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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Accertamento tributario e presunzioni semplici: la Cassazione conferma la legittimità del metodo induttivo basato sul consumo di acqua minerale

Con l’ordinanza n. 13205 del 19 maggio 2025, la Sezione tributaria della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di accertamento tributario presuntivo e induttivo, ribadendo la legittimità dell’utilizzo di elementi presuntivi anche unici, purché dotati dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. Il caso esaminato ha riguardato un’impresa di ristorazione, i cui ricavi sono stati ricostruiti induttivamente a partire dai consumi di acqua minerale, considerata ingrediente necessario nelle attività del locale. I giudici di legittimità hanno ribadito, in particolare, il principio di diritto secondo cui: "Cass., Sez. V, 23 luglio 2010, n. 17408 - in tema di accertamento tributario, sia presuntivo del reddito d'impresa, a norma dell'art. 39, comma 1, lett. d del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, sia induttivo in materia di IVA, ai sensi dell'art. 55 del d.P.R. 26 [...]

Inviolabilità delle e‑mail private dei dipendenti: un presidio irrinunciabile di dignità e privacy

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 24204 depositata il 29 agosto 2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di diritto del lavoro e tutela della privacy: le e‑mail private dei dipendenti, anche se archiviate sui server aziendali o accessibili tramite strumenti forniti dal datore, non possono essere utilizzate a fini difensivi, in mancanza di informazione preventiva, proporzionalità o consenso; esse restano tutelate come corrispondenza privata ai sensi dell’art. 8 CEDU. Fatti e iter giudiziario La vicenda nasce da un contenzioso in cui un’azienda, sospettando comportamenti di concorrenza sleale da parte di ex dipendenti, aveva acquisito comunicazioni elettroniche private salvate sui server aziendali. L’azienda sosteneva di poterne disporre per fini difensivi. La Cassazione ha però confermato l’inutilizzabilità di tale materiale, in linea con la pronuncia della Corte d’Appello di Milano. Il quadro normativo [...]

La Base Retributiva per i Contributi Previdenziali

Con l'Ordinanza n. 23646 depositata il 21 agosto 2025, la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha ribadito un principio consolidato in materia di determinazione della base imponibile per i contributi previdenziali e assistenziali, confermando la centralità dei contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative nella categoria. Nella decisione in commento i giudici di piazza Cavour, infatti, hanno riaffermato che: "L’individuazione della retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi previdenziali ed assistenziali in quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria esprime una capacità di scelta della fonte collettiva ai fini della determinazione della misura dell’obbligo previdenziale, fra tutte quelle astrattamente applicabili; in linea con quanto innanzi, e per un ulteriore approfondimento finalistico della normativa in [...]

La sospensione automatica del termine per l’impugnazione in caso di istanza di accertamento con adesione

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 23828, depositata il 25 agosto 2025, ha sancito un principio di elevata valenza operativa: "la sospensione del termine per l’impugnazione dell’avviso di accertamento di cui all’art. 6, comma 3, del d.lgs. n. 218/1997, opera in modo  automatico con  la presentazione  dell’istanza  di accertamento con adesione, restando a tal fine irrilevante che il  contribuente abbia successivamente tenuto un comportamento meramente omissivo, non presentandosi alla convocazione inoltrata dall’amministrazione finanziaria." Per i giudici di legittimità deve "ritenersi che l’automaticità di detta sospensione risponda ad una fondamentale logica di certezza dei rapporti giuridici che, ove non fosse rispettata, aprirebbe in ciascun caso concreto l’esigenza di verificare – tanto per il contribuente quanto per l’ufficio – il grado di effettivo coinvolgimento nel percorso stragiudiziale potenzialmente definitorio, il numero degli incontri svolti, l’eventuale [...]

