accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 febbraio 2020, n. 5174 – L’Amministrazione finanziaria deve provare, anche con presunzioni semplici, qualora ritenga non deducibile una fattura per operazioni ritenute inesistenti, che la stessa sia stata emessa da una “cartiera” o una società “fantasma” della sua oggettiva inesistenza delle operazioni, spetta al contribuente, ai fini della detrazione dell’IVA e/o della deduzione dei relativi costi, provare l’effettiva esistenza delle operazioni contestate

L'Amministrazione finanziaria deve provare, anche con presunzioni semplici, qualora ritenga non deducibile una fattura per operazioni ritenute inesistenti, che la stessa sia stata emessa da una "cartiera" o una società "fantasma" della sua oggettiva inesistenza delle operazioni, spetta al contribuente, ai fini della detrazione dell'IVA e/o della deduzione dei relativi costi, provare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 febbraio 2020, n. 4998 – Non costituiva realizzo di plusvalenze il trasferimento delle azioni ricevute a seguito del conferimento, se deliberato dall’ente in conformità alle direttive di carattere generale emanate dal Ministro del Tesoro con riferimento alla diversificazione del rischio di investimenti

Non costituiva realizzo di plusvalenze il trasferimento delle azioni ricevute a seguito del conferimento, se deliberato dall'ente in conformità alle direttive di carattere generale emanate dal Ministro del Tesoro con riferimento alla diversificazione del rischio di investimenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 febbraio 2020, n. 5171 – In tema di accertamento sintetico, ex art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, non è sufficiente la dimostrazione, da parte del contribuente, della disponibilità di redditi ulteriori rispetto a quelli dichiarati, in quanto, pur non essendo esplicitamente richiesta la prova che tali redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, deve essere fornita quella delle circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere

In tema di accertamento sintetico, ex art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, non è sufficiente la dimostrazione, da parte del contribuente, della disponibilità di redditi ulteriori rispetto a quelli dichiarati, in quanto, pur non essendo esplicitamente richiesta la prova che tali redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, deve essere fornita quella delle circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere

I costi di sponsorizzazione sono indeducibili se è vi contestazione dell’antieconomicità in comparazione con analoghe prestazioni di società dello stesso settore

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 5162 depositata il 26 febbraio 2020 intervenendo in tema di deducibilità delle spese di sponsorizzazione ha affermato che è legittimo l'accertamento fiscale che recupera a tassazione i costi sostenuti per le sponsorizzazioni qualora la tipologia di servizi offerti dalla società di pubblicità non differisce da quella goduta da [...]

Corte di Cassazione ordinanza n. 5162 depositata il 26 febbraio 2020 – I costi di sponsorizzazione sono indeducibili se sussiste l’antieconomicità qualora confrontato con le spese sostenute da altre società dello stesso settore

Corte di Cassazione ordinanza n. 5162 depositata il 26 febbraio 2020 spese di sponsorizzazione - antieconomicità Rilevato che: La SL spa ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 495/13/2015, depositata il 20.03.2015 dalla Commissione Tributaria Regionale della Toscana, che aveva rigettato l'appello principale della società ed accolto parzialmente quello incidentale dell'Agenzia delle Entrate nel contenzioso [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 25 febbraio 2020, n. 4990 – In tema di prova per presunzioni, il giudice, posto che deve esercitare la sua discrezionalità nell’apprezzamento e nella ricostruzione dei fatti in modo da rendere chiaramente apprezzabile il criterio logico posto a base della selezione delle risultanze probatorie e del proprio convincimento

In tema di prova per presunzioni, il giudice, posto che deve esercitare la sua discrezionalità nell'apprezzamento e nella ricostruzione dei fatti in modo da rendere chiaramente apprezzabile il criterio logico posto a base della selezione delle risultanze probatorie e del proprio convincimento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 febbraio 2020, n. 4850 – La normativa sulle società di comodo si limita a stabilire una semplice presunzione superabile con la prova contraria, spettando al contribuente dimostrare l’esistenza di situazioni oggettive e specifiche, indipendenti dalla sua volontà, che hanno reso impossibile il raggiungimento della soglia di operatività e del reddito minimo presunto

La normativa sulle società di comodo si limita a stabilire una semplice presunzione superabile con la prova contraria, spettando al contribuente dimostrare l'esistenza di situazioni oggettive e specifiche, indipendenti dalla sua volontà, che hanno reso impossibile il raggiungimento della soglia di operatività e del reddito minimo presunto

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