TRIBUTI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 novembre 2019, n. 29635 – Quando una società madre, in veste di socio, riceve dalla società figlia utili distribuiti, lo Stato membro della società madre si astiene dal sottoporre tali utili a imposizione o autorizza detta società madre a dedurre dalla sua imposta la frazione dell’imposta pagata dalla società figlia

Quando una società madre, in veste di socio, riceve dalla società figlia utili distribuiti, lo Stato membro della società madre si astiene dal sottoporre tali utili a imposizione o autorizza detta società madre a dedurre dalla sua imposta la frazione dell'imposta pagata dalla società figlia a fronte dei suddetti utili e, eventualmente, l'importo della ritenuta alla fonte prelevata dallo Stato membro in cui ha sede la società figlia, nel limite dell'importo dell'imposta nazionale corrispondente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 novembre 2019, n. 29707 – L’Agenzia delle Entrate anche con presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti, con conseguente spostamento dell’onere della prova a carico del contribuente, per cui assolvimento, in caso di operazioni oggettivamente inesistenti, da cui il fisco ha dedotto l’inesistenza delle passività dichiarate, non è sufficiente né la regolare annotazione delle fatture nelle scritture contabili né l’effettività delle spese

L'Agenzia delle Entrate anche con presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti, con conseguente spostamento dell'onere della prova a carico del contribuente, per cui assolvimento, in caso di operazioni oggettivamente inesistenti, da cui il fisco ha dedotto l'inesistenza delle passività dichiarate, non è sufficiente né la regolare annotazione delle fatture nelle scritture contabili né l'effettività delle spese

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 novembre 2019, n. 29649 – Ai dazi antidumping non può essere riconosciuta natura sanzionatoria per cui non trova applicazione il principio di retroattività della disposizione successiva più favorevole, previsto dall’art. 3, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 472/1997

Ai dazi antidumping non può essere riconosciuta natura sanzionatoria per cui non trova applicazione il principio di retroattività della disposizione successiva più favorevole, previsto dall'art. 3, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 472/1997

Deducibilità degli acquisti di carburanti anche in caso di compensazioni tra debiti e crediti

L'Agenzia delle Entrate a seguito di un quesito posta da un contribuente ha pubblicato la consulenza giuridica n. 19 del 14 novembre 2019 riguardante la possibilità della deducibilità degli acquisti di carburanti pagati a mezzo compensazioni tra posizioni creditorie e debitorie. Il contribuente chiedeva se ai fini del corretto adempimento dell'obbligo di tracciabilità dei pagamenti relativi [...]

Avviso bonario: l’istanza di autotutela non sospende il termine e la mancata definizione entro 30 giorno comporta l’applicazione della misura piena delle sanzioni

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29650 depositata il 14 novembre 2019 intervenendo in tema definizione agevolata delle sanzioni ha precisato che la definizione in via agevolata dell’avviso bonario deve in ogni caso avvenire entro 30 giorni dal ricevimento dello stesso a nulla rilevando che l’Agenzia delle entrate entro tale termine non abbia [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 28838 depositata il 8 novembre 2019 – In tema di benefici fiscali per l’acquisto della “prima casa”, la circostanza che l’acquirente non abbia potuto trasferire la residenza nell’immobile per il mancato rilascio da parte del conduttore, nonostante la tempestiva comunicazione della disdetta, non costituisce causa di forza maggiore

In tema di benefici fiscali per l'acquisto della "prima casa", la circostanza che l'acquirente non abbia potuto trasferire la residenza nell'immobile per il mancato rilascio da parte del conduttore, nonostante la tempestiva comunicazione della disdetta, non costituisce causa di forza maggiore

Cassazione sentenza n. 13776 del 31 maggio 2013 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi è legittima l’applicazione degli indici e coefficienti presuntivi di reddito (cosiddetto redditometro ), stabiliti nel D.M. 10 settembre 1992 e D.M. 19 novembre 1992, ai redditi maturati in epoca anteriore alla entrata in vigore degli stessi, attesa la natura esclusivamente procedimentale degli strumenti normativi secondari, la cui emanazione è prevista dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4, a fini esclusivamente accertativi e probatori

In tema di accertamento delle imposte sui redditi è legittima l'applicazione degli indici e coefficienti presuntivi di reddito (cosiddetto redditometro ), stabiliti nel D.M. 10 settembre 1992 e D.M. 19 novembre 1992, ai redditi maturati in epoca anteriore alla entrata in vigore degli stessi, attesa la natura esclusivamente procedimentale degli strumenti normativi secondari, la cui emanazione è prevista dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4, a fini esclusivamente accertativi e probatori

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