La responsabilità del sindaco: natura non automatica e onere probatorio

La Corte di Cassazione, Sez. I civ., con l'ordinanza n. 24004 depositata il 27 agosto 2025, offre un’importante conferma dell’orientamento giurisprudenziale volto a delimitare il perimetro della responsabilità dei sindaci nell’ambito delle società di capitali. In particolare, la Suprema Corte ha ribadito che la responsabilità dei componenti dell’organo di controllo non può considerarsi di natura automatica o oggettiva: essa presuppone, al contrario, l’accertamento concreto di una violazione dei doveri di vigilanza loro imposti dall’ordinamento e, soprattutto, l’esistenza di un nesso eziologico tra tale omissione e il danno subito dalla società o dai creditori. Per cui dalla decisione in commento emerge un principio di rilievo nel diritto societario: il sindaco (o il collegio sindacale) non risponde automaticamente per ogni fatto dannoso verificatosi durante l’esercizio delle sue funzioni. La responsabilità scatta solo se si accerta che, avendo diligentemente [...]

Le Comunicazioni delle Liquidazioni periodiche IVA (LIPE): Quadro normativo, sanzioni, ravvedimento, giurisprudenza e interpelli

Le Comunicazioni delle Liquidazioni Periodiche IVA (c.d. LIPE) è disciplinato dall’art. 21‑bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, introdotto dall’art. 4, comma 1, del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla L. 1° dicembre 2016, n. 225, e costituiscono un obbligo comunicativo a carico dei soggetti passivi IVA. Tale adempimento si inserisce nel solco del processo di digitalizzazione e razionalizzazione dei controlli fiscali, volto a potenziare l’efficacia dell’azione di accertamento e contrasto all’evasione, anche attraverso il monitoraggio trimestrale delle posizioni IVA. L’obbligo, in vigore dal 1° gennaio 2017 a seguito del D.L. n. 193/2016, costituisce uno dei cardini del processo di digitalizzazione degli adempimenti tributari e si inserisce nel più ampio disegno di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale. Questo breve contributo intende esaminare la natura giuridica dell’obbligo, gli adempimenti richiesti, le sanzioni previste [...]

Ravvedimento operoso per l’IMU 2024, dichiarazione omessa: sanzioni ridotte se ci si ravvede entro il 29 settembre 2025

Entro il 29 settembre 2025 è il termine ultimo per la presentazione in ritardo  della dichiarazione IMU ed evitare le conseguenze derivanti dalla sua omessa presentazione. Sebbene l'obbligo dichiarativo non riguardi la generalità dei contribuenti – in quanto, in molti casi, l’imposta municipale propria può essere correttamente determinata anche in assenza di dichiarazione – vi sono circostanze ben precise in cui la comunicazione al Comune si rende necessaria. Chi abbia omesso di presentare la dichiarazione IMU relativa all’anno 2024, ha ancora tempo per regolarizzare la propria posizione: entro il 29 settembre 2025 è infatti possibile usufruire del ravvedimento operoso, evitando le più gravi conseguenze sanzionatorie previste dall’ordinamento tributario. L’obbligo dichiarativo IMU La dichiarazione IMU è obbligatoria nei casi previsti dall’art. 1, comma 769, della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), che ha sostituito integralmente [...]

La non estensibilità della messa alla prova, previsto dall’art. 168-bis del codice penale, agli enti nei procedimenti relativi alla loro responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001

La Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza n. 22438 depositata il 14 giugno 2025, ha riconfermato, quanto statuito dalle Sezioni Unite, che l'istituto della messa alla prova, previsto dall'art. 168-bis del codice penale, non è applicabile agli enti nei procedimenti relativi alla loro responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Inoltre, gli Ermellini nella decisione in commento hanno ricordato un altro importante principio secondo cui " nel giudizio di legittimità, le sezioni semplici della Corte di Cassazione sono vincolate al principio di diritto statuito dalle Sezioni Unite, nel senso che, laddove intendano discostarsene, devono, ai sensi dell'art. 618, comma 1-bis, cod. proc. pen., rimettere con ordinanza a queste ultime la decisione del ricorso. Questa Corte ha già avuto modo di chiarire, con un indirizzo a cui il Collegio intende dare continuità, che "vincola le sezioni [...]

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