
Il giudicato esterno nel processo tributario e il principio di autonomia dei periodi d’imposta: evoluzione e limiti
Nel processo tributario, regolato dal D. Lgs. n. 546/1992, la regola dell’autonomia dei periodi d’imposta comporta che ogni annualità oggetto di accertamento debba essere considerata come autonoma e separata dalle altre, sia sul piano sostanziale che processuale. Si tratta di un principio radicato nella natura stessa dei tributi periodici, come le imposte sui redditi e l’IVA. Tuttavia, a fronte di pronunce divenute definitive su questioni comuni a più periodi, si pone il problema dell’efficacia del giudicato esterno: può una sentenza passata in giudicato relativa a un’annualità vincolare la decisione su un’altra, successiva o precedente, avente a oggetto la medesima questione giuridica o fattuale? A tale quesito ha risposto la Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, ordinanza 26 febbraio 2025, n. 5054 con cui ha ribadito che: “La sentenza con la quale si accertano il contenuto e [...]
Efficacia della definizione per adesione parziale: la responsabilità solidale rimane finché non vi sia estinzione integrale del debito tributario
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 19989 depositata il 17 luglio 2025, intervenendo in tema di accertamento con adesione, ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di imposta di registro, la responsabilità solidale ex art. 57 del d.P.R. n. 131 del 1986 non viene meno per effetto dell'adesione di uno dei coobbligati alla definizione per adesione, essendo necessario che ad essa segua l'integrale estinzione del debito tributario, come definito in sede di adesione (nei confronti del coobbligato aderente), ovvero accertato in sede giudiziale (nei confronti del coobbligato non aderente)" (Cass. n. 1298 del 18/01/2019; Cass. n. 11327/2022); pertanto se alla adesione di una delle parti (in questo caso l'acquirente) non è seguito l'integrale pagamento dell'importo, essendo stata versata solo una rata, il debito non risulta integralmente estinto, con la conseguenza che [...]
Legittimo il rifiuto della prestazione lavorativa di fronte a reiterati inadempimenti datoriali
Con l’Ordinanza n. 21965/2025, depositata il 30 luglio 2025, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione torna a confrontarsi con l’ambito applicativo dell’art. 1460 c.c. nel contesto del rapporto di lavoro subordinato, riaffermando l’importanza del principio di proporzionalità e buona fede nell’uso dell’eccezione di inadempimento da parte del lavoratore. Nella decisione in commento i giudici di legittimità hanno confermato il principio secondo cui "nei contratti a prestazioni corrispettive, tra i quali rientra il contratto di lavoro, qualora una delle parti adduca, a giustificazione della propria inadempienza, l'inadempimento dell'altra, il giudice deve procedere alla valutazione comparativa dei comportamenti, considerando non tanto il mero elemento cronologico quanto i rapporti di causalità e proporzionalità esistenti tra le prestazioni inadempiute rispetto alla funzione economico sociale del contratto, il tutto alla luce dei reciproci obblighi di correttezza e buona fede [...]
L’avviso di accertamento come “provocatio ad opponendum”: funzione, limiti motivazionali e riflessi nel contenzioso tributario
Nel panorama del diritto tributario italiano, il tema della motivazione dell’avviso di accertamento e degli atti ad esso equiparabili riveste un'importanza centrale, specie in relazione alla garanzia del diritto di difesa del contribuente. Le recenti pronunce della Corte di Cassazione – tra cui la n. 9008/2017 e, soprattutto, la n. 730 dell’11 gennaio 2025 – hanno contribuito a consolidare un importante principio: quando l’avviso di accertamento (o un atto ad esso sostanzialmente assimilabile, come la comunicazione ex art. 36-ter del d.P.R. n. 600/1973) costituisce il primo atto impositivo notificato al contribuente, esso assume la funzione di “provocatio ad opponendum”. Da ciò discende che l’obbligo motivazionale posto in capo all’Amministrazione finanziaria deve essere letto in chiave funzionale, ovvero nella misura in cui consenta al contribuente di comprendere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali e di [...]
La responsabilità penale del committente “di fatto” nei lavori in economia
La sentenza della Corte di Cassazione, sezione IV penale, n. 22013, depositata l’11 giugno 2025, si inserisce in un solco giurisprudenziale ormai consolidato in materia di sicurezza sul lavoro, riaffermando e precisando il perimetro della responsabilità penale del committente di fatto in caso di infortunio mortale verificatosi nell’ambito di lavori cosiddetti "in economia". L’arresto è di particolare interesse, non solo per i suoi contenuti sostanziali, ma anche per l’ulteriore contributo che offre alla costruzione della figura del garante "di fatto", nella prospettiva della sicurezza ex D.Lgs. 81/2008. Gli Ermellini hanno precisato che "in forza del principio di effettività, l'obbligo dell'approntamento delle misure di sicurezza non è necessariamente collegato alla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, ma inerisce a qualsiasi fattispecie di lavoro prestato anche a titolo di amicizia, per riconoscenza, o comunque in [...]
Diritto alla difesa vs. privacy: le registrazioni in ufficio sono valide come prova anche se occulte
Diritto alla difesa vs. privacy: le registrazioni in ufficio sono valide come prova anche se occulte
L’aggiornamento delle linee guida sul rischio fiscale: un nuovo passo verso il rafforzamento della tax compliance
Con il recente aggiornamento delle Linee guida per la rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2025, e ulteriormente integrato da un nuovo documento (Provvedimento Prot. n. 321934 pubblicato il 7 agosto 2025 ), si consolida l’approccio dell’Amministrazione finanziaria volto a promuovere una sempre più strutturata cultura della tax risk management all’interno delle imprese, in particolare di quelle di medie e grandi dimensioni. Premessa: verso un modello evoluto di gestione del rischio fiscale Il concetto di rischio fiscale ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale nella governance aziendale, anche alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale interna e delle pressioni derivanti dal contesto internazionale. In tale quadro si inserisce l’intervento dell’Agenzia delle Entrate che, con provvedimento del 10 gennaio 2025, ha introdotto linee [...]
Hosting provider e responsabilità per contenuti illeciti: l’evoluzione giurisprudenziale e quando il gestore risponde per i commenti altrui
La Corte di Cassazione, sezione civile, con l'ordinanza n. 17360 depositata il 27 giugno 2025, intervenendo in tema di responsabilità del hosting provider per diffamazione per pubblicazioni di terzi, ha statuito il seguente principio di diritto "il prestatore di servizi informatici che assuma il ruolo di hosting provider non attivo va, di regola, esente dalla responsabilità per la pubblicazione delle eventuali informazioni illecite che provengano dai terzi – e, più specificamente, in relazione alla problematica oggetto della presente controversia – per tutti gli eventuali commenti diffamatori inviati dai terzi, ma, una volta che egli acquisisca la consapevolezza della manifesta illiceità degli stessi (in qualunque modo, anche non necessariamente a seguito di una comunicazione delle autorità competenti, sebbene, in tale ultimo caso, possa essere più agevole percepire il carattere “manifesto” dell’illiceità), è tenuto ad attivarsi per [...]