Corte CE-UE

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 10 settembre 2015, n. C-266/14 – La CGCE ha ritenuto che l’art. 2 della dir. 2003/88/Ce sull’organizzazione dell’orario di lavoro, debba essere interpretato nel senso che costituisce «orario di lavoro» il tempo che lavoratori itineranti, ossia lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale, impiegano per spostarsi dal loro domicilio al primo cliente indicato dal loro datore di lavoro e dall’ultimo cliente indicato dal loro datore di lavoro al loro domicilio

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 10 settembre 2015, n. C-266/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - LAVORATORI CHE NON HANNO UN LUOGO DI LAVORO FISSO O ABITUALE - TEMPO DI SPOSTAMENTO TRA IL DOMICILIO DEI LAVORATORI ED I LUOGHI IN CUI SI TROVANO IL PRIMO E L’ULTIMO CLIENTE  La domanda di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 15 settembre 2015, n. C-67/14 – L’articolo 24 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri devono essere interpretati nel senso che non ostano alla normativa di uno Stato membro che escluda dal beneficio di talune «prestazioni speciali in denaro di carattere non contributivo»,

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 15 settembre 2015, n. C-67/14 LAVORO - LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - CITTADINANZA DELL’UNIONE - PARITA' DI TRATTAMENTO - PRESTAZIONI SPECIALI IN DENARO DI CARATTERE NON CONTRIBUTIVO - CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO IN CERCA DI OCCUPAZIONE CHE SOGGIORNANO NEL TERRITORIO DI UN ALTRO STATO MEMBRO - ESCLUSIONE - MANTENIMENTO DELLO STATUS DI LAVORATORE 1 La domanda [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-425/14 – Le norme fondamentali e i principi generali del trattato FUE, segnatamente i principi di parità di trattamento e di non discriminazione nonché l’obbligo di trasparenza che ne deriva, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una disposizione di diritto nazionale in forza della quale un’amministrazione aggiudicatrice possa prevedere che un candidato o un offerente sia escluso automaticamente da una procedura di gara relativa a un appalto pubblico per non aver depositato un’accettazione scritta degli impegni e delle dichiarazioni contenuti in un protocollo di legalità

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-425/14 LAVORO - APPALTI PUBBLICI - MOTIVI DI ESCLUSIONE DALLA PARTECIPAZIONE A UNA GARA D’APPALTO - APPALTO CHE NON RAGGIUNGE LA SOGLIA DI APPLICAZIONE DI DETTA DIRETTIVA Sentenza 1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 45 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-277/14 – Le disposizioni della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari devono essere interpretate nel senso che esse ostano a una normativa nazionale, quale quella di cui al procedimento principale, che neghi a un soggetto passivo il diritto di detrarre l’imposta del valore aggiunto dovuta o assolta per beni che gli sono stati ceduti sulla base dei rilievi che la fattura è stata emessa da un soggetto che deve essere considerato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 22 ottobre 2015, n. C-277/14 RINVIO PREGIUDIZIALE – FISCALITA' – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO – SESTA DIRETTIVA – DIRITTO ALLA DETRAZIONE – DINIEGO – VENDITA EFFETTUATA DA UN SOGGETTO CONSIDERATO INESISTENTE Sentenza 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2015, n. C-422 – La direttiva 98/59 deve essere interpretata nel senso che il fatto che un datore di lavoro proceda, unilateralmente e a svantaggio del lavoratore, ad una modifica sostanziale degli elementi essenziali del contratto di lavoro per ragioni non inerenti alla persona del lavoratore stesso rientra nella nozione di «licenziamento» di cui all’articolo 1, paragrafo 1, primo comma, lettera a), della medesima direttiva

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 novembre 2015, n. C-422 LAVORO - POLITICA SOCIALE - LICENZIAMENTI COLLETTIVI  - NOZIONE DI “LAVORATORI ABITUALMENTE IMPIEGATI” NELLO STABILIMENTO INTERESSATO - NOZIONI DI “LICENZIAMENTO” E DI “CESSAZIONI DI CONTRATTI DI LAVORO ASSIMILABILI A UN LICENZIAMENTO” - MODALITA' DI CALCOLO DEL NUMERO DI LAVORATORI LICENZIATI 1  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 11 novembre 2015, n. C-219 – La clausola 4, punto 2, dell’accordo quadro e l’articolo 7 della direttiva 2003/88 devono essere interpretati nel senso che il calcolo delle ferie annuali retribuite spettanti al lavoratore dev’essere effettuato secondo gli stessi principi, indipendentemente dal fatto che si tratti di determinare l’indennità sostitutiva delle ferie annuali retribuite non godute dovuta nel caso in cui si ponga fine al rapporto di lavoro oppure di determinare il saldo delle ferie annuali retribuite in caso di mantenimento del rapporto di lavoro

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 11 novembre 2015, n. C-219 LAVORO - POLITICA SOCIALE - ACCORDO QUADRO SUL LAVORO A TEMPO PARZIALE - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - DIRITTO ALLE FERIE ANNUALI RETRIBUITE - CALCOLO DELLE FERIE SPETTANTI IN CASO DI AUMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO - INTERPRETAZIONE DEL PRINCIPIO "PRO RATA TEMPORIS” 1. La [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 17 novembre 2015, n. C-137/15 – La CGCE ha dichiarato che l’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, non osta ad una disposizione nazionale (nel caso di specie la Spagna) ai sensi della quale, per calcolare l’importo delle indennità di disoccupazione totale che un lavoratore subordinato deve percepire in seguito alla perdita del suo unico impiego a tempo parziale

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 17 novembre 2015, n. C-137/15 LAVORO - PARITA' DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI E LAVORATRICI  - LAVORATORI A TEMPO PARZIALE, ESSENZIALMENTE DI SESSO FEMMINILE - NORMATIVA NAZIONALE CHE PREVEDE UN IMPORTO MASSIMO DELL’INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE - NORMATIVA CHE RICORRE, PER IL CALCOLO DI TALE IMPORTO, AL RAPPORTO TRA L’ORARIO DI LAVORO DEI [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 19 novembre 2015, n. C-241/14 – I principi di non discriminazione e della parità di trattamento, enunciati all’art. 2 dell’accordo bilaterale tra l’UE, i suoi stati membri e la Svizzera sulla libera circolazione delle persone, firmato a Lussemburgo il 21/6/99 e l’art. 9 del suo allegato I devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una convenzione bilaterale volta a prevenire la doppia imposizione

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 19 novembre 2015, n. C-241/14 LAVORO - ACCORDO TRA LA COMUNITA' EUROPEA ED I SUOI STATI MEMBRI, DA UNA PARTE, E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA, DALL’ALTRA, SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE - RELAZIONE TRA TALE ACCORDO E LE CONVENZIONI BILATERALI VOLTE A PREVENIRE LA DOPPIA IMPOSIZIONE - PARITA' DI TRATTAMENTO - DISCRIMINAZIONE FONDATA SULLA [...]

Torna in cima