accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7382 – In tema di accertamento sintetico ai sensi dell’art. 38, quarto comma, cit., una volta che l’Amministrazione abbia dimostrato, anche mediante un unico elemento certo, la divergenza tra il reddito risultante attraverso la determinazione analitica e quello attribuibile al contribuente, quest’ultimo è onerato della prova che l’imponibile così accertato è costituito, in tutto o in parte, da redditi soggetti a ritenute alla fonte o esenti ovvero da finanziamenti di terzi

In tema di accertamento sintetico ai sensi dell'art. 38, quarto comma, cit., una volta che l'Amministrazione abbia dimostrato, anche mediante un unico elemento certo, la divergenza tra il reddito risultante attraverso la determinazione analitica e quello attribuibile al contribuente, quest'ultimo è onerato della prova che l'imponibile così accertato è costituito, in tutto o in parte, da redditi soggetti a ritenute alla fonte o esenti ovvero da finanziamenti di terzi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7380 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali nelle ipotesi di accesso, ispezione o verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, opera una valutazione “ex ante” in merito alla necessità del rispetto del contraddittorio endoprocedimentale, sanzionando con la nullità l’atto impositivo emesso “ante tempus”

In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali nelle ipotesi di accesso, ispezione o verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, opera una valutazione "ex ante" in merito alla necessità del rispetto del contraddittorio endoprocedimentale, sanzionando con la nullità l'atto impositivo emesso "ante tempus"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7376 – In tema di reddito d’impresa la separata indicazione nella dichiarazione annuale dei redditi delle spese e degli altri componenti negativi inerenti ad operazioni commerciali intercorse con fornitori aventi sede in Stati a fiscalità privilegiata (cd. paesi “black list”) è un mero obbligo formale, che non ne condiziona la deducibilità e la cui violazione espone il contribuente unicamente alla sanzione amministrativa

In tema di reddito d'impresa la separata indicazione nella dichiarazione annuale dei redditi delle spese e degli altri componenti negativi inerenti ad operazioni commerciali intercorse con fornitori aventi sede in Stati a fiscalità privilegiata (cd. paesi "black list") è un mero obbligo formale, che non ne condiziona la deducibilità e la cui violazione espone il contribuente unicamente alla sanzione amministrativa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7382 – In tema di accertamento sintetico i confini della prova, di cui il contribuente è onerato, ritenendo idonea la produzione di documenti atti a dimostrare la disponibilità e l’entità dei redditi necessari a sostenere le spese, di cui non deve dimostrare l’effettivo utilizzo, ma la sussistenza di elementi sintomatici del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere

In tema di accertamento sintetico i confini della prova, di cui il contribuente è onerato, ritenendo idonea la produzione di documenti atti a dimostrare la disponibilità e l'entità dei redditi necessari a sostenere le spese, di cui non deve dimostrare l'effettivo utilizzo, ma la sussistenza di elementi sintomatici del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere

Corte di Cassazione ordinanza n. 7337 depositata il 17 marzo 2020 – In tema di Iva, l’Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una frode carosello, ha l’onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta

In tema di Iva, l'Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7365 – Accertamento induttivo fondato sull’antieconomicità dell’attività ed onere di indicazione dei campioni statistici di riferimento e della fonte

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7365 Tributi - Accertamento induttivo - Antieconomicità dell'attività - Determinazione presuntiva della percentuale di ricarico - Onere di indicazione dei campioni statistici di riferimento e della fonte - Collegamento campioni statistici e studi di settore all’attività effettiva Rilevato che - D.L.S.U. proponeva ricorso avverso avviso di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2020, n. 6028 – Per la deducibilità dei costi derivanti da accordi contrattuali, così come dei servizi prestati dalla controllante, non è sufficiente l’esibizione del contratto riguardante le prestazioni di servizi forniti dalla controllante alle controllate e la fatturazione dei corrispettivi, ma occorre la prova dell’ effettività ed inerenza della spesa in ordine all’attività di impresa esercitata dalla controllata ed al reale vantaggio che ne sia derivato a quest’ultima

Per la deducibilità dei costi derivanti da accordi contrattuali, così come dei servizi prestati dalla controllante, non è sufficiente l'esibizione del contratto riguardante le prestazioni di servizi forniti dalla controllante alle controllate e la fatturazione dei corrispettivi, ma occorre la prova dell' effettività ed inerenza della spesa in ordine all'attività di impresa esercitata dalla controllata ed al reale vantaggio che ne sia derivato a quest'ultima

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 marzo 2020, n. 7290 – Avvalendosi delle presunzioni cosiddette “supersemplici”, cioè prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, si determina un’inversione dell’onere della prova, ponendo a carico del contribuente la deduzione di elementi contrari intesi a dimostrare che il reddito non è stato prodotto o è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall’ufficio

Avvalendosi delle presunzioni cosiddette "supersemplici", cioè prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, si determina un'inversione dell'onere della prova, ponendo a carico del contribuente la deduzione di elementi contrari intesi a dimostrare che il reddito non è stato prodotto o è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall'ufficio

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