
Ravvedimento operoso per l’IMU 2024, dichiarazione omessa: sanzioni ridotte se ci si ravvede entro il 29 settembre 2025
Entro il 29 settembre 2025 è il termine ultimo per la presentazione in ritardo della dichiarazione IMU ed evitare le conseguenze derivanti dalla sua omessa presentazione. Sebbene l'obbligo dichiarativo non riguardi la generalità dei contribuenti – in quanto, in molti casi, l’imposta municipale propria può essere correttamente determinata anche in assenza di dichiarazione – vi sono circostanze ben precise in cui la comunicazione al Comune si rende necessaria. Chi abbia omesso di presentare la dichiarazione IMU relativa all’anno 2024, ha ancora tempo per regolarizzare la propria posizione: entro il 29 settembre 2025 è infatti possibile usufruire del ravvedimento operoso, evitando le più gravi conseguenze sanzionatorie previste dall’ordinamento tributario. L’obbligo dichiarativo IMU La dichiarazione IMU è obbligatoria nei casi previsti dall’art. 1, comma 769, della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), che ha sostituito integralmente [...]
La non estensibilità della messa alla prova, previsto dall’art. 168-bis del codice penale, agli enti nei procedimenti relativi alla loro responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001
La Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza n. 22438 depositata il 14 giugno 2025, ha riconfermato, quanto statuito dalle Sezioni Unite, che l'istituto della messa alla prova, previsto dall'art. 168-bis del codice penale, non è applicabile agli enti nei procedimenti relativi alla loro responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Inoltre, gli Ermellini nella decisione in commento hanno ricordato un altro importante principio secondo cui " nel giudizio di legittimità, le sezioni semplici della Corte di Cassazione sono vincolate al principio di diritto statuito dalle Sezioni Unite, nel senso che, laddove intendano discostarsene, devono, ai sensi dell'art. 618, comma 1-bis, cod. proc. pen., rimettere con ordinanza a queste ultime la decisione del ricorso. Questa Corte ha già avuto modo di chiarire, con un indirizzo a cui il Collegio intende dare continuità, che "vincola le sezioni [...]
L’autotutela dell’INPS nel disconoscimento del rapporto di lavoro: profili giuridici e limiti alla prova
Con l'ordinanza n. 23919 depositata il 26 agosto 2025, la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha affermato che la mancanza della convivenza tra familiari non è idonea ad escludere la presunzione di gratuità nelle prestazioni lavorative fornite dal familiare non convivente. L’onere della prova relativa alla subordinazione ricade sulla parte interessata a farla valere e non sull’organo ispettivo ed il potere – spettante all’INPS in qualità di pubblica amministrazione – di operare in autotutela amministrativa su situazioni giuridiche preesistenti. Tale potere comprende la facoltà di annullare d’ufficio, ex tunc, qualsiasi provvedimento “ab origine” contrastante con la normativa vigente, consentendo così all’Istituto di disconoscere radicalmente l’esistenza di presunti rapporti di lavoro subordinato ed, in definitiva, di negare l’efficacia dei contributi come titolo valido per la costituzione della posizione assicurativa. La parte interessata ha l’obbligo di dimostrare [...]
IVA e rischio di danno erariale: le nuove indicazioni della Corte UE nella causa C‑794/23 su recupero Iva “extra” fatturata
La Corte di Giustizia UE, con la sentenza C‑794/23 depositata il 1° agosto 2025, ha stabilito che, in presenza di un’IVA erroneamente indicata in fattura nei confronti di consumatori finali (non‑taxables), non sussiste l’obbligo di versamento a patto che non vi sia alcun rischio di perdita di gettito erariale. Inoltre, la Corte ha chiarito che: la nozione di “consumatore finale non legittimato alla detrazione” riguarda solo i soggetti esclusi dal diritto di detrazione, e non i taxables che per ragioni concrete non detraevano; gli Stati membri possono adottare stime proporzionate per individuare le fatture “a rischio”, ma nel rispetto dei principi di proporzionalità, neutralità ed effettività, garantendo sempre il diritto di difesa. Contesto normativo e precedenti giurisprudenziali L’articolo 203 della Direttiva IVA (2006/112/CE) stabilisce che l’imposta sul valore aggiunto indicata in fattura è dovuta da chi la [...]
