
Sicurezza sul lavoro: prima verifica semplificata per le attrezzature
Con il decreto legge n. 101/2013 convertito dalla legge 125/2013 sono state introdotte importanti semplificazioni in materia di prima verifica delle attrezzature di lavoro. La novità più rilevante ed attesa è quella che concerne lo spostamento della decorrenza dei 45 giorni per potersi rivolgere ad altri soggetti per l'effettuazione della prima verifica dell'attrezzatura di lavoro, dal momento della sua installazione a quello della richiesta della verifica stessa all'Inail. L'obbligo è stato recentemente introdotto dall'articolo 32, comma 5, del decreto del Fare (Dl 69/13), convertito nella legge 98/13, che aveva modificato l'articolo 71, del Dlgs 81/08 (Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro). In base al contenuto dell'articolo 71, come modificato dal decreto legge 69/2013, il datore di lavoro deve sottoporre le attrezzature di lavoro riportate nell'allegato VII del TU a verifiche periodiche [...]
Accertamento induttivo con studi o parametri: mancata risposta al questionario – Cassazione sentenza n. 26150 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 26150 depositata il 21 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamenti standardizzati ha affermato che nei casi di mancata esibizione dei documenti contabili legittima l’accertamento con metodo induttivo nei confronti del contribuente. Altresì è legittimo l’accertamento di maggiori ricavi basato su presunzioni semplici quando il contribuente, convocato dall’Ufficio, non ha esibito la documentazione contabile richiesta con questionario. La vicenda ha riguardato un imprenditore a cui veniva notificato un avviso di accertamento per IVA-IRPEF-IRAP con cui venivano ripresi a tassazione ricavi non dichiarati, mediante ricostruzione induttiva del reddito di impresa ed applicazione dei "parametri" quale strumento presuntivo di detti maggiori ricavi, atteso che il contribuente (convocato in ufficio per l’esibizione della documentazione contabile con questionari) non aveva ottemperato a tale richiesta. Il contribuente avverso tale atto impositivo ricorre [...]
Licenziabile la cassiera che accumula punti con acquisti altrui – Cassazione sentenza n. 24588 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 24588 depositata il 31 ottobre 2013 intervenendo in tema di licenziamento ha affermato che il comportamento della cassiera che utilizza la propria carta fedeltà del supermercato per gli acquisti dei clienti che ne sono sprovvisti, con conseguente accumulo in proprio favore dei punti, oltre che rilevante sul piano disciplinare, per essere detta utilizzazione espressamente vietata dalle disposizioni aziendali, è grave anche ai fini della lesione del vincolo fiduciario. La vicenda ha riguardato un acassiera di un supermercato che è stata licenziata per giusta causa per aver utilizza la “Carta punti” caricandoci su la spesa dei clienti privi della tessera fedeltà. La lavoratrice impugnava il provvedimento di espulsione inanzi al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, chiedeva l’accertamento della nullità o illegittimità del licenziamento e per [...]
Fallimento società sas trasformata in srl – Cassazione sentenza n. 25846 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25846 depositata il 18 novembre 2013 intervenendo in tema di procedure concorsuali ha statuito che nell'ipotesi di trasformazione, soltanto la nuova società risponde delle nuove obbligazioni sociali. Per cui, decorso un anno dall’iscrizione della trasformazione nel registro delle imprese, non può più essere dichiarato il fallimento del socio già illimitatamente responsabile. La vicenda ha riguardato il socio di una società a responsabilità limitata che veniva dichiarato fallito in estensione, dal Tribunale, della s.r.l. E., già E. s.a.s. della quale il reclamante era stato socio accomandatario. Avverso tale decisione del giudice di prime cure il socio dichiarato fallito impugnava la sentenza inanzi alla Corte di Appello i cui giudici rigettavano il reclamo del socio. I giudici di appello osservavano che il socio non era stato liberato dalla sua responsabilità [...]
Attestazione prestazione energetica: trattamento fiscale – risoluzione n. 83/E del 22 novembre 2013
Con la risoluzione n. 83/E del 22 novembre 2013 l'Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito alla tassazione ai fini dell'imposta di registro ed imposta di bollo dell'attestato di prestazione energetica (Ape) allegato ai contratti di compravendita o di locazione. Con la predetta risoluzione l'Agenzia delle entrate ha stabilito che l'Ape non è soggetto a imposta di registro né a imposta di bollo. Diverso trattamento invece si ha per la copia autentica dell'Ape. Infatti in tal caso va pagata l'imposta di bollo di euro 16 per ogni facciata. L'Ape è stato introdotto dal Dl 63/2013 al posto del precedente Ace (attestato di certificazione energetica); il Dl 63 ha inoltre sanzionato di nullità, in caso di mancata allegazione dell'Ape, a far tempo dal 6 giugno 2013: a) i contratti di compravendita immobiliare (e pure di ogni [...]
Studi di settore a professionista dipendente pubblico – Cassazione sentenza n. 25983 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25983 depositata il 20 novembre 2013 intervenendo in tema di accertamento standardizzato ha sancito che anche se il professionista lavora mezza giornata come dipendente è legittimo l'accertamento basato sugli studi di settore. La vicenda ha riguardato un architetto a cui veniva notificato un avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, basato sugli studi di settore. Il contribuente avverso tale atto impositivo ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente. L'Amministrazione Finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello in riforma della sentenza di primo grado hanno ritenuto legittimo l'avviso di accertamento con il quale erano stati accertati maggiori ricavi derivanti dall'attività di architetto, con conseguente maggiore IRPEF e volume d'affari [...]
Bilancio ed imposta sul patrimonio e base di calcolo – Cassazione sentenza n. 25969 del 2013
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 25969 depositata il 20 novembre 2013 intervenendo in tema imposta sul patrimonio ha statuito che la base imponibile sulla quale calcolare la tassa patrimoniale in oggetto, che, «quando vi è un bilancio approvato, l’amministrazione finanziaria può svolgere una verifica relativamente alla allocazione di alcune poste al fine di garantire non solo la veridicità e la correttezza dei risultati contabili, ma anche la più ampia trasparenza dei dati di bilancio che a quei risultati conducono, precisando che tale verifica può essere attuata con lo strumento dell’accertamento, senza la necessità di utilizzare la normativa civilistica sull’impugnazione del bilancio, non solo in quanto a norma dell’articolo 3, 4° comma, del decreto legge numero 394 del 1992, "per la dichiarazione, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, i rimborsi, nonché per il [...]
Onere della prova e costi fittizi – Cassazione sentenza n. 25697 del 2013
La Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 25967 depositata il 20 novembre 2013 intervenendo in materia di operazioni inesistenti ha statuito che il contribuente al quale vengano contestati maggiori redditi derivanti da fatture per costi inesistenti, può dimostrare che i ricavi correlati siano altrettanto fittizi, così ottenendo l’annullamento dell’accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria. La vicenda ha riguardato una società di capitali a cui venivano contestati maggiori redditi IRPEG e ILOR in seguito ad accertamento dal quale era emersa la contabilizzazione di costi chiaramente inesistenti, in parte giustificati da fatture emesse da un fornitore la cui contabilità però non presentava i medesimi documenti. Pertanto ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. n. 917/86 i predetti costi venivano esclusi dall'Amministrazione finanziaria. Il contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che rigettava [...]