News – Blog

News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Processo tributario: competenza giurisdizionale del giudice tributario in materia di esecuzione forzata

In base al costante orientamento giurisdizionale si è pervenuto alla ripartizione giurisdizionali in materia di esecuzione forzata tributaria. La stessa Corte Suprema ha statuto il quadro normativo di riferimento "... a) dall'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992, che (dopo le modifiche apportate dall'art. 12, comma 2, della legge n. 488 del 2001 e dal d.l. n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 248 del 2005) ha attribuito in generale alle commissioni tributarie, per i giudizi di merito, la giurisdizione in materia tributaria, precisando, nel secondo periodo del comma 1, che «Restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notificazione della cartella di pagamento e, ove previsto, dell'avviso di cui all'art. 50 del d.P.R. 20 settembre 1973, n. 602, per le quali continuano ad [...]

Processo tributario: compensazioni delle spese di giudizio ed obbligo di motivazione

La regolamentazione delle spese di giudizio nel processo tributario è stabilita, in autonomia, dall'articolo 15 del dlgs n. 546 del 1992 (codice di procedura tributaria). In particolare il comma 2 del citato articolo, come modificato dall'art. 9, comma 1, lett. f) d. Lgs. n. 156 del 2015, è stato introdotto nel processo tributario la disciplina della compensazione delle spese di giudizio in modo autonomo rispetto al codice di rito,. Il suddetto comma 2 statuisce che «le spese di giudizio possono essere compensate in tutto o in parte dalla commissione tributaria soltanto in caso di soccombenza reciproca o qualora sussistano gravi ed eccezionali ragioni che devono essere espressamente motivate»; La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 13268 depositata il 14 maggio 2024 ha ribadito che "... l'art. 15, comma 2 del d. Lgs. n. 546 [...]

E’ nullo ogni atto, regolamento o anche contratto individuale, con cui si attribuisca ad un dipendente un trattamento economico non conforme alle previsioni di legge o del contratto collettivo

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 21520 depositata il 31 luglio 2024, intervenendo in tema di trattamento economico del pubblico impiego, ha ribadito il principio secondo cui "...  in tema di pubblico impiego privatizzato, il principio di pari trattamento di cui all’art. 45 del d.lgs. n. 165 del 2001 vieta trattamenti individuali migliorativi o peggiorativi rispetto a quelli previsti dalla contrattazione collettiva (Cass., Sez. L, n. 6553 del 6 marzo 2019). In particolare, l’atto con cui venga attribuito ad un dipendente un trattamento economico non conforme alle previsioni di legge o del contratto collettivo è nullo ed obbliga la P.A. all’azione di recupero di quanto indebitamente corrisposto (Cass., Sez. L, n. 6715 del 10 marzo 2021). ..." La vicenda ha riguardato tre dipendenti dell’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini con la qualifica di [...]

L’ingiuria verso un collega di lavoro non costituisce causa di licenziamento per giusta causa in quanto non incide sul rapporto di fiducia con il datore di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 23029 depositata il 22 agosto 2024, intervenendo in tema di sanzione disciplinare in caso di ingiurie ed aggressioni verbali ad un dipendente da parte di un collega, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... in tema di licenziamento disciplinare, al fine di selezionare la tutela applicabile tra quelle previste dall'art. 18, commi 4 e 5, della L. n. 300 del 1970, come novellato dalla L. n. 92 del 2012, il giudice può sussumere la condotta addebitata al lavoratore, e in concreto accertata giudizialmente, nella previsione contrattuale che, con clausola generale ed elastica, punisca l'illecito con sanzione conservativa, né detta operazione di interpretazione e sussunzione trasmoda nel giudizio di proporzionalità della sanzione rispetto al fatto contestato, restando nei limiti dell'attuazione del principio di proporzionalità, come [...]

Licenziamenti collettivi: necessità di individuazione dei lavoratori interessati ed esplicitazione delle ragioni per la limitazione ai lavoratori di una unità o di un reparto

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 18215 depositata il 3 luglio 2024, intervenendo in tema di licenziamenti collettivi, ha riaffermato il principio secondo cui "... la regola generale scritta nel primo comma dell’art. 5, l. n. 223 del 1991, è che “l’individuazione dei lavoratori da licenziare” deve avvenire avuto riguardo al “complesso aziendale” (cfr. Cass. n. 5373 del 2019); la giurisprudenza di questa Corte ha consentito che la platea dei lavoratori interessati alla riduzione di personale possa essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore o sede territoriale, ma “purché il datore indichi nella comunicazione ex art. 4, comma 3, della legge n. 223 del 1991, sia le ragioni che limitino i licenziamenti ai dipendenti dell'unità o settore in questione, sia le ragioni per cui non ritenga di ovviarvi [...]

Nelle compravendite di immobili può applicarsi l’agevolazione di determinare la base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali sul valore dell’immobile determinato ai sensi dell’articolo 52, commi 4 e 5 solo su richiesta della parte acquirente resa al notaio

Nelle compravendita di immobili l'agevolazione di determinare la base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali è costituita dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'articolo 52, commi 4 e 5 solo su richiesta della parte acquirente resa al notaio

Processo tributario: applicazione dell’art. 140 c.p.c. nei casi di irreperibilità cd. ”relativa“

Secondo il consolidato orientamento della Corte Suprema " il ricorso per cassazione va ritenuto procedibile ove la sua notificazione si sia perfezionata, dal lato del ricorrente, entro il sessantesimo giorno dalla pubblicazione della sentenza impugnata, poichè il collegamento fra tale data e quella di notificazione del ricorso, emergente dalla relata apposta in calce ad esso, assicura comunque lo scopo al quale tende la prescrizione normativa, ovvero quello di consentire al giudice dell’impugnazione, fin dal momento del deposito dell’atto, di accertarne la tempestività rispetto al termine breve fissato dall'art. 325, comma 2, del codice di rito (cfr. Cass. n. 28574/2023, Cass. n. 11649/2022, Cass. n. 15832/2021, Cass. n. 11386/2019)." Va ricordato, sul punto, la sentenza del giudice delle leggi con cui è stato dichiarato " l’illegittimità dell’art. 26, comma 3 (corrispondente all’attuale comma 4), del P.R. n. 602 [...]

Legittimo il licenziamento disciplinare per assenze ingiustificate e senza comunicazione al datore di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 22004 depositata il 5 agosto 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha riaffermato che "il lavoratore dipendente può ritardare l’inizio della prestazione o assentarsi dal lavoro soltanto per giustificato motivo e preavvertendo il suo diretto superiore, entro il termine fissato dal contratto collettivo" La vicenda ha riguardato un lavoratore dipendente a cui veniva, dalla società datrice di lavoro, il licenziamento disciplinare per assenza “assenza arbitraria dal servizio superiore a 10 giorni consecutivi” come previsto dal CCNL applicato dalla datrice di lavoro. Il dipendente impugnava il provvedimento di espulsione. Il Tribunale adito, in veste di giudice del lavoro, rigettava il ricorso. Avverso la decisione di primo grado veniva, proposta dal dipendente, appello. La Corte territoriale confermava la sentenza impugnata. Avverso tale decisione il lavoratore proponeva ricorso in [...]

Torna in cima