accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 settembre 2020, n. 20310 – E’ sufficiente la motivazione sul calcolo degli interessi rappresentata dal rinvio alla norma di cui all’art. 20 d.P.R. 602/73, preso atto che il criterio di liquidazione degli interessi in materia tributaria è predeterminato ex lege

E' sufficiente la motivazione sul calcolo degli interessi rappresentata dal rinvio alla norma di cui all'art. 20 d.P.R. 602/73, preso atto che il criterio di liquidazione degli interessi in materia tributaria è predeterminato ex lege

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 settembre 2020, n. 20202 – La mancata indicazione dei criteri di determinazione della percentuale di ricarico comporta la nullità dell’atto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 settembre 2020, n. 20202 Tributi - Accertamento - Rettifica ricavi - Percentuale di ricarico - Mancata indicazione dei criteri di determinazione - Vizio di motivazione - Nullità dell’atto Fatti di causa Con sentenza n. 115/47/2013 la Commissione tributaria regionale di Napoli rigettava l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate avverso la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 settembre 2020, n. 20194 – A fronte dell’eccezione di carenza di delega alla sottoscrizione da parte del titolare dell’ufficio sollevata dalla società contribuente, scatta l’onere in capo all’Amministrazione erariale di documentare la delega di firma ed il conseguente obbligo da parte del giudice di merito di verificare tale documentazione per pronunciarsi sull’accoglimento o sul rigetto della relativa eccezione, del che non v’è traccia di motivazione nella sentenza impugnata

A fronte dell'eccezione di carenza di delega alla sottoscrizione da parte del titolare dell'ufficio sollevata dalla società contribuente, scatta l'onere in capo all'Amministrazione erariale di documentare la delega di firma ed il conseguente obbligo da parte del giudice di merito di verificare tale documentazione per pronunciarsi sull'accoglimento o sul rigetto della relativa eccezione, del che non v'è traccia di motivazione nella sentenza impugnata

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 settembre 2020, n. 20167 – Il principio di base risiede nel fatto che il sistema dell’IVA mira a gravare unicamente il consumatore finale. Di conseguenza la base imponibile dell’IVA che deve essere riscossa dalle autorità fiscali non può essere superiore al corrispettivo effettivamente pagato dal consumatore finale e sul quale è stata calcolata l’IVA dovuta in definitiva da tale consumatore

Il principio di base risiede nel fatto che il sistema dell'IVA mira a gravare unicamente il consumatore finale. Di conseguenza la base imponibile dell'IVA che deve essere riscossa dalle autorità fiscali non può essere superiore al corrispettivo effettivamente pagato dal consumatore finale e sul quale è stata calcolata l'IVA dovuta in definitiva da tale consumatore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 settembre 2020, n. 19654 – In tema di accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973, le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi

In tema di accertamento analitico induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973, le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 settembre 2020, n. 20068 – La tenuta della contabilità in maniera formalmente regolare non è di ostacolo alla rettifica delle dichiarazioni fiscali e, in presenza di un comportamento assolutamente contrario ai canoni dell’economia, che il contribuente non spieghi in alcun modo, è legittimo l’ accertamento su base presuntiva, ed il giudice di merito, per poter annullare l’accertamento, deve specificare, con argomenti validi, le ragioni per le quali ritiene che l’antiecononnicità del comportamento del contribuente non sia sintomatico di possibili violazioni di disposizioni tributarie

La tenuta della contabilità in maniera formalmente regolare non è di ostacolo alla rettifica delle dichiarazioni fiscali e, in presenza di un comportamento assolutamente contrario ai canoni dell'economia, che il contribuente non spieghi in alcun modo, è legittimo l' accertamento su base presuntiva, ed il giudice di merito, per poter annullare l'accertamento, deve specificare, con argomenti validi, le ragioni per le quali ritiene che l'antiecononnicità del comportamento del contribuente non sia sintomatico di possibili violazioni di disposizioni tributarie

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 settembre 2020, n. 20052 – La rinuncia al finanziamento da parte di un socio non genera una ripresa reddituale, ma ha solo evidenza patrimoniale, atteso che la liberazione della società dall’obbligo di restituzione del finanziamento per effetto di rinuncia del socio a tale credito produce per la società lo stesso effetto dell’apporto di capitale

La rinuncia al finanziamento da parte di un socio non genera una ripresa reddituale, ma ha solo evidenza patrimoniale, atteso che la liberazione della società dall'obbligo di restituzione del finanziamento per effetto di rinuncia del socio a tale credito produce per la società lo stesso effetto dell'apporto di capitale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 settembre 2020, n. 19773 – Illegittimità costituzionale delle presunzione di ricavi non dichiarati ex art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 per i professionisti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 settembre 2020, n. 19773 Tributi - Professionista - Accertamento basato su prelievi dai conti correnti - Presunzione di ricavi non dichiarati ex art. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 - Illegittimità costituzionale - Sentenza della Corte Costituzionale n. 228 del 2014. - Contenzioso tributario - Appello - Sentenza [...]

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