivo di una [...]

Torna in cima