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CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31854 depositata il 6 dicembre 2025 – La proposizione di censure prive di specifica attinenza al decisum della sentenza impugnata è assimilabile alla mancata enunciazione dei motivi, richiesta dall’art. 366 n.4 cod. proc. civ., e determina l’inammissibilità, in tutto o in parte del ricorso, rilevabile anche d’uffici

La proposizione di censure prive di specifica attinenza al decisum della sentenza impugnata è assimilabile alla mancata enunciazione dei motivi, richiesta dall'art. 366 n.4 cod. proc. civ., e determina l'inammissibilità, in tutto o in parte del ricorso, rilevabile anche d'uffici

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 32109 depositata il 10 dicembre 2025 – Ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza allorché il giudice di merito ometta di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento, ovvero li indichi senza un’approfondita disamina logica o giuridica, rendendo, in tal modo, impossibile ogni controllo sull’esattezza e sulla logicità del suo ragionamento

Ricorre il vizio di omessa o apparente motivazione della sentenza allorché il giudice di merito ometta di indicare gli elementi da cui ha tratto il proprio convincimento, ovvero li indichi senza un'approfondita disamina logica o giuridica, rendendo, in tal modo, impossibile ogni controllo sull'esattezza e sulla logicità del suo ragionamento.

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 32091 depositata il 10 dicembre 2025 – L’inosservanza delle disposizioni sulla regolare costituzione del contraddittorio nei confronti di un convenuto/resistente costituisce eccezione de iure tertii, che non può essere sollevata da altro convenuto/resistente, in quanto deducibile soltanto dalla parte direttamente interessata

L'inosservanza delle disposizioni sulla regolare costituzione del contraddittorio nei confronti di un convenuto/resistente costituisce eccezione de iure tertii, che non può essere sollevata da altro convenuto/resistente, in quanto deducibile soltanto dalla parte direttamente interessata

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31197 depositata il 30 novembre 2025 – La declaratoria di inammissibilità del ricorso esonera il Collegio dal disporre la rinnovazione della notificazione dello stesso, notificazione nulla poiché effettuata presso l’Avvocatura distrettuale anziché presso l’Avvocatura generale dello Stato, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo

La declaratoria di inammissibilità del ricorso esonera il Collegio dal disporre la rinnovazione della notificazione dello stesso, notificazione nulla poiché effettuata presso l’Avvocatura distrettuale anziché presso l’Avvocatura generale dello Stato, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n . 32076 depositata il 10 dicembre 2025 – Derogare al patrocinio autorizzato riservato in via esclusiva all’Avvocatura dello Stato, per avvalersi dell’opera di liberi professionisti, è subordinato, dunque, all’adozione di una specifica e motivata deliberazione dell’ente, la cui mancanza determina la nullità del mandato alle liti, non rilevando che esso sia stato conferito con le modalità prescritte dal regolamento o dallo statuto dell’ente, fonti di rango secondario insuscettibili di derogare alla legislazione primaria

Derogare al patrocinio autorizzato riservato in via esclusiva all'Avvocatura dello Stato, per avvalersi dell'opera di liberi professionisti, è subordinato, dunque, all'adozione di una specifica e motivata deliberazione dell'ente, la cui mancanza determina la nullità del mandato alle liti, non rilevando che esso sia stato conferito con le modalità prescritte dal regolamento o dallo statuto dell'ente, fonti di rango secondario insuscettibili di derogare alla legislazione primaria

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32118 depositata il 10 dicembre 2025 – ll’ipotesi di rapporto di lavoro regolato dal contratto collettivo di diritto comune proprio di un settore non corrispondente a quello dell’attività svolta dell’imprenditore, il lavoratore non può aspirare all’applicazione di un contratto collettivo diverso, se il datore di lavoro non vi è obbligato per appartenenza sindacale, ma solo eventualmente richiamare tale disciplina come termine di riferimento per la determinazione della retribuzione ex art. 36 Cost., deducendo la non conformità al precetto costituzionale del trattamento economico previsto nel contratto applicato

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32118 depositata il 10 dicembre 2025 Lavoro - Esecuzione appalto - Retribuzione al trattamento economico complessivo - Principio di proporzionalità - Decorrenza della prescrizione - Comparazione retributiva - Mansioni svolte - Accoglimento Fatti di causa 1. La Corte d’appello di Venezia ha accolto in parte l’appello principale della [...]

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