Demansionamento e perdita evolutiva della professionalità: il nuovo risarcimento equitativo
La Cassazione ha costantemente affermato che il demansionamento non comporta automaticamente un diritto al risarcimento: il lavoratore deve allegare e provare il danno, che può avere natura patrimoniale e/o non patrimoniale. Il Supremo consesso con l’ordinanza n. 22636 depositata il 5 agosto 2025 innova questo quadro, valorizzando il cosiddetto “impoverimento delle capacità professionali”, riconoscendo risarcibilità al danno derivato dall’assenza di esercizio quotidiano della professionalità. Il demansionamento rappresenta l'assegnazione al lavoratore di mansioni inferiori rispetto alla sua qualifica, con conseguenze sul piano professionale, economico e personale. La giurisprudenza di legittimità ha via via affinato l’orientamento su tre snodi essenziali: Onere della prova – Il danno non è in re ipsa: spetta al lavoratore provarne l’esistenza, anche per presunzioni, ma sempre tramite presupposti concreti. Quantificazione equitativa – In assenza di elementi puntuali, il giudice può liquidare il danno [...]
Assegnazione agevolata di beni ai soci entro il 30 settembre 2025: quadro normativo e prassi attuativa
La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024, in vigore dal 1° gennaio 2025) reintroduce il regime fiscale agevolato per le società che assegnano o cedono beni non strumentali a soci entro il 30 settembre 2025. Si tratta di un’operazione che mira a: favorire la liquidazione o fuoriuscita di beni dal patrimonio societario in modo fiscale agevolato; stimolare la circolazione degli assets, con ricadute sul mercato immobiliare e patrimoniale legittima e trasparente. Soggetti e beni ammessi Soggetti beneficiari L’agevolazione spetta a: società in nome collettivo (S.n.c.), in accomandita semplice (S.a.s.), società a responsabilità limitata (S.r.l.), per azioni (S.p.A.) e in accomandita per azioni (S.a.p.A.); società di armamento, di fatto con attività commerciale, e aziende in liquidazione possono accedervi per equiparazione; società aventi per oggetto esclusivo o principale la gestione di beni non strumentali, purché si trasformino [...]
La deducibilità dei costi in funzione dell’inerenza con particolare riguardo all’inerenza dei costi iniziali
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 23095 depositata l' 11 agosto 2025, intervenendo in tema di inerenza dei costi e relativa deducibilità, ha affermato il segiente principio di diritto "Ai fini del vaglio d’inerenza dei costi sostenuti nell’esercizio di attività d’impresa, la cui deducibilità va ricondotta alla correlazione tra costi ed attività in concreto esercitata, traducendosi in un giudizio di carattere qualitativo e non quantitativo, le eccessive spese sostenute nello stato iniziale, o comunque nel tempo necessario allo sviluppo del progetto economico, consistente nella promozione di un gruppo sportivo per la partecipazione a competizioni nazionali o internazionali ad elevato valore agonistico, in discipline molto seguite, e finalizzato ad attrarre sponsorizzazioni per la reputazione conseguita, non costituiscono in sé un segnale di incongruità o antieconomicità della spesa, da cui evincere indizi di incongruenza [...]
Il Presupposto della Continuità Aziendale nella Redazione e Revisione del Bilancio con OIC e ISA: Guida per Amministratori e Revisori
La continuità aziendale rappresenta uno dei cardini fondamentali su cui si basa la redazione del bilancio d’esercizio. La sua corretta valutazione è cruciale, non solo per garantire la rappresentazione veritiera e corretta della situazione economico-patrimoniale della società, ma anche per fornire un'informazione trasparente e affidabile agli stakeholder, tra cui finanziatori, soci, clienti, fornitori e dipendenti. Il concetto di continuità aziendale trova fondamento nei principi contabili nazionali (OIC) e, per quanto riguarda la revisione legale dei conti, nel principio ISA Italia n. 570 (Revised). In questo approfondimento analizzeremo il quadro normativo e operativo con un taglio pratico, distinguendo chiaramente le responsabilità degli organi amministrativi e quelle del revisore legale. Il principio della continuità aziendale, oltre a essere un presupposto cardine nella redazione del bilancio secondo i principi contabili OIC, assume un ruolo centrale anche nel lavoro [...]