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CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 17462 depositata il 29 giugno 2025 – Nella determinazione della “quota B” non si prendono in considerazione, ai fini del calcolo della retribuzione giornaliera pensionabile, per la parte eccedente, le retribuzioni giornaliere superiori al limite fissato dall’art. 12, co.7 d.P.R. n.1420/71, come modificato dall’art.1, co.10, d.lgs. n.182/97

Nella determinazione della “quota B” non si prendono in considerazione, ai fini del calcolo della retribuzione giornaliera pensionabile, per la parte eccedente, le retribuzioni giornaliere superiori al limite fissato dall'art. 12, co.7 d.P.R. n.1420/71, come modificato dall'art.1, co.10, d.lgs. n.182/97.

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 17381 depositata il 28 giugno 2025 – Quando la sentenza impugnata con ricorso per cassazione sia fondata su diverse rationes decidendi, ciascuna idonea a giustificarne autonomamente la statuizione, la circostanza che tale impugnazione non sia rivolta contro una di esse determina l’inammissibilità del gravame per l’esistenza del giudicato sulla ratio decidendi non censurata

Quando la sentenza impugnata con ricorso per cassazione sia fondata su diverse rationes decidendi, ciascuna idonea a giustificarne autonomamente la statuizione, la circostanza che tale impugnazione non sia rivolta contro una di esse determina l'inammissibilità del gravame per l'esistenza del giudicato sulla ratio decidendi non censurata

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 18189 depositata il 3 luglio 2025 – La qualifica deve corrispondere alle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto, infatti, essendo stabilito a tutela dei diritti del lavoratore, può essere derogato in suo favore, anche nel caso in cui la deroga alla contrattazione collettiva non sia totalmente favorevole al lavoratore, ma presenti aspetti a lui sfavorevoli, in quanto la deroga costituisce legittima espressione di autonomia negoziale se risponde ad un apprezzabile interesse delle parti e non ha finalità elusive di norme imperative, e in particolare di quelle concernenti il divieto di contratti di lavoro a tempo determinato

La qualifica deve corrispondere alle mansioni per le quali il lavoratore è stato assunto, infatti, essendo stabilito a tutela dei diritti del lavoratore, può essere derogato in suo favore, anche nel caso in cui la deroga alla contrattazione collettiva non sia totalmente favorevole al lavoratore, ma presenti aspetti a lui sfavorevoli, in quanto la deroga costituisce legittima espressione di autonomia negoziale se risponde ad un apprezzabile interesse delle parti e non ha finalità elusive di norme imperative, e in particolare di quelle concernenti il divieto di contratti di lavoro a tempo determinato

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 18202 depositata il 4 luglio 2025 – In tema di risarcimento del danno, il nesso causale tra l’esposizione ad amianto e il decesso intervenuto per tumore polmonare può ritenersi provato quando, sulla scorta delle risultanze scientifiche e delle evidenze già note al momento dei fatti e secondo il criterio del “più probabile che non”, possa desumersi che la non occasionale esposizione all’agente patogeno – in relazione alle modalità di esecuzione delle incombenze lavorative, alle mansioni svolte e all’assenza di strumenti di protezione individuale -abbia prodotto un effetto patogenico sull’insorgenza o sulla latenza della malattia

In tema di risarcimento del danno, il nesso causale tra l'esposizione ad amianto e il decesso intervenuto per tumore polmonare può ritenersi provato quando, sulla scorta delle risultanze scientifiche e delle evidenze già note al momento dei fatti e secondo il criterio del "più probabile che non", possa desumersi che la non occasionale esposizione all’agente patogeno - in relazione alle modalità di esecuzione delle incombenze lavorative, alle mansioni svolte e all'assenza di strumenti di protezione individuale -abbia prodotto un effetto patogenico sull'insorgenza o sulla latenza della malattia

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Sentenza n. 18254 depositata il 4 luglio 2025 – L’obbligo di inventario ex art. 9, comma 2, TUS assume la finalità di fissare un sistema probatorio speciale per la ricostruzione della consistenza di gioielli, denaro e mobilia. La previsione della redazione dell’inventario nel rispetto delle formalità di cui all’art. 769 c.c., conseguentemente, va letta non in modo eccessivamente formalistico ma in relazione alla possibilità di dare prova contraria relativamente alla consistenza di denaro, mobilia e gioielli nell’asse ereditario in misura diversa rispetto alla percentuale del 10%, sicchè non può ritenersi sussistente uno specifico onere di inventariare “passività, partecipazioni societarie e crediti”

L'obbligo di inventario ex art. 9, comma 2, TUS assume la finalità di fissare un sistema probatorio speciale per la ricostruzione della consistenza di gioielli, denaro e mobilia. La previsione della redazione dell'inventario nel rispetto delle formalità di cui all'art. 769 c.c., conseguentemente, va letta non in modo eccessivamente formalistico ma in relazione alla possibilità di dare prova contraria relativamente alla consistenza di denaro, mobilia e gioielli nell'asse ereditario in misura diversa rispetto alla percentuale del 10%, sicchè non può ritenersi sussistente uno specifico onere di inventariare "passività, partecipazioni societarie e crediti"

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n.18198 depositata il 4 luglio 2025 – Ai fini della determinazione della natura di corrispettivo dell’accollo delle passività pregresse, deve aversi riguardo ad una complessiva ricostruzione, in concreto, degli assetti finanziari discendenti dalla convenzione, onde verificare se gli oneri finanziari addossati al concessionario già tengano conto, o meno, di siffatte passività: ciò perché un’autonoma considerazione delle passività pregresse in termini di corrispettivo presuppone, di converso, che le stesse non siano già considerate, espressamente o meno, nella dinamica della determinazione convenzionale degli oneri finanziari addossati al concessionario

Ai fini della determinazione della natura di corrispettivo dell'accollo delle passività pregresse, deve aversi riguardo ad una complessiva ricostruzione, in concreto, degli assetti finanziari discendenti dalla convenzione, onde verificare se gli oneri finanziari addossati al concessionario già tengano conto, o meno, di siffatte passività: ciò perché un'autonoma considerazione delle passività pregresse in termini di corrispettivo presuppone, di converso, che le stesse non siano già considerate, espressamente o meno, nella dinamica della determinazione convenzionale degli oneri finanziari addossati al concessionario

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza n. 100 depositata l’ 8 luglio 2025 – Per capacità contributiva, ai sensi dell’art. 53 Cost., si deve intendere l’idoneità del soggetto all’obbligazione d’imposta desumibile dal presupposto economico cui l’imposizione è collegata – Contributo al fondo per i servizi antincendi negli aeroporti dovuto dalle società aeroportuali – Estensione anche ai vettori

Per capacità contributiva, ai sensi dell’art. 53 Cost., si deve intendere l’idoneità del soggetto all’obbligazione d’imposta desumibile dal presupposto economico cui l’imposizione è collegata

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 17848 depositata il 2 luglio 2025 – In tema di revocazione ex art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c., richiamato nel processo tributario dall’art. 64 del D.Lgs. n. 546 del 1992, deve ritenersi affetta da errore di fatto la pronuncia che, in modo evidente e immediatamente rilevabile, si fondi su una svista percettiva di carattere decisivo sull’intero oggetto del contendere

In tema di revocazione ex art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c., richiamato nel processo tributario dall'art. 64 del D.Lgs. n. 546 del 1992, deve ritenersi affetta da errore di fatto la pronuncia che, in modo evidente e immediatamente rilevabile, si fondi su una svista percettiva di carattere decisivo sull'intero oggetto del contendere

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