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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Accertamento presuntivo del reddito e motivazione – Cassazione sentenza n. 8312 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 8312 del 04 aprile 2013 interviene in materia di accertamento del reddito con strumenti statistici (coefficienti presuntivi, studi di settore, parametri) riaffermando il principio secondo cui in tema di accertamento delle imposte sui redditi, lo scostamento "per almeno un quarto" del reddito dichiarato rispetto a quello determinabile "sinteticamente" in base agli opportuni coefficienti di redditività costituisce, per univoca previsione dell'art. 38, comma quarto, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, il limite invalicabile posto dal legislatore allo stesso potere dell'ufficio di determinazione sintetica del reddito, al fine evidente di temperare la rigidità propria di una applicazione meramente aritmetica dei cosiddetti "parametri" e di dare valenza - sia pure in via forfettaria - a possibili variabili caratteristiche di ciascuna produzione di reddito. La misura quantitativa di tale limite (venticinque [...]

Accertamento ed utilizzo di documentazione extracontabile – Cassazione sentenza n. 15315 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15315 del 19 giugno 2013 ha statuito in tema di rinvenimenti di documentazione extracontabile che essa costituisce elemento probatorio meramente presuntivo.  La vicenda ha visto L'Agenzia delle entrate soccombente in entrambi i giudizi di merito che ha proposto ricorso per cassazione basato su due motivazioni, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria Regionale che, rigettando l'appello dell'Agenzia, ha confermato l'annullamento dell'avviso di rettifica parziale dell'IVA emesso a carico della società contribuente in seguito  ad una   verifica nel corso della quale era stata rinvenuta documentazione extracontabile; con l'atto impositivo era stata contestata alla contribuente omessa registrazione di corrispettivi e la presentazione di una dichiarazione IVA con indicazioni inesatte. Infatti, per i giudici di merito, in violazione dell'art. 12 dello statuto del contribuente "i militari intervenuti avevano avviato [...]

Classamento catastale: Motivazione dell’atto – Cassazione sentenza n. 15495 del 2013

La Corte di Cassazione sez. Tributaria con l'ordinanza n. 15495 del 20 giugno 2013  ha stabilito che qualora il contribuente si oppone alla variazione del classamento delle unità immobiliare l’Amministrazione è obbligata a dare concretamente conto delle ragioni attributive della rendita e della classe, mentre al giudice tributario spetta valutare, con motivazione adeguata, l’idoneità dei dati forniti dall’Ufficio a sostenere la pretesa.  La vicenda ha visto un  contribuente opporsi ad un avviso di accertamento per rettifica di classamento di un’unità immobiliare, in variazione della proposta fatta a mezzo della procedura DOCFA a seguito di lavori di ristrutturazione. I giudici di merito non hanno accolto le tesi e le motivazioni del contribuente. Pertanto l contribuente propone ricorso inanzi ai giudici di legittimità.Il  contribuente ha posto a base del proprio ricorso due censure. La prima doglianza ritiene che i [...]

Associazione in partecipazione ed obblighi contributivi – Cassazione sentenza n. 12564 del 2013

La Corte di Cassazione sezione lavoro con la sentenza n. 12564 del 22 Maggio 2013 interviene in tema di rapporto di associazione in partecipazione ed obblighi contributivi riaffermando che l'onere della prova della tipologia lavorativa cui applicare la normativa contributiva incombe sull'Ente Previdenziale sulla base dell'art. 2697 cod. civ. Il contratto di associazione in partecipazione è una fattispecie contrattuale tipica regolata dagli artt. 2549 e ss. c. c., che contempla la partecipazione del prestatore di lavoro agli utili ed alle perdite aziendali. Normalmente all'associato viene corrisposto una quota mensile a titolo di acconto sull'utile presunto, somma che a fine anno verrà poi ragguagliata agli utili d'esercizio. Nel caso di specie una società ha proposto ricorso avverso casella di pagamento per oneri previdenziali (poiché il rapporto di lavoro del prestatore avrebbe in effetti rivestito i caratteri del subordinato e non [...]

Fallimento e sequestro conservativo – Cassazione sentenza n. 27227 dl 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27227 del 20 giugno 2013 ha confermato il principio di cui all'art. 316 del c.p.p. che ha come scopo la tutela del danneggiato dal reato con l'immobilizzazione del patrimonio del soggetto che ha commesso il reato. Gli Ermellini, in particolare, hanno evidenziato che "secondo un pacifico orientamento interpretativo, la finalità dell'art. 316 c.p.p. consiste nell'immobilizzare il patrimonio del soggetto obbligato e attuare, così, la piena e concreta tutela del danneggiato dal reato per il soddisfacimento del suo credito risarcitorio, in attesa dell'esito dell'azione revocatoria. È evidente, invero, che;se nel caso dì specie si ritenesse non consentito il sequestro conservativo, l'eventuale esito positivo dell'azione revocatoria potrebbe essere del tutto inutile a fronte di un bene - che solo formalmente non è dell'imputato - non possa essere sottoposto a [...]

IRAP stabile organizzazione e collaboratori esterni – Cassazione sentenza n. 15325 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15325 del 19 giugno 2013 interviene in materia di IRAP e presupposto oggettivo dell'imposta ed ha affermato che l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo costituisce, secondo l'interpretazione fornita dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 156 del 2001, presupposto dell'imposta soltanto qualora si tratti di attività autonomamente organizzata. Il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente che eserciti attività di lavoro autonomo: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione, e non sia quindi inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti le quantità che, secondo l’id quod plerumque accidit, costituiscono nell'attualità il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività anche [...]

Recesso ad nutum ed apposizione del termine – Cassazione sentenza n. 14016 del 2013

Con la sentenza n. 14016 del 4 giugno 2013 la Corte di Cassazione ha affermato che "l'apposizione di un termine ad un rapporto di collaborazione professionale continuativa può essere sufficiente ad integrare la deroga pattizia alla facoltà di recesso cosi come disciplinata dalla legge, senza che a tal fine sia necessario un patto specifico ed espresso". ( fra le tante V, Cass. 1° ottobre 2008 n. 2436, Cass. 21 dicembre 2006 n. 27293, Cass. 6 maggio 2000 n. 5738 e Cass, 8 settembre 1597 n. 8690). La Suprema Corte ha posto in evidenza come "la previsione della possibilità di recesso ad nutum del cliente nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, quale contemplata dall’art. 2337, comma 1, Cc non ha carattere inderogabile e, quindi, è possibile che per particolari esigenze delle parti sia esclusa una tale facoltà di recesso fino al [...]

Elusione fiscale: apporto beni immobili in fondo immobiliare e mancato contraddittorio – Cassazione sentenza n. 15319 del 2013

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15319 del 19 giugno 2013 intervenendo in materia di elusione fiscale ha stabilito che non è una fattispecie di elusione fiscale tipizzata l'apporto irregolare del bene nel fondo immobiliare che sconta quindi l'imposta di registro in misura proporzionale, e non fissa, ma la cui contestazione non necessita del contraddittorio preventivo con il contribuente previsto invece dall'articolo 37 bis del D.P.R. n. 600/1973. I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso presentato da alcune società contro la decisione con cui le Commissioni tributarie di merito avevano ritenuto legittimo l'avviso di liquidazione per il recupero della maggiore imposta loro notificato in considerazione dell'apporto di beni in fondi patrimoniali attraverso operazioni commercialmente sospette e conseguente applicazione dell'imposta di registro in misura fissa anziché proporzionale. Infatti i giudici di appello nel "respingere le impugnative [...]

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