
Appalti di servizi e trasferimenti di azienda – Cassazione sentenza n. 11918 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n.11918 del 16 maggio 2013 ha riaffermato che si configura trasferimento d'azienda in ipotesi di successione nell'appalto di un servizio, qualora vi sia un passaggio di beni di non trascurabile entità tale da rendere possibile lo svolgimento di una specifica impresa. Più in dettaglio, gli Ermellini, conformemente ad un principio già espresso in precedenti sentenze ha ribadito che, ai fini del trasferimento di azienda, la disciplina dettata dall’art. 2112 cod. civ. postula che il complesso organizzato dei beni dell’impresa sia passato ad un diverso titolare in forza di una vicenda giuridica riconducibile al fenomeno della successione in senso ampio, dovendosi così prescindere da un rapporto contrattuale diretto tra l’imprenditore uscente e quello che subentra nella gestione. Il trasferimento di azienda è, pertanto, configurabile anche in ipotesi di successione nell’appalto di un servizio, [...]
Bancarotta fraudolente: concorso esterno del consulente – Cassazione sentenza n. 27207 del 2013
La Corte di Cassazione sez. Penale con la sentenza n. 27207 del 20 giugno 2013 ha statuito che risponde del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, a titolo di concorso, il consulente aziendale che è a conoscenza dei propositi distrattivi dei vertici della società e che contribuisce a porli in essere. I giudici della Corte Suprema hanno confermato la condanna inflitta dalla Corte di Appello ad un professionista, ritenuto parte attiva di un’operazione di affitto d’azienda, finalizzata a trasferire la disponibilità del bene locato a un altro soggetto giuridico di cui egli stesso era amministratore a discapito dei creditori della società poi fallita. Gli Ermellini nelle motivazioni ha confermato l’orientamento, ormai consolidato della Corte, secondo cui “integra il concorso dell'extraneus nel reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, il consulente della società che, consapevole dei propositi [...]
Parcella professionale: contestazione e applicazione dei parametri – Cassazione sentenza n. 15458 del 2013
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15458 del 20 giugno 2013 ha stabilito che se l’oggetto della domanda è indeterminato al momento della proposizione del giudizio, l’onorario dell’avvocato va parametrato sul valore della transazione. Per gli Ermellini “il principio generale secondo cui il valore della causa si determina in base alle norme del codice di procedura civile avendo riguardo all’oggetto della domanda considerato al momento iniziale della lite, trova un limite alla sua applicabilità nei casi in cui, al momento dell’instaurazione del giudizio, non sia possibile indicare il quantum, rendendosi in tale ipotesi indispensabile il riferimento al valore definito e, quindi, al quantum stabilito dalla parti in altro modo, eventualmente con transazione, sicché in definitiva il valore della causa viene ad essere determinato sulla base del predetto importo”.(Cass., 16 dicembre 2002, n. 17354, in [...]
Cartella di pagamento carenza di motivazione: annullamento atto – Cassazione ordinanza n. 15188 del 2013
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15188 del 18 giugno 2013 interviene in materia di riscossione in particolare sull'emissione della cartella di pagamento in seguito alla comunicazione di cui all'art. 36 36 bis del dpr n.600/1973 o 54 bis del dpr n.633/1972. Gli Ermellini hanno statuito che "la cartella di pagamento costituisce l'atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere adeguatamente motivata, nonché della puntualizzazione desumibile dal principio, successivamente affermato, secondo cui "La cartella esattoriale deve contenere indicazioni sufficienti a consentire alla contribuente l'agevole identificazione della causale delle somme pretese dall'Amministrazione Finanziaria ed erroneamente il Giudice di merito afferma < l'equipollenza tra la corretta indicazione di tali elementi nell'atto impugnato e la conoscenza che, di fatto, di essi abbia avuto il [...]
Giudicato penale: limitazioni sul processo tributario – Cassazione ordinanza n. 15190 del 2013
La Corte di Cassazione sez. Tributaria con l' ordinanza n. 15190 del del 18 giugno 2013 è intervenuta in materia dei riflessi della sentenza penale passata in giudicato non ha efficacia vincolate nel processo tributario. L’accertamento contenuto in una sentenza di proscioglimento può però costituire una prova presuntiva laddove il giudice tributario compia un’autonoma valutazione degli elementi acquisiti in sede penale. In altre parole, la Commissione non può limitarsi a rilevare l’esistenza di una sentenza definitiva in materia di reati tributari, estendendo automaticamente gli effetti con riguardo all’azione accertatrice dell’Amministrazione Finanziaria. Nel caso di specie il giudizio di legittimità è stato chiesto dall’Agenzia delle Entrate che opponendosi parzialmente al parziale annullamento di un avviso di accertamento IRPEF, disposto dalla Commissione Tributaria Regionale. Gli Ermellini hanno accolto il ricorso dell’Amministrazione, ritenendo erronea la decisione del giudice del merito [...]
Accertamento studi di settore: multiattività – Cassazione sentenza n. 15186 del 2013
La Corte di Cassazione sez. Tributaria con la sentenza n. 15186 del 18 giugno 2013 ha stabilito che va annullato l’accertamento tributario basato sugli di studi di settore in cui l’Agenzia non abbia tenuto in debita considerazione le due attività svolte dal contribuente. Gli Ermellini hanno ribadito l'orientamento consolidato della stessa Corte in merito ai principi fissati dalle Sezioni Unite, con la sentenza n. 26635 del 2009, e cioè che: “La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli ‘standards’ in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena [...]
Bilancio: responsabilità nella sua redazione da parte del professionista – Cassazione sentenza n. 15029 del 2013
La Corte di Cassazione sez. civile con la sentenza n. 15029 del 14 giugno 2013 ha affermato che il commercialista che redige uno schema di bilancio non è tenuto a verificare la veridicità dei dati contabili forniti dal cliente, a meno che ciò non sia espressamente contemplato nell’incarico ricevuto. La vicenda ha riguardato una società che nell'oppoesi al decreto con cui veniva ingiunto il pagamento di una cospicua somma di danaro in favore di Tizio, commercialista, a titolo di corrispettivo per prestazioni professionali. L’opponente deduceva la responsabilità professionale del commercialista, che infatti aveva omesso di verificare i dati contabili in relazione alla redazione di un bilancio nel quale erano state inserite poste false. Chiedeva pertanto la risoluzione del contratto di assistenza professionale per inadempimento e, di conseguenza, il risarcimento dei danni patiti. L’adito Tribunale respingeva l’opposizione [...]
Detrazione IVA sui lavori di ristrutturazione – Cassazione sentenza n. 15068 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributaria con la sentenza n. 15068 del 17 giugno 2013 ha affermato che non può essere porta in detrazione l’IVA sulle operazioni relative ai lavori di ristrutturazione di un immobile. In particolare, gli Ermellini, hanno confermato il principio di diritto secondo cui, in tema di IVA, ai sensi degli articoli 17 e 19 del D.P.R. n. 633 del 1972, per cui è detraibile dall’ammontare dell’imposta relativa alle operazioni effettuate, quello dell’imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni e ai servizi importati o acquistati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, interpretati in coerenza con quanto prescritto dagli articoli 17 e 20 della sesta direttiva del Consiglio C.E.E. del 15 maggio 1977, n. 77/388 C.E.E. e del principio affermato dalla Corte [...]