TRIBUTI – GIURISPRUDENZA

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23567 depositata il 3 settembre 2024 – Qualora dagli atti di causa non emerge che sia intervenuto alcun accesso presso la contribuente non ricorre l’ipotesi in cui risulta applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni di cui all’art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000

Qualora dagli atti di causa non emerge che sia intervenuto alcun accesso presso la contribuente non ricorre l'ipotesi in cui risulta applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni di cui all'art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23540 depositata il 3 settembre 2024 – Sanzione per omesso versamento delle ritenute

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23540 depositata il 3 settembre 2024 Tributi - Verifica fiscale - Processo verbale di costatazione - Atto di contestazione - Avviso di accertamento - Maggior reddito imponibile - Disconoscimento costi per operazioni inesistenti - Contratti di assicurazione con società estere - Sanzione per omesso versamento delle ritenute - [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23599 depositata il 3 settembre 2024 – Nel processo tributario, nell’ipotesi di ricorso contro l’avviso di accertamento, il principio di non contestazione non implica a carico dell’Amministrazione finanziaria, a fronte dei motivi di impugnazione proposti dal contribuente, un onere di allegazione ulteriore rispetto a quanto contestato mediante l’atto impositivo, in quanto detto atto costituisce nel suo complesso, nei limiti delle censure del ricorrente, l’oggetto del giudizio

Nel processo tributario, nell'ipotesi di ricorso contro l'avviso di accertamento, il principio di non contestazione non implica a carico dell'Amministrazione finanziaria, a fronte dei motivi di impugnazione proposti dal contribuente, un onere di allegazione ulteriore rispetto a quanto contestato mediante l'atto impositivo, in quanto detto atto costituisce nel suo complesso, nei limiti delle censure del ricorrente, l'oggetto del giudizio

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23575 depositata il 3 settembre 2024 – Il procedimento notificatorio, seppur diversamente disciplinato a seconda della reperibilità o meno del destinatario della notificazione, deve comunque poter concludersi positivamente, e la spedizione della raccomandata informativa, contenente l’avviso di deposito dell’atto da notificare e non recapitato per irreperibilità del soggetto destinatario, non deve necessariamente essere consegnato nelle mani del destinatario della notificazione, essendo sufficiente che, in caso di prolungata irreperibilità di quest’ultimo, essa risulti dalla relata di notifica dell’agente postale

Il procedimento notificatorio, seppur diversamente disciplinato a seconda della reperibilità o meno del destinatario della notificazione, deve comunque poter concludersi positivamente, e la spedizione della raccomandata informativa, contenente l'avviso di deposito dell'atto da notificare e non recapitato per irreperibilità del soggetto destinatario, non deve necessariamente essere consegnato nelle mani del destinatario della notificazione, essendo sufficiente che, in caso di prolungata irreperibilità di quest'ultimo, essa risulti dalla relata di notifica dell'agente postale

Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 24200 depositata il 9 settembre 2024 – Il riconoscimento del beneficio dell’esenzione IMU postula l’assolvimento di un obbligo dichiarativo entro un determinato limite temporale, che l’art. 2, comma 2, comma 5-bis, l. 31 agosto 2013, n. 102 ha considerato avente natura decadenziale e che, in ogni caso, va considerato perentorio in ragione dello scopo perseguito e della funzione assolta, anche ove mancasse un’espressa indicazione della norma

Il riconoscimento del beneficio dell'esenzione IMU postula l’assolvimento di un obbligo dichiarativo entro un determinato limite temporale, che l’art. 2, comma 2, comma 5-bis, l. 31 agosto 2013, n. 102 ha considerato avente natura decadenziale e che, in ogni caso, va considerato perentorio in ragione dello scopo perseguito e della funzione assolta, anche ove mancasse un’espressa indicazione della norma

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 24995 depositata il 17 settembre 2024 – In tema di accessi, ispezioni e verifiche, sia con riferimento all’accertamento dell’IVA ai sensi dell’art.52 del d.P.R. n. 633 del 1972 sia delle imposte dirette, in forza del richiamo operato dall’art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973, l’esigenza di conoscenza da parte del ricorrente della motivazione del decreto di autorizzazione del Procuratore della Repubblica all’accesso domiciliare, in presenza di gravi indizi di violazione delle norme tributarie, dev’essere contemperata con gli interessi protetti dal segreto istruttorio opposto ex art.329 c.p.p. e, per l’effetto, il diniego non comporta di per sé la nullità dell’avviso di accertamento, in assenza di espressa previsione normativa, ma può essere contestato dal ricorrente dimostrando, tenuto conto anche del fatto che la durata del segreto è limitata, come abbia potuto influenzare l’esito dell’accertamento nei propri confronti mediante un concreto apprezzabile nocumento al diritto di difesa

In tema di accessi, ispezioni e verifiche, sia con riferimento all’accertamento dell’IVA ai sensi dell’art.52 del d.P.R. n. 633 del 1972 sia delle imposte dirette, in forza del richiamo operato dall'art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973, l’esigenza di conoscenza da parte del ricorrente della motivazione del decreto di autorizzazione del Procuratore della Repubblica all'accesso domiciliare, in presenza di gravi indizi di violazione delle norme tributarie, dev’essere contemperata con gli interessi protetti dal segreto istruttorio opposto ex art.329 c.p.p. e, per l’effetto, il diniego non comporta di per sé la nullità dell'avviso di accertamento, in assenza di espressa previsione normativa, ma può essere contestato dal ricorrente dimostrando, tenuto conto anche del fatto che la durata del segreto è limitata, come abbia potuto influenzare l'esito dell'accertamento nei propri confronti mediante un concreto apprezzabile nocumento al diritto di difesa

Torna in cima