Corte CEDU

Accertamenti bancari e art. 8 CEDU: insufficienza delle garanzie procedurali a tutela del diritto alla vita privata

Con la sentenza dell’11 dicembre 2025, depositata l’8 gennaio 2026, la Prima Sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo interviene nuovamente sul delicato equilibrio tra poteri di accertamento tributario e tutela dei diritti fondamentali del contribuente, censurando l’ordinamento italiano per violazione dell’art. 8 CEDU. La pronuncia si colloca nel solco di una giurisprudenza ormai consolidata [...]

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, prima sezione, sentenza dell’ 11 dicembre 2025, depositata l’ 8 gennaio 2026 – Il sistema fiscale Italiano è privo di garanzie procedurali sufficienti a tutelare i contribuenti in tema di informazioni che le autorità fiscali ottengono da documenti bancari costituiscono indubbiamente dati personali riguardanti una persona, anche inerenti a rapporti professionali o imprenditoriali, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di informazioni sensibili. In quanto i dati del reddito imponibile guadagnato e non guadagnato, nonché del patrimonio netto imponibile, riguardano la “vita privata” degli individui in questione

Il sistema fiscale Italiano è privo di garanzie procedurali sufficienti a tutelare i contribuenti in tema di informazioni che le autorità fiscali ottengono da documenti bancari costituiscono indubbiamente dati personali riguardanti una persona, anche inerenti a rapporti professionali o imprenditoriali, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di informazioni sensibili. In quanto i dati del reddito imponibile guadagnato e non guadagnato, nonché del patrimonio netto imponibile, riguardano la “vita privata” degli individui in questione

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, prima sezione, sentenza dell’11 dicembre 2025 – (Ricorso n. 32539/18 e altri 7 ) – Costituisce una violazione dell’art. 8 CEDU la mancata previsione, nella disciplina interna, di precise condizioni per autorizzare lo svolgimento di accessi, verifiche e ispezioni fiscali nei locali commerciali o professionali e l’assenza di rimedi ex ante o ex post contro l’illegittimità degli atti istruttori, non essendo sufficiente a tal fine la possibilità di ricorso al giudice tributario differita al momento dell’eventuale notifica dell’atto impositivo

Costituisce una violazione dell’art. 8 CEDU la mancata previsione, nella disciplina interna, di precise condizioni per autorizzare lo svolgimento di accessi, verifiche e ispezioni fiscali nei locali commerciali o professionali e l’assenza di rimedi ex ante o ex post contro l’illegittimità degli atti istruttori, non essendo sufficiente a tal fine la possibilità di ricorso al giudice tributario differita al momento dell’eventuale notifica dell’atto impositivo

Corte Europea per i diritti dell’Uomo, prima sezione, sentenza depositata il 6 febbraio 2025 causa n. 36617/18 e altre 1 2 Italgomme pneumatici s.r.l. ed altri  c. ITALIA) – La normativa italiana in materia di verifica ed ispezioni fiscali viola l’articolo 8 della Convenzione in quanto il quadro giuridico nazionale concede alle autorità nazionali un potere discrezionale illimitato sia per quanto riguarda le condizioni in cui le misure contestate potevano essere attuate sia per quanto riguarda la portata di tali misure. Allo stesso tempo, il quadro giuridico nazionale non fornisce sufficienti garanzie procedurali, poiché le misure contestate, sebbene suscettibili di alcuni rimedi giurisdizionali, non erano soggette a un controllo sufficiente. Pertanto, il quadro giuridico nazionale non forniva ai ricorrenti il livello minimo di protezione a cui avevano diritto ai sensi della Convenzione

La normativa italiana in materia di verifica ed ispezioni fiscali viola l'articolo 8 della Convenzione in quanto il quadro giuridico nazionale concede alle autorità nazionali un potere discrezionale illimitato sia per quanto riguarda le condizioni in cui le misure contestate potevano essere attuate sia per quanto riguarda la portata di tali misure. Allo stesso tempo, il quadro giuridico nazionale non fornisce sufficienti garanzie procedurali, poiché le misure contestate, sebbene suscettibili di alcuni rimedi giurisdizionali, non erano soggette a un controllo sufficiente. Pertanto, il quadro giuridico nazionale non forniva ai ricorrenti il livello minimo di protezione a cui avevano diritto ai sensi della Convenzione

Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 28 ottobre 2021 – Ricorso n. 55064/11 e altri 2 – Il principio di autosufficienza del ricorso non giustifica limitazioni non proporzionate e non sufficientemente prevedibili del diritto di accesso alle giurisdizioni superiori, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di integrale trascrizione dei documenti citati nel motivo di ricorso Succi e altri contro Italia –

Violano l'art. 6, comma 1, della CEDU, sotto il profilo del diritto di accesso ad un tribunale, interpretazioni eccessivamente formalistiche dei requisiti di ammissibilità prescritti per il ricorso per cassazione. Il principio di autosufficienza del ricorso non giustifica limitazioni non proporzionate e non sufficientemente prevedibili del diritto di accesso alle giurisdizioni superiori, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di integrale trascrizione dei documenti citati nel motivo di ricorso.

Ammissibile sui luoghi di lavoro l’utilizzo delle telecamere nascoste in determinate circostanze – CEDU sentenza n. 1874/13 e 8567/13

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con la sentenza n. 1874/13 e 8567/13 depositata il 17 ottobre 2019 ha stabilito che è ammissibile, non configurandosi violazione dell'articolo 8 della Convenzione, l'installazione di  telecamere nascoste sul luogo di lavoro nei casi in cui vi sono fondati e ragionevoli sospetti di furti commessi dai lavoratori ai danni [...]

Corte Europea dei Diritti Umani sentenza n. 1874/13 e 8567/13 depositata il 17 ottobre 2019 – Possibile l’installazione di telecamere nascoste per evitare furti da parte dei dipendenti

Corte Europea dei Diritti Umani sentenza n. 1874/13 e 8567/13 depositata il 17 ottobre 2019   GRAND CHAMBER - CASE OF LÓPEZ RIBALDA AND OTHERS v. SPAIN (Applications nos. 1874/13 and 8567/13)  JUDGMENT   STRASBOURG 17 October 2019  This judgment is final but it may be subject to editorial revision.  In the case of López Ribalda and Others v. Spain, The European Court of Human [...]

Corte di Giustizia UE sentenza n. 277 depositata il 6 aprile 2017 – Accisa – Ricompreso nella nozione di «tabacchi da fumo» quel tabacco in foglie che al seguito di un processo di lavorazione controllato comprendente l’umidificazione, l’essiccatura, la schiacciatura, anche irregolare, parzialmente scostolato e contenente glicerina

Corte di Giustizia UE sentenza n. 277 depositata il 6 aprile 2017 Rinvio pregiudiziale - Direttiva 2011/64/UE - Articolo 2, paragrafo 1, lettera c) - Articolo 5, paragrafo 1, lettera a) - Nozioni di "tabacco da fumo" - Lavorazione del tabacco - Tabacco trinciato o in altro modo frazionato- Trasformazione industriale del tabacco. Massima:  La [...]

Torna in cima