
Processo tributario: operazioni ritenute inesistenti ed onere della prova
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 21936 depositata il 2 agosto 2024, intervenendo in tema di operazioni inesistenti, ha ribadito che qualora " ... l'amministrazione finanziaria contesti l'inesistenza di operazioni assunte a presupposto della deducibilità dei relativi costi e di detraibilità della relativa imposta, questa Corte ha espresso il consolidato orientamento secondo cui la stessa ha l'onere di provare che l'operazione commerciale documentata dalla fattura non è stata in realtà mai posta in essere, indicando gli elementi presuntivi o indiziari sui quali fonda la contestazione, mentre è onere del contribuente dimostrare la fonte legittima della detrazione o del costo altrimenti indeducibili, non essendo sufficiente, a tal fine, la regolarità formale delle scritture o le evidenze contabili dei pagamenti, strumenti che vengono di solito adoperati proprio allo scopo di far apparire reale [...]
Il principio di inerenza va applicato anche ai canoni di locazione
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 16914 depositata il 19 giugno 2024, intervenendo in tema di inerenza dei costi, ha ribadito il principio secondo cui "... l’inerenza costituisce un requisito fondamentale per la determinazione del reddito d’impresa e integra un giudizio, di natura qualitativa, sulla riferibilità del costo all’attività d’impresa, produttiva del reddito soggetto a tassazione, sebbene il percorso evolutivo di questo concetto abbia portato la giurisprudenza ad ancorarlo, a volte, a riferimenti di tipo “quantitativo”, con conseguente inclusione nel principio di inerenza anche dei profili di congruità o antieconomicità delle spese sostenute dall’imprenditore; - l’orientamento più recente ha, tuttavia, cercato di ricollegare il principio di inerenza dei costi deducibili esclusivamente all’esercizio dell’attività d’impresa, con esclusione di ogni valutazione di tipo quantitativo (Cass. 11.01.2018, n. 450), considerando i parametri di congruità e [...]
Principio di presunzione della colpa e della proporzionalità nel sistema sanzionatorio tributario
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 21546 depositata il 31 luglio 2024, intervenendo in tema di sanzioni tributaria, ha ribadito il principio secondo cui "... Ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. n. 472 del 1997, l’affermazione della responsabilità del contribuente per la violazione di norme tributarie postula soltanto l’esistenza di una condotta cosciente e volontaria, senza che occorra, da parte dell’Amministrazione Finanziaria, la concreta dimostrazione del dolo o della colpa (o di un intento fraudolento), o ancora di una volontà di evasione dell’imposta, anche a mero titolo di tentativo: ciò in quanto la norma stabilisce una presunzione di colpa a carico di colui che abbia posto in essere l’atto vietato, gravandolo dell’onere della prova contraria (cfr. Cass. n. 16463/2020, Cass. n. 25057/2019, Cass. n. 22329/2018, Cass. n. 13068/2011). ..." Principio di [...]
Illegittimo il licenziamento del dipendente indotto in errore dal datore di lavoro sul calcolo per il superamento del periodo di comporto
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 22455 depositata l' 8 agosto 2024, intervenendo in tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, ha ribadito il principio secondo cui "... laddove,[...], la contrattazione collettiva non contenga un'espressa previsione in tal senso, il datore di lavoro non ha alcun obbligo di preavvertire il lavoratore dell'imminente superamento del periodo di comporto; ma ha concluso tuttavia che nel caso di specie un tale adempimento fosse, invece, necessario per correggere le indicazioni erronee e fuorvianti che lo stesso datore di lavoro aveva fornito al lavoratore nei prospetti presenze allegati alle buste paga e quindi per eliminare quel ragionevole affidamento ingenerato nel lavoratore dal precedente e reiterato comportamento datoriale (v. in tal senso in extenso tra la pag. 8 e la pag. 9 della sua sentenza). ..." [...]
Processo tributario: Efficacia delle sentenze penali
Con la riforma contenuta nel D. Lgs. n. 87 del 14 giugno 2024 (Revisione del sistema sanzionatorio tributario, ai sensi dell'articolo 20 della legge 9 agosto 2023, n. 111) ai sensi dell'art. 1, comma 1 lett. m), è stato introdotto l’art. 21-bis, in vigore dal 29 giugno 2024, nel D.lgs. n. 74/2000 sui reati tributari. Il suddetto nuovo articolo prevede che “Efficacia delle sentenze penali nel processo tributario e nel processo di Cassazione” - 1. La sentenza irrevocabile di assoluzione perché il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso, pronunciata in seguito a dibattimento nei confronti del medesimo soggetto e sugli stessi fatti materiali oggetto di valutazione nel processo tributario, ha, in questo, efficacia di giudicato, in ogni stato e grado, quanto ai fatti medesimi. 2. La sentenza penale irrevocabile di cui al [...]
Lo stress da forzata inattività e isolamento lavorativo da diritto al risarcimento del danno
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 22161 depositata il 6 agosto 2024, intervenendo in tema stress correlato e di obbligo del datore di lavoro per forzata inattività e isolamento lavorativo, ha affermato il principio secondo cui "... riguardo ai rischi collegati allo stress lavoro-correlato che il datore di lavoro è tenuto a prevenire, che il suddetto art. 2087 cod. civ. è generale fonte di un obbligo in base al quale è compito del datore di lavoro la valutazione di "tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004...". Accordo sottoscritto dalle parti sociali a livello comunitario sullo "stress da lavoro", definito come uno [...]
Non costituiscono reato per operazioni inesistenti gli acquisti di beni effettivamente utilizzati per l’attività di impresa compiuti a prezzi incongrui, ma effettivamente corrisposti
Non costituiscono reato per operazioni inesistenti gli acquisti di beni effettivamente utilizzati per l’attività di impresa compiuti a prezzi incongrui, ma effettivamente corrisposti.
La mancata diligenza di chi è tenuto ad adottarle esclude la responsabilità amministrativa, di cui al d.lgs. n. 231 del 2001, dell’ente anche in mancanza o inidoneità degli specifici modelli di organizzazione o la loro inefficace attuazione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 31665 depositata il 2 agosto 2024, intervenendo in tema di responsabilità amministrativa della società per i reati commessi da propri dipendenti, ha ribadito il principio secondo cui "... ai fini della configurabilità della responsabilità da reato degli enti, non sono ex se sufficienti la mancanza o inidoneità degli specifici modelli di organizzazione o la loro inefficace attuazione, essendo necessaria la dimostrazione, per l'appunto, della "colpa di organizzazione", che caratterizza la tipicità dell'illecito amministrativo ed è distinta dalla colpa degli autori del reato (Sez. 4, n. 18413 del 15/2/2022, Cartotecnica Grafica Vicentina, Rv. 283247-01). Nell'affermare tale principio, peraltro, si è spiegato in motivazione (richiamando Sez. 4, n. 32899 del 8/1/2021, Castaldo, sul disastro ferroviario di Viareggio) che la struttura dell'illecito addebitato all'ente incentrata sul reato presupposto, rispetto al quale la relazione [...]