
IRAP: esenzione dei piccoli imprenditori – Cassazione sentenza n. 15641 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15641 del 21 giugno 2013 ritorna sul tema del presupposto soggettivo dell'applicazione dell'Irap affermando che gli agenti di commercio e i promotori finanziari hanno diritto al rimborso dell’IRAP versata qualora riescano a dimostrare che non svolgono un’attività autonomamente organizzata. Nel caso di specie oggetto di valutazione sono proprio i “mezzi strumentali” utilizzati (e dichiarati) dal contribuente – “esercente l’attività professionale di agente di commercio” – a non essere valutati come sufficienti, dai giudici della Cassazione, per ritenere applicabile l’imposta. Ricordano gli Ermellini, che è da escludere l’ipotesi che “gli agenti di commercio siano ineluttabilmente compresi nel novero dei contribuenti tenuti comunque al pagamento dell’imposta”, pertanto “anche per costoro occorre verificare la sussistenza del requisito della autonoma organizzazione, costituendo, in ogni caso, onere del contribuente, che chieda il [...]
Esclusioni delle sanzioni tributarie: errore scusabile – Cassazione sentenza n. 13755 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13755 del 31 maggio 2013 ha affermato in materia di sanzioni tributarie si è pronunciata, ai fine della loro esclusione, sui limiti della rilevanza dell'errore scusabile. La vicenda ha avuto origine dalla controversia tra un datore di lavoro che aveva fruito del credito d'imposta per nuove assunzioni di lavoratori dipendenti che non avevano i requisiti previsti dalla normativa di riferimento. Il punto controverso è rappresentato dalla circostanza se il datore di lavoro abbia agito in buona fede e di essere escluso dall'applicazione delle sanzioni. Una cooperativa di facchinaggio impugnava un avviso di accertamento per il recupero del credito d’imposta per l’incremento della base occupazionale e l’irrogazione delle relative sanzioni. Il recupero era stato operato in ragione del fatto che diversi dipendenti risultavano non essere in possesso di uno dei [...]
Licenziamento per superamento del periodo di comporto – Cassazione sez. lav. sentenza n. 8440 del 5 aprile 2013
Licenziamento per superamento del periodo di comporto Lavoro - Lavoro subordinato - Estinzione del rapporto - Diritto alla conservazione del posto - Infortuni e malattie - Comporto - Superamento - Licenziamento per tale motivo - Onere datoriale di comunicazione dei singoli giorni di assenza - Esclusione - Indicazione complessiva del periodo di assenza - Condizioni - Fondamento La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 8440 del 05 aprile 2013 si è pronunciata sul licenziamento per superamento del periodo di comporto assimilandolo al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Da questo consegue che il datore di lavoro, non ha l'onere di indicare le singole giornate di assenza, potendosi ritenere sufficienti indicazioni complessive come la determinazione del numero totale delle assenze verificatesi in un determinato periodo, fermo restando l'onere, nell'eventuale sede giudiziaria, di allegare e provare, compiutamente, [...]
Accordi aziendali integrativo erga omnes per tutti i lavoratori – Cassazione sentenza n. 12722 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12722 del 23 maggio 2013 ha affermato che l'accordo aziendale stipulato tra azienda e organizzazioni sindacali ha efficacia erga omnes anche nei confronti di quei lavoratori non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti. Unica eccezione è per i lavoratori che, aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, abbiano espresso esplicito dissenso al contratto aziendale e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo sindacale separato. (Cass. sez. lav. n. 6044 del 18/4/2012 e Cass. sez. lav. n. 10353 del 28/5/2004) Nel caso di specie, la Corte Suprema, affermando il principio, ha ritenuto applicabile l'accordo aziendale ad un lavoratore che, senza essere iscritto all'organizzazione stipulante, non risultava tuttavia affiliato ad un sindacato dissenziente e aveva anzi invocato l'accordo medesimo a fondamento delle sue istanze)". (Conforme a Cass. sez. lav. n. 10353 del [...]
Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro – Cassazione sentenza n. 20970 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la sentenza n. 20970 del 15 maggio 2013 è intervenuta in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ed obblighi del datore di lavoro ed ha affermato che il datore di lavoro ha l'obbligo di assicurare ai lavoratori una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e salute, con particolare riferimento alle mansioni da svolgere, in maniera tale da rendere edotti i lavoratori sui rischi inerenti alle attività alle quali vengono addetti. La Corte Suprema ha anche affermato che gli obblighi protettivi che gravano sul datore di lavoro risultano funzionali anche rispetto alla possibilità che il lavoratore si dimostri imprudente o negligente verso la propria incolumità. Può pertanto escludersi l'esistenza del rapporto di causalità unicamente nei casi in cui sia provata l'abnormità del comportamento del lavoratore infortunato [...]
Rimborso IVA società in liquidazione ed esposizione nel bilancio – Cassazione sentenza n. 13894 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13894 del 31 maggio 2013 ha statuito confermando l'orientamento della Corte in tema di rimborso d'imposta che il rimborso IVA di una società in liquidazione non è condizionato all'esposizione del credito stesso nel bilancio finale della società (nella specie assente, per essere stato quel credito ceduto), in quanto l'efficacia probatoria dei libri sociali, derivante dalla normativa pubblicistica, attiene ai rapporti di debito e credito inerenti all'esercizio dell'impresa, mentre la contabilità IVA, pur non avendo alcuna efficacia probatoria in tali rapporti, documenta comunque il debito fiscale, rendendone possibile il controllo da parte dell'amministrazione finanziaria. (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 3530 del 17/02/2006; da ultimo Cass. sentenza 28.6.2012 n. 10808) La vicenda ha avuto inizio con la richiesta di rimborso IVA presentata da una società posta in liquidazione ed a cui [...]
Elementi qualificanti del rapporto di lavoro subordinato – Cassazione sentenza n. 12572 del 2013
La Corte di Cassazione sezione lavoro con la sentenza n. 12572 del 22 Maggio 2013 interviene in materia di qualificazione del rapporto di lavoro riconfermando il consolidato orientamento della setta Corte. Per cui secondo gli Ermellini il giudice di merito ha a disposizione diversi criteri, basati su circostanze di fatto e di comune esperienza, al fine di individuare la sussistenza di rapporti di lavoro subordinato laddove le parti formalmente stipulano accordi di diverso tipo e natura. Nel caso di specie una casa di cura ha proposto ricorso avverso il provvedimento di condanna del giudice del merito, il quale ha disposto in capo all'ente l'obbligo di versare a favore del lavoratore somme consistenti a titolo di differenza retributiva, avendo inquadrato il rapporto insorto tra medico e struttura come subordinato ex art. 2094 cod. civ. (Cass. 10043/04); che i requisiti [...]
Efficacia probatoria e limiti del bilancio per i crediti verso soci – Cassazione sentenza n. 15394 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 15394 del 09 giugno 2013 ha chiarito quali sono i limiti dell’efficacia probatoria del bilancio della cooperativa per i crediti verso i soci. Infatti secondo gli Ermellini "il bilancio di una società approvato dalla assemblea, stante l'efficacia vincolante che - a norma dell'art. 2377 comma 1 cod.civ. - la relativa delibera riveste nei confronti di tutti i soci (anche assenti o dissenzienti, in mancanza di impugnazione), costituisce, in deroga al disposto dell'art. 2709 cod.civ., piena prova dei crediti della società (nei confronti dei soci stessi) che risultino chiaramente indicati nel bilancio approvato (cfr. Sez. 1 n. 22475/06; n. 21831/05/ Sez. L n. 8938/1997). Ma tale efficacia vincolante, e quindi probatoria, dei bilanci approvati può ravvisarsi, per l'appunto, solo in relazione ai crediti che ivi risultino [...]