
Licenziamento illegittimo se non rispettate le garanzie sindacali previste dal CCNL – Cassazione sentenza n. 26286 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26286 depositata il 25 novembre 2013 intervenendo in materia di licenziamenti ha statuito la illegittimità del licenziamento adottato in violazione dei diritti sindacali dei lavoratori, nonostante l’inerzia del lavoratore, a nulla rilevando il fatto che il comportamento antisindacale, contestato dall’associazione dei lavoratori, sia stato tenuto da un’impresa che impiega meno di quindici dipendenti. La vicenda ha riguardato il licenziamento di un giornalista senza avvisare preventivamente il fiduciario di redazione e senza il suo preventivo nulla osta come previsto dal CCNL dei giornalisti. Avverso il provvedimento espulsivo del giornalista veniva proposto opposizione ex art. 28 legge n. 300/70 dall'Associazione S.R. nei confronti della società N. s.p.a datrice di lavoro. Il Tribunale adito, in veste di giudice del lavoro, dichiarò l’antisindacalità della condotta di quest’ultima per aver licenziato S.D.L., G.G., [...]
Disciplinare magistrati e perdita due mesi di anzianità – Cassazione sentenza n. 26284 del 2013
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 26284 del 25 novembre 2013 intervenendo in materia di sanzioni disciplinari dei magistrati ha riconosciuta la responsabilità del magistrato per gravi ritardi nel deposito di numerose sentenze con punte di 100-200 giorni. La Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, con decisione del 2013, aveva inflitto a un magistrato la sanzione della perdita di anzianità di due mesi per avere depositato “nel periodo giugno 2003-marzo 2010 numerose sentenze con gravi ritardi, molte superiori ai 100-200 giorni, in un caso ai 300 giorni, mentre nel caso più grave il ritardo aveva raggiunto i 2.246 giorni”. L'organo di controllo della magistratura aveva rilevato che il ritardo nel deposito “appariva grave, ingiustificato e reiterato”, soprattutto nel periodo in cui magistrato aveva svolto la funzione di giudice. In [...]
Fallimento di un professionista in estensione e diritto al solo assegno alimentare – Cassazione sentenza n. 26206 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione civile, con la sentenza n. 26206 depositata il 22 novembre 2013 intervenendo in tema di procedure concorsuali ha affermato che in caso in cui il fallimento dell’impresa si estenda anche all’attività professionale, spetta al giudice stabilire quanto il professionista possa trattenere - entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia - dai propri guadagni professionali, tenendo conto che il fallito deve destinare parte degli introiti a soddisfare i creditori. Inoltre per la Corte è possibile dichiarare fallito per estensione il professionista che, anche senza assumere la veste di socio, abbia partecipato ad iniziative imprenditoriali diverse dalla propria professione. Il predetto principio trova applicazione nei confronti di tutti i professionisti coinvolti in un attività imprenditoriale loro preclusa e che si si intromettono nella gestione di un’impresa. La vicenda ha [...]
Detraibilità IVA ed interventi di ampliamento operati da una società concessionaria di un ente pubblico – Cassazione sentenza n. 25669 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25669 depositata il 15 novembre 2013 intervenendo in tema di detraibilità IVA ha statuito che gli interventi di ampliamento, ammodernamento e potenziamento degli impianti e di una infrastruttura ferroviaria di trasporto operati da una società concessionaria di un ente pubblico danno luogo a beni, materiali o immateriali, gratuitamente devolvibili, soggetti, sussistendone i presupposti, ad ammortamento finanziario, alternativo a quello tecnico, ma, ai fini della quantificazione del rimborso della relativa eccedenza detraibile dell'imposta sul valore aggiunto, vanno defalcati i contributi del concedente che abbiano neutralizzato l’onere economico dell'imposta o parte di esso. La vicenda ha riguardato una società a controllo pubblico concessionaria per la gestione di un’infrastruttura ferroviaria di trasporto pubblico locale che aveva presentato, con l’apposito modello VR, richiesta di rimborso di un credito IVA facendo leva sull’articolo [...]
