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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Legittimo il licenziamento per giusta causa del sindacalista per la fruizione illegittima dei premessi sindacali

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 29135 depositata il 12 novembre 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa di un sindacalista, ha riaffermato il principio secondo cui "pur avendo il diritto al permesso in capo al dirigente sindacale provinciale natura di diritto potestativo, nondimeno "allo stesso datore di lavoro spetta il diritto al controllo per accertare l'effettiva partecipazione dei sindacalisti, fruitori di tali permessi, alle riunioni degli organi direttivi, nazionali o provinciali"." (Cass. sentenza n. 11759 del 2003) La vicenda ha riguardato un dipendente di una società per azione, che rivestiva anche la carica di dirigente sindacale, a cui veniva notificato il licenziamento per giusta causa, per aver fruito illegittimamente dei premessi sindacali ottenuti, durante i quali non aveva svolto alcuna attività sindacale ed era risultato fuori regione per motivi personali. Il [...]

E’ area edificabile il terreno su cui vi sono solo le fondazioni e non costituisce cessione di fabbricato in caso di vendita

La Corte di Giustizia dell'UE, sezione prima, con la sentenza depositata il 7 novembre 2024 nella causa C-594/23, intervenendo in tema di IVA nella cessione di un terreno, ha statuito che " L’articolo 12 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretato nel senso che: un’operazione di cessione di un terreno provvisto, alla data di tale cessione, esclusivamente di fondazioni di costruzioni ad uso abitativo costituisce una cessione di un «terreno edificabile», ai sensi di tale articolo. " La vicenda ha riguardato una società danese che aveva acquistato un bene immobile utilizzato fino ad allora come campeggio. Dopo qualche anno procedeva alla suddivisione di tale bene immobile in diversi lotti e, l'anno successivo, su alcuni di tali lotti sono stati installati collegamenti per l’elettricità, l’acqua, il [...]

Le norme della FIFA in materia di trasferimenti internazionali di calciatori professionisti sono contrarie al diritto dell’Unione quando ostacolano la libertà di circolazione dei giocatori e restringono la concorrenza tra i club

La Corte di Giustizia UE, seconda sezione, con la sentenza depositata il 4 ottobre 2024 nella causa C-650/22, intervenendo in tema trasferimento dei giocatori di norme della FIFA ed UEFA ha stabilito che " L’articolo 45 TFUE deve essere interpretato nel senso che osta a norme che sono state adottate da un’associazione di diritto privato avente lo scopo, in particolare, di disciplinare, organizzare e controllare il calcio a livello mondiale, e che prevedono: –        in primo luogo, che un giocatore professionista, parte contraente di un contratto di lavoro, al quale è imputata una risoluzione senza giusta causa di tale contratto, e il nuovo club che lo ingaggia a seguito di tale risoluzione, sono responsabili in solido per il pagamento di un’indennità dovuta al club di provenienza per il quale tale giocatore lavorava e che è fissata sulla [...]

L’aggiornamento del DVR è obbligo del datore di lavoro e non può essere oggetto di delega come statuito dall’art. 17 del d.lgs. n. 81/2008

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39168 depositata il 25 ottobre 2024, intervenendo in tema di responsabilità penale per violazione degli obblighi sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ha ribadito il principio secondo cui "nelle imprese di grandi dimensioni occorre un puntuale accertamento, in concreto, della gerarchia delle responsabilità all'interno dell'apparato strutturale, così da verificare la eventuale predisposizione di un adeguato organigramma dirigenziale ed esecutivo il cui corretto funzionamento esonera l'organo di vertice da responsabilità di livello intermedio e finale (così, Sez. 4, n. 4123 del 10/12/2008 - dep. 28/01/2009, Vespasiani; Sez. 4, 9 luglio 2003, Boncompagni; Sez. 4, 27 marzo 2001, Fornaciari, nonché Sez. 4, 26 aprile 2000, Mantero). Altrettanto consolidato è però il principio che la delega non può essere illimitata quanto all'oggetto delle attività trasferibili." La vicenda ha riguardato un [...]

La previsione di un fondo cassa alimentato con le anticipazioni da parte dei condomini o con l’accantonamento di eventuali entrate è del tutto legittima

La Corte di Cassazione, sezione II, con l'ordinanza n. 23893 depositata il 5 settembre 2024, intervenendo in tema costituzione di un fondo cassa, ha ribadito il principio secondo cui "la previsione di un fondo cassa alimentato con le anticipazioni da parte dei condomini o con l'accantonamento di eventuali entrate è, sotto tale riguardo, del tutto legittima e non viola la necessaria dimensione annuale della gestione condominiale (Cass. 12638/2020)." La vicenda ha riguardato l'operato di un amministratore condominiale che aveva fatto approvare dall’assemblea di utilizzare il relativo residuo attivo nell’esercizio successivo, istituendo un fondo cassa. Tre condomini impugnavano la delibera di approvazione del bilancio perché approvata nonostante l'omesso invio del prospetto del bilancio consuntivo e la mancata indicazione, nei documenti presentati in sede assembleare, di tutti gli elementi essenziali del bilancio, lamentando che l'amministratore non aveva [...]

Il ritardo negli atti di ufficio del curatore non costituisce il reato di omissione di atti di ufficio

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40174 depositata il 31 ottobre 2024, intervenendo in tema omissione di atti di ufficio del curatore, ha ribadito che " il reato di rifiuto di atti di ufficio consiste nel mancato adempimento di un'attività doverosa, per il compimento della quale è fissato un termine unico finale e non soltanto iniziale, essendo il soggetto obbligato all'adempimento appena possibile, sicché la consumazione del reato si verifica nel momento stesso in cui si è verificata l'omissione o è stato opposto il rifiuto. È il connotato di indifferibilità dell'atto che qualifica la nozione di rifiuto penalmente rilevante, in quanto solo in questo caso l'inerzia omissiva del pubblico ufficiale assume intrinsecamente valenza di rifiuto e integra quindi la condotta punita dall'art. 328, comma 1, cod. pen. Correlativamente, è la valutazione della [...]

Processo tributario: la nullità della notifica non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato

L'applicabilità dell'istituto della sanatoria della notifica di cui all'articolo 156 c.p.c. alle notifiche di atti impositivi ed al processo tributario è stata costantemente affermata dalla giurisprudenza. Le Sezioni unite della Cassazione con la sentenza n. 19854 depositata il 5 ottobre 2004  dopo aver chiarito che "é da escludersi, peraltro, che l'applicazione del regime di sanatoria previsto dalla legge processuale civile sia una mera conseguenza della natura pre-processuale o quasi processuale dell'accertamento tributario, il quale, in tale ottica, viene definito come una mera provocatio ad opponendum. L'atto in questione, costituisce, infatti, come tutti gli atti amministrativi autoritativi, lo strumento attraverso il quale - in ossequio ai principi di tipicità e nominatività - l'amministrazione enuncia nei confronti del destinatario ciò che deve essere per lui di diritto nel caso concreto; per quanto attiene all'imposizione fiscale, le ragioni [...]

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