accertamento

L’avviso di accertamento come “provocatio ad opponendum”: funzione, limiti motivazionali e riflessi nel contenzioso tributario

Nel panorama del diritto tributario italiano, il tema della motivazione dell’avviso di accertamento e degli atti ad esso equiparabili riveste un'importanza centrale, specie in relazione alla garanzia del diritto di difesa del contribuente. Le recenti pronunce della Corte di Cassazione – tra cui la n. 9008/2017 e, soprattutto, la n. 730 dell’11 gennaio 2025 – [...]

L’aggiornamento delle linee guida sul rischio fiscale: un nuovo passo verso il rafforzamento della tax compliance

Con il recente aggiornamento delle Linee guida per la rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2025, e ulteriormente integrato da un nuovo documento (Provvedimento Prot. n. 321934 pubblicato il 7 agosto 2025 ), si consolida l’approccio dell’Amministrazione finanziaria volto a promuovere una sempre più [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Sentenza n. 22825 depositata il 7 agosto 2025 – L’integrazione dell’accertamento mediante l’emissione di ulteriori atti impositivi è ammessa solo ove gli elementi posti a fondamento degli stessi siano nuovi, tali dovendosi ritenere anche quelli noti ad un ufficio fiscale, ma non ancora in possesso di quello che ha emesso l’atto al momento dell’adozione dello stesso, senza che rilevi in senso contrario la circostanza che sia stato effettuato un primo accertamento parziale, anche ove definito con adesione; tale ipotesi non ricorre in presenza di diversa, o più approfondita, valutazione del “materiale probatorio” già acquisito dall’ufficio, essendo onere dell’Amministrazione finanziaria indicare quali siano i nuovi elementi che non ha potuto esaminare in occasione del precedente accertamento, in quanto in possesso di diverso ufficio fiscale

L'integrazione dell'accertamento mediante l'emissione di ulteriori atti impositivi è ammessa solo ove gli elementi posti a fondamento degli stessi siano nuovi, tali dovendosi ritenere anche quelli noti ad un ufficio fiscale, ma non ancora in possesso di quello che ha emesso l'atto al momento dell'adozione dello stesso, senza che rilevi in senso contrario la circostanza che sia stato effettuato un primo accertamento parziale, anche ove definito con adesione; tale ipotesi non ricorre in presenza di diversa, o più approfondita, valutazione del "materiale probatorio" già acquisito dall'ufficio, essendo onere dell'Amministrazione finanziaria indicare quali siano i nuovi elementi che non ha potuto esaminare in occasione del precedente accertamento, in quanto in possesso di diverso ufficio fiscale

Avviso di accertamento: percentuali di ricarico come presunzioni semplici e oneri motivazionali

L’art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, prevede che – in caso di contabilità inattendibile – l’Amministrazione finanziaria possa determinare in via induttiva il reddito del contribuente, anche basandosi su presunzioni semplici (come le percentuali di ricarico) purché gravi, precise e concordanti, ai sensi dell’art. 2729 c.c. . L’orientamento consolidato afferma che le [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 21916 depositata il 30 luglio 2025 – In tema di accertamento dei redditi, l’Amministrazione può procedere – ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1 – alla determinazione del reddito del contribuente utilizzando le percentuali di ricarico; tuttavia, considerato che tali “percentuali di ricarico” costituiscono presunzioni semplici, esse devono essere assistite dai requisiti di cui all’art. 2729 cod. civ., essere desunte da dati di comune esperienza ed esplicitate attraverso un adeguato ragionamento

In tema di accertamento dei redditi, l'Amministrazione può procedere - ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1 - alla determinazione del reddito del contribuente utilizzando le percentuali di ricarico; tuttavia, considerato che tali "percentuali di ricarico" costituiscono presunzioni semplici, esse devono essere assistite dai requisiti di cui all'art. 2729 cod. civ., essere desunte da dati di comune esperienza ed esplicitate attraverso un adeguato ragionamento

La deducibilità forfettaria dei costi nell’accertamento analitico-induttivo

Nel panorama dell’accertamento tributario italiano, l’ordinanza n. 19574 della Corte di Cassazione (sezione tributaria), depositata il 15 luglio 2025, costituisce  un  punto di svolta nel dibattito sull’equilibrio tra potere accertativo dell’Amministrazione finanziaria e tutela delle garanzie del contribuente. La decisione affronta in maniera puntuale la questione, di lungo corso e fortemente divisiva in giurisprudenza, della deducibilità [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 19574 depositata il 15 luglio 2025 – In tema di accertamento dei redditi con il metodo analitico-induttivo, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2023, il contribuente imprenditore può sempre opporre la prova presuntiva contraria, eccependo una incidenza percentuale forfetaria di costi di produzione, che vanno quindi detratti dall’ammontare dei maggiori ricavi presunti

In tema di accertamento dei redditi con il metodo analitico-induttivo, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2023, il contribuente imprenditore può sempre opporre la prova presuntiva contraria, eccependo una incidenza percentuale forfetaria di costi di produzione, che vanno quindi detratti dall'ammontare dei maggiori ricavi presunti

Il controllo di legittimità sul ragionamento presuntivo nell’accertamento tributario

L'ordinanza n. 21058, depositata il 24 luglio 2025 dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, interviene su una questione giuridica di rilevanza sistemica: la possibilità di sindacare, in sede di legittimità, la tenuta logico-giuridica del ragionamento presuntivo posto a fondamento dell’accertamento tributario. I giudici di legittimità chiariscono che la presunzione semplice, prevista dall’art. 2729 c.c., è [...]

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