TRIBUTI

IVA – Legge antispreco – Cessione gratuita di beni non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione – Risposta 22 giugno 2021, n. 8 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 22 giugno 2021, n. 8 Consulenza giuridica - IVA - Legge antispreco - Cessione gratuita di beni non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione Con la consulenza giuridica specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito ALFA (di seguito, "Istante" o "Associazione") chiede di chiarire la portata interpretativa [...]

Opzione per il consolidato fiscale – remissione in bonis ex articolo 2, comma 1, del DL 16 del 2012 – Risposta 22 giugno 2021, n. 426 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 22 giugno 2021, n. 426 Interpello articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Opzione per il consolidato fiscale - remissione in bonis ex articolo 2, comma 1, del DL 16 del 2012 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 giugno 2021, n. 17028 – Ove il dipendente sia stato autorizzato ad utilizzare un autoveicolo di sua proprietà per trasferte, la spesa deducibile è limitata, rispettivamente, al costo di percorrenza o alle tariffe di noleggio relative ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli, ovvero 20 se con motore diesel

Ove il dipendente sia stato autorizzato ad utilizzare un autoveicolo di sua proprietà per trasferte, la spesa deducibile è limitata, rispettivamente, al costo di percorrenza o alle tariffe di noleggio relative ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli, ovvero 20 se con motore diesel

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 giugno 2021, n. 17596 – La paventata congruenza agli studi di settore, come prova della congruità del reddito dichiarato, invocata dal contribuente si esaurisce in una mera affermazione di parte, rimanendo totalmente inespressa ogni prova al riguardo, in quanto non risulta essere stata accompagnata da alcun supporto probatorio. Il giudice di merito non ha l’obbligo di esaminare tutti gli elementi istruttori emersi, purché dia conto della decisività, ai fini della decisione assunta, di quelli effettivamente esaminati. Quanto poi alla valutazione delle prove la denuncia della violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. da parte del giudice del merito non configura vizio di violazione o falsa applicazione di norme processuali bensì errore di fatto, da censurare attraverso il corretto paradigma normativo del difetto di motivazione

La paventata congruenza agli studi di settore, come prova della congruità del reddito dichiarato, invocata dal contribuente si esaurisce in una mera affermazione di parte, rimanendo totalmente inespressa ogni prova al riguardo, in quanto non risulta essere stata accompagnata da alcun supporto probatorio. Il giudice di merito non ha l'obbligo di esaminare tutti gli elementi istruttori emersi, purché dia conto della decisività, ai fini della decisione assunta, di quelli effettivamente esaminati. Quanto poi alla valutazione delle prove la denuncia della violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. da parte del giudice del merito non configura vizio di violazione o falsa applicazione di norme processuali bensì errore di fatto, da censurare attraverso il corretto paradigma normativo del difetto di motivazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 giugno 2021, n. 17303 – La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è “ex lege” determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati ed il contribuente ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame

La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è "ex lege" determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli "standards" in sé considerati ed il contribuente ha l'onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli "standards" o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in esame

Applicazione della disciplina del c.d. “prezzo-valore” di cui all’art. 1, comma 497 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 – Risposta 18 giugno 2021, n. 420 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 18 giugno 2021, n. 420 Interpello art.11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Applicazione della disciplina del c.d. "prezzo-valore" di cui all'art. 1, comma 497 della legge 23 dicembre 2005, n. 266 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito [...]

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