Agevolazioni fiscali con costi fittizi: scatta la confisca – Cassazione sentenza n. 42151 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 42151 depositata il 13 ottobre 2013 intervenendo in materia di truffa ha definito fittizi i costi indicati nella dichiarazione dei redditi da parte di un’impresa che usufruisce di un’agevolazione fiscale, La vicenda ha riguardato le agevolazioni introdotte dalla Tremonti ter, in relazione alle spese sostenute prima dell’entrata in vigore del beneficio. I giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso di una contribuente che chiedeva la revoca della confisca per equivalente disposta sui suoi beni. Gli Ermellini dopo aver analizzato approfonditamente, in particolare della circolare delle entrate n. 44/2009, la Tremonti ter concludono che ‘l’agevolazione di cui all’art. 5, comma 1, del dl 78/2009 incide sul reddito diminuendone l’identità, anche se di tale diminuzione non può tenersi conto ai limitati fini dell’applicazione delle norme tributarie appena [...]
Omesso versamento IVA – Reato commesso dal legale rappresentante della società – Cassazione ordinanza n. 46726 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione penale, con l'ordinanza n. 46726 depositata il 22 novembre 2013 intervenendo in tema di reato per omesso versamento IVA prendendo atto di un contrasto giurisprudenziale sul tema della sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei reati tributari, ha rimesso alle Sezioni unite la questione “se sia possibile o meno aggredire direttamente i beni di una persona giuridica per la violazione tributaria commessa dal legale rappresentante della stessa”. La vicenda ha riguardato il provvedimento, nei confronti dell'amministratore di una società, di sequestro preventivo per equivalente, disposto dal Tribunale, di un immobile di proprietà del legale rappresentante di una società, indagato per il reato di omesso versamento dell’Iva di cui all’articolo 10-ter Dlgs 74/2000. L'orientamento consolidato della Corte Suprema sull’interpretazione secondo la quale per i reati tributari il sequestro preventivo finalizzato [...]
D.lgs. 231/2001 e misure interdittive: non sufficiente dimissioni del Cda – Cassazione sentenza n. 46439
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 46439 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in tema di reati presupposti per il D.Lgs. 231/2001 ha affermato che è legittimo l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi per la società verso cui sussistono gravi indizi di responsabilità per illecito amministrativo dipendente da reato commesso dagli amministratori nel suo interesse o vantaggio. La misura interdittiva ex D.Lgs. 231/2001 non viene meno neanche se gli indagati si sono dimessi, salvo che l’impresa non abbia già avviato una nuova gestione. La vicenda ha riguardato una società il cui amministratore era stato indagato dal PM a causa del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche di cui all’articolo 640 bis c.p. Nei confronti della società veniva emesso un ordinanza di l’esclusione della ricorrente da agevolazioni, finanziamenti, contributi [...]
Accertamento ispettivo e natura di pubblico impiego del rapporto di lavoro – Cassazione sentenza n. 26139 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26139 depositata il 21 novembre 2013 ha affermato la costituzione di rapporti di pubblico impiego per i lavoratori inseriti da un Ente locale nella rispettiva struttura istituzionale, tramite l’instaurazione di fatto di rapporti di lavoro subordinato. La vicenda ha riguardato alcuni lavoratori con i quali il comune per sopperire a carenze di organico, aveva posto in essere rapporti di lavoro che in seguito ad un accertamento ispettivo venivano considerati come rapporti di pubblico impiego e senza corresponsione della rispettiva contribuzione. Pertanto in base al predetto accertamento ispettivo sono risultate di pubblico impiego, e dunque da equiparare ai rapporti di lavoro subordinato dei dipendenti di ruolo svolgenti la stessa attività nell’ambito dell’Ente locale, le posizioni “esterne” degli operatori addetti al CED, dei prestatori da destinare alla ripartizione tecnica dell’amministrazione comunale o a [...]