accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2020, n. 9988 – E’ onere del contribuente provare la presenza di situazioni oggettive di carattere straordinario, tali da rendere impossibile il conseguimento di ricavi, di cui al comma 4 bis dell’art. 30 della citata legge n. 724 del 1994

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 maggio 2020, n. 9988 Tributi - IRPEF - Reddito da partecipazione - disciplina delle "società di comodo" - Onere di prova Rilevato che l'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Sicilia, di accoglimento parziale dell'appello della contribuente G.C., quale socia della s.a.s. [...]

Commissione Tributaria Regionale per l’Umbria, sezione 3, sentenza n. 11 depositata il 13 gennaio 2020 – E’ onere del contribuente provare l’esistenza di situazioni oggettive e straordinarie specifiche e indipendenti dalla sua volontà, che abbiano impedito il raggiungimento della soglia di operatività e di reddito minimo presunto

E’ onere del contribuente provare l’esistenza di situazioni oggettive e straordinarie specifiche e indipendenti dalla sua volontà, che abbiano impedito il raggiungimento della soglia di operatività e di reddito minimo presunto

Commissione Tributaria Regionale per la Campania, sezione 8, sentenza n. 174 depositata il 9 gennaio 2020 – Plusvalenza ai fini dell’imposta sui redditi in caso di cessione di fabbricato demolito

Commissione Tributaria Regionale per la Campania, sezione 8, sentenza n. 174 depositata il 9 gennaio 2020 Svolgimento del Processo Con avviso di accertamento n. TF7010702716, l'Agenzia delle Entrate contestava alla sig.ra Z. M. E. il mancato inserimento in dichiarazione, anno 2011, della plusvalenza conseguente la cessione a titolo oneroso di un terreno edificabile, avvenuto per [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 maggio 2020, n. 9433 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la presunzione di cui all’art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, secondo cui sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti correnti bancari, non annotati contabilmente, vanno imputati ai ricavi conseguiti, nella propria attività, dal contribuente che non ne dimostri l’inclusione nella base imponibile oppure l’estraneità alla produzione del reddito, si riferisce ai soli imprenditori e non anche ai lavoratori autonomi o professionisti intellettuali

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, la presunzione di cui all'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, secondo cui sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti correnti bancari, non annotati contabilmente, vanno imputati ai ricavi conseguiti, nella propria attività, dal contribuente che non ne dimostri l'inclusione nella base imponibile oppure l'estraneità alla produzione del reddito, si riferisce ai soli imprenditori e non anche ai lavoratori autonomi o professionisti intellettuali

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