accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30391 – L’Agenzia, al fine di disconoscere le perdite evidenziate con dichiarazione non tempestivamente presentata, deve necessariamente procedere ad una rettifica della dichiarazione tramite avviso di accertamento e non può procedere tramite liquidazione ai sensi dell’art. 36-bis, d.P.R. 600/73

L'Agenzia, al fine di disconoscere le perdite evidenziate con dichiarazione non tempestivamente presentata, deve necessariamente procedere ad una rettifica della dichiarazione tramite avviso di accertamento e non può procedere tramite liquidazione ai sensi dell'art. 36-bis, d.P.R. 600/73

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 novembre 2018, n. 30029 – Il trasferimento di una azienda dal padre al figlio per atto di donazione non produca plusvalenza a condizione che la donazione avvenga con la forma dell’atto pubblico sotto pena di nullità

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 21 novembre 2018, n. 30029 Contenzioso tributario - Accertamento - Riscossione - Plusvalenza - Cessione licenza taxi Considerato che l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 24/06/11, depositata il 2.02.2011 dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio. Il contenzioso traeva origine dall'avviso di accertamento, notificato al controricorrente M.V., [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30407 – In tema di dichiarazione dei redditi, l’errore relativo all’indicazione di dati inerenti all’esercizio di un’opzione offerta dal legislatore, costituente, come tale, espressione di volontà negoziale, è emendabile e ritrattabile solo se il contribuente fornisce la prova della sua essenzialità e obiettiva riconoscibilità da parte dell’Amministrazione finanziaria

In tema di dichiarazione dei redditi, l'errore relativo all'indicazione di dati inerenti all'esercizio di un'opzione offerta dal legislatore, costituente, come tale, espressione di volontà negoziale, è emendabile e ritrattabile solo se il contribuente fornisce la prova della sua essenzialità e obiettiva riconoscibilità da parte dell'Amministrazione finanziaria

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30402 – Non ricorre il vizio di omessa pronuncia nel caso in cui il Giudice d’appello fondi la decisione su una costruzione logico-giuridica incompatibile con la domanda

le censure, da esaminare congiuntamente, in quanto strettamente connesse, sono fondate atteso che la sentenza impugnata risulta lacunosa ed illogica, esaminando separatamente i singoli elementi di giudizio sebbene le dichiarazioni indizianti del legale rappresentante della società citata e di altra persona informata vadano lette complessivamente ed alla luce degli elementi dì prova logica e circostanziale relativi alle allarmanti irregolarità e incongruenze riscontrate dal Fisco ed evidenziate nell'appello trascritto nel ricorso alle pag. 10 e 11 -a) scritture contabili vidimate ma "in bianco"; b) assenza di un impianto strutturale/contabile a fronte di un giro d'affari di oltre 2,5 milioni di euro; c) mancanza di magazzino; d) assenza di personale idoneo; e) vendita sottocosto di merce acquistata in sospensione d'imposta; f) assenza di risorse economiche sufficienti a giustificare gli acquisti; g) totale omesso versamento dell'IVA sulle operazioni attive; h) discrasie temporali tra movimentazione attive e fatture di acquisti; assenza di pagamenti posteriori alle fatture;

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30352 – In tema di imposte sui redditi le norme per la deducibilità degli accantonamenti ai fondi per le indennità di fine rapporto e ai fondi di previdenza del personale dipendente, “valgono anche per gli accantonamenti relativi alle indennità di fine rapporto di cui alle lettere c) […] del comma primo dell’art. 16”

in tema di imposte sui redditi, e con riguardo alla determinazione del reddito d'impresa, l'art. 70, terzo comma, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nello stabilire che le disposizioni dei precedenti commi secondo e terzo, concernenti la deducibilità degli accantonamenti ai fondi per le indennità di fine rapporto e ai fondi di previdenza del personale dipendente, "valgono anche per gli accantonamenti relativi alle indennità di fine rapporto di cui alle lettere c) [...] del comma primo dell'art. 16" dello stesso t.u. - norma quest'ultlma secondo la quale l'imposta si applica separatamente alle "indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, di cui al comma secondo dell'art. 49, se il diritto all'indennità risulta da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto" - , opera un rinvio non ai soli fini dell’identificazione della categoria del rapporto sottostante cui si riferisce l'indennità (nel qual caso sarebbe stato sufficiente il rinvio al secondo comma dell'art. 49 - pure menzionato alla lettera c dell'art. 16 -, che individua appunto i redditi di lavoro autonomo, fra i quali rientra quello dell'amministratore [...]), ma altresì ai fini della sussistenza delle condizioni richieste dalla stessa lettera c) dell'art. 16, e cioè che "il diritto all'indennità risulta da atto di data certa anteriore all'inizio del rapporto"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 novembre 2018, n. 30036 – In tema d’imposta sul reddito delle persone giuridiche, la dimostrazione della mancata percezione degli interessi attivi sulle somme date a mutuo incombe sul contribuente

in tema di motivazione per relationem degli atti d'imposizione tributaria, l'art. 7, comma 1, della L. n. 212 del 2000, nel prevedere che debba essere allegato all'atto dell'Amministrazione finanziaria ogni documento richiamato nella motivazione di esso, non trova applicazione per gli atti di cui il contribuente abbia già avuto integrale e legale conoscenza per effetto di precedente comunicazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 novembre 2018, n. 30218 – Va riconosciuto il diritto di detrazione Iva per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi, purché sia presente un nesso di strumentalità con l’attività di impresa o professionale, anche se quest’ultima sia potenziale o di prospettiva

deve riconoscersi il diritto di detrazione Iva per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi, purché sia presente un nesso di strumentalità con l'attività di impresa o professionale, anche se quest'ultima sia potenziale o di prospettiva. E ciò pure se - per cause estranee al contribuente - la predetta attività non abbia poi potuto concretamente esercitarsi

CORTE DI GIUSTIZIA CE – UE – Sentenza 21 novembre 2018, n. C-648/16 – IVA – La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 non osta ad una normativa nazionale che consenta all’Amministrazione finanziaria, a fronte di gravi divergenze tra i redditi dichiarati ed i redditi stimati sulla base di studi di settore, di ricorrere ad un metodo induttivo, basato sugli studi di settore stessi a condizione che tale normativa e la sua applicazione permettano al contribuente stesso di contestare, sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga, le risultanze derivanti da tale metodo

La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, nonché i principi di neutralità fiscale e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che non ostano ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che consenta all’Amministrazione finanziaria, a fronte di gravi divergenze tra i redditi dichiarati ed i redditi stimati sulla base di studi di settore, di ricorrere ad un metodo induttivo, basato sugli studi di settore stessi, al fine di accertare il volume d’affari realizzato dal contribuente e procedere, di conseguenza, a rettifica fiscale con imposizione di una maggiorazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), a condizione che tale normativa e la sua applicazione permettano al contribuente stesso, nel rispetto dei principi di neutralità fiscale, di proporzionalità nonché del diritto di difesa, di contestare, sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga, le risultanze derivanti da tale metodo e di esercitare il proprio diritto alla detrazione dell’imposta

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