accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 ottobre 2019, n. 25733 – In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 prevede a carico di imprenditore e lavoratori autonomi una presunzione legale in base alla quale sia i prelevamenti che i versamenti operati su conti correnti bancari vanno imputati a ricavi ed a fronte della quale il contribuente può fornire la prova contraria anche attraverso presunzioni semplici

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 prevede a carico di imprenditore e lavoratori autonomi una presunzione legale in base alla quale sia i prelevamenti che i versamenti operati su conti correnti bancari vanno imputati a ricavi ed a fronte della quale il contribuente può fornire la prova contraria anche attraverso presunzioni semplici

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 ottobre 2019, n. 25751 – Prova del pagamento delle spese legali difensore distrattario per la loro deducibilità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 ottobre 2019, n. 25751 Tributi - IRPEF e IRAP - Determinazione reddito - Spese legali difensore distrattario - Deducibilità - Prova del pagamento Rilevato che Con sentenza in data 9 gennaio 2018, la Commissione tributaria regionale della Sicilia, in accoglimento dell'appello proposto dall'Agenzia delle entrate, rigettava il ricorso proposto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 ottobre 2019, n. 25716 – Mancata corrispondenza tra la raccomandata indicata nella distinta dei plichi consegnati dall’Agenzia delle Entrate all’ufficio postale e la raccomandata inviata alla contribuente, nullità per vizio di notifica

Mancata corrispondenza tra la raccomandata indicata nella distinta dei plichi consegnati dall'Agenzia delle Entrate all'ufficio postale e la raccomandata inviata alla contribuente, nullità per vizio di notifica

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 ottobre 2019, n. 25288 – Nell’ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria recuperi, ai sensi degli articoli 36 bis del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54 bis del d.P.R. n. 633 del 1972, un credito esposto nella dichiarazione oggetto di liquidazione, maturato in una annualità per la quale la dichiarazione risulti omessa, il contribuente può dimostrare, mediante la produzione di idonea documentazione, l’effettiva esistenza del credito non dichiarato, ed in tale modo viene posto nella medesima condizione in cui si sarebbe trovato (salvo sanzioni ed interessi) qualora avesse presentato correttamente la dichiarazione, atteso che, da un lato, il suo diritto nasce dalla legge e non dalla dichiarazione e, da un altro, in sede contenziosa, ci si può sempre opporre alla maggiore pretesa tributaria del Fisco, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull’obbligazione tributaria

Nell'ipotesi in cui l'Amministrazione finanziaria recuperi, ai sensi degli articoli 36 bis del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54 bis del d.P.R. n. 633 del 1972, un credito esposto nella dichiarazione oggetto di liquidazione, maturato in una annualità per la quale la dichiarazione risulti omessa, il contribuente può dimostrare, mediante la produzione di idonea documentazione, l'effettiva esistenza del credito non dichiarato, ed in tale modo viene posto nella medesima condizione in cui si sarebbe trovato (salvo sanzioni ed interessi) qualora avesse presentato correttamente la dichiarazione, atteso che, da un lato, il suo diritto nasce dalla legge e non dalla dichiarazione e, da un altro, in sede contenziosa, ci si può sempre opporre alla maggiore pretesa tributaria del Fisco, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull'obbligazione tributaria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2019, n. 24709 – Litisconsorzio necessario tra la società ed i soci per cui il ricorso proposto da uno soltanto dei soggetti interessati impone pertanto l’integrazione del contraddittorio ai sensi dell’art. 14 d.lgs. 546/92, mentre il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta

Litisconsorzio necessario tra la società ed i soci per cui il ricorso proposto da uno soltanto dei soggetti interessati impone pertanto l'integrazione del contraddittorio ai sensi dell'art. 14 d.lgs. 546/92, mentre il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 ottobre 2019, n. 25013 – In tema di accertamento tributario, i termini previsti dagli artt. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973 per l’IRPEF e 57 del d.P.R. n. 633 del 1972 per l’IVA, nella versione applicabile “ratione temporis”, sono raddoppiati in presenza di seri indizi di reato che facciano insorgere l’obbligo di presentazione di denuncia penale, anche se questa sia archiviata o presentata oltre i termini di decadenza

In tema di accertamento tributario, i termini previsti dagli artt. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973 per l’IRPEF e 57 del d.P.R. n. 633 del 1972 per l’IVA, nella versione applicabile "ratione temporis", sono raddoppiati in presenza di seri indizi di reato che facciano insorgere l’obbligo di presentazione di denuncia penale, anche se questa sia archiviata o presentata oltre i termini di decadenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2019, n. 24700 – Accertamento sintetico del reddito per scostamento del reddito complessivo netto da quello dichiarato

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 ottobre 2019, n. 24700 Accertamento fiscale - Accertamento sintetico del reddito - Scostamento del reddito complessivo netto da quello dichiarato Rilevato che 1. con distinti ricorsi alla CTP di Bari, L.C.T. impugnò due avvisi di accertamento che rettificavano, con metodo sintetico, ai fini IRPEF e relative addizionali, i redditi [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2019, n. 24708 – Il credito di imposta relativo alle accise sui carburanti consumati nell’attività delle autovetture su piazza (taxi) viene riconosciuto dall’Amministrazione Doganale, anche mediante il rilascio di buoni di imposta da utilizzare presso il “deposito fiscale” della compagnia petrolifera prescelta dal contribuente, purché sia preventivamente e indefettibilmente inoltrata la dichiarazione dei redditi anche integrativa afferente al periodo di imposta di riferimento e idonea a documentare il credito non utilizzato

Il credito di imposta relativo alle accise sui carburanti consumati nell'attività delle autovetture su piazza (taxi) viene riconosciuto dall'Amministrazione Doganale, anche mediante il rilascio di buoni di imposta da utilizzare presso il "deposito fiscale" della compagnia petrolifera prescelta dal contribuente, purché sia preventivamente e indefettibilmente inoltrata la dichiarazione dei redditi anche integrativa afferente al periodo di imposta di riferimento e idonea a documentare il credito non utilizzato

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