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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

L’amministrazione può sempre sostituire, in virtù del potere di autotutela, un atto impositivo in autotutela con uno nuovo peggiorativo, fatta salva la decadenza dell’azione di accertamento

La Corte di Cassazione, sezione unite, con la sentenza n. 30051 depositata il 21 novembre 2024, intervenendo in tema di , ha statuito i seguenti principi di diritto "«in tema di accertamento tributario, il potere di autotutela tributaria, le cui forme e modalità sono disciplinate dall’art. 2-quater, comma 1, d.l. n. 564 del 1994, conv. dalla legge n. 656 del 1994 e dal successivo d.m. n. 37 del 1997, di attuazione, e, con decorrenza dal 18 gennaio 2024, dagli artt. 10-quater e 10 quinquies, legge n. 212 del 2000, trae fondamento, al pari della potestà impositiva, dai principi costituzionali di cui agli artt. 2, 23, 53 e 97 Cost. in vista del perseguimento dell’interesse pubblico alla corretta esazione dei tributi legalmente accertati; di conseguenza, l’Amministrazione finanziaria, ove non sia decorso il termine di decadenza per [...]

Responsabilità del datore di lavoro per l’incidente se ha omesso di attivarsi per impedire l’evento e senza considerare le disattenzioni, imprudenze o disubbidienze del dipendente

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 35714 depositata il 24 settembre 2024, intervenendo in tema di responsabilità del datore di lavoro per la violazione della disciplina antinfortunistica, ha ribadito il principio secondo cui "Il responsabile della sicurezza sul lavoro, che ha negligentemente omesso di attivarsi per impedire l'evento, non può invocare, quale causa di esenzione dalla colpa, l'errore sulla legittima aspettativa che non si verifichino condotte imprudenti da parte dei lavoratori, poiché il rispetto della normativa antinfortunistica mira a salvaguardare l'incolumità del lavoratore anche dai rischi derivanti dalle sue stesse disattenzioni, imprudenze o disubbidienze, purché connesse allo svolgimento dell'attività lavorativa. (In applicazione del principio, si è ritenuto che il direttore e delegato alla sicurezza di uno stabilimento, cui era stato contestato di non avere predisposto o fatto predisporre idonee protezioni al [...]

Deducibili le spese di sponsorizzazione a fasore di associazioni sportive dilettantistiche a condizione che venga fornito idonea prova documentale circa l’effettività delle prestazioni oggetto delle fatture passive e del relativo pagamento

La Corte di Cassazione, sezione tributaria,  con l'ordinanza n. 29217 depositata il 12 novembre 2024, intervenendo in tema di deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore delle associazioni sportive dilettantistiche, ha ribadito il principio secondo cui "in tema di detrazioni fiscali, le spese di sponsorizzazione di cui all'art. 90, comma 8, della legge n. 289 del 2002, sono assistite da una "presunzione legale assoluta" circa la loro natura pubblicitaria, e non di rappresentanza, a condizione che: a) il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica; b) sia rispettato il limite quantitativo di spesa; c) la sponsorizzazione miri a promuovere l'immagine ed i prodotti dello sponsor; d) il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale» (Cass. n. 14232/2017), «senza che rilevino, pertanto, requisiti ulteriori» (Cass. 8981/2017; v., altresì, Cass. n. 7202/2017, Cass. n. [...]

Processo tributario: violazione del precetto di cui all’art. 2697 cod. civ. (obbligo della prova)

L'articolo 2697 c.c. prevede che " Chi vuol far valere un diritto in giudizio [99 c.p.c., 100 c.p.c.] deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento [115 c.p.c.]. Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda. " La suddetta norma, applicabile nel processo tributario, prevede quindi, come chiarito dalla Corte di Cassazione, sez. V, ordinanza n. 27745 depositata il 25 ottobre 2024, che "La violazione del precetto di cui all'art. 2697 cod. civ. si configura unicamente nell'ipotesi in cui il giudice di merito abbia attribuito l'onere della prova ad una parte diversa da quella che ne era gravata in applicazione di detta norma, non anche quando il ricorrente intenda lamentare che, a causa di una incongrua valutazione delle acquisizioni istruttorie, [...]

Non sussiste il reato di omesso versamento IVA se non vi è stato l’incasso delle fatture per inadempimeto dei terzi

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 41238 depositata l' 11 novembre 2024, intervenendo in tema di sanzioni penali per il reato di cui all'art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000, modificando un orientamento precedente ha ribadito il principio secondo cui "in tema di reati tributari, l'omesso versamento dell'IVA dipeso dal mancato incasso di crediti non esclude la sussistenza del dolo richiesto dall'art. 10-ter del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, trattandosi di inadempimento riconducibile all'ordinario rischio di impresa, sempre che tali insoluti siano contenuti entro una percentuale da ritenersi fisiologica» (Sez. 3, n. 31352 del 05/05/2021, Baracchino, Rv. 282237 - 01, la quale, in applicazione del principio, ha annullato con rinvio la sentenza di condanna, riguardante insoluti per circa il 43% del fatturato, cui era seguita una gravissima crisi di liquidità)."  [...]

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