cassazione sez. tributi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 settembre 2021, n. 24247 – In materia di ICI, l’esenzione di cui all’art. 7, comma 1, lettera i) del d.lgs. 504 del 1992 – che costituisce, al pari delle altre norme che prevedono trattamenti agevolati in materia tributaria, una deroga alla regola generale ed è perciò di stretta interpretazione – opera alla duplice condizione dell’utilizzazione diretta degli immobili da parte dell’ente possessore e dell’esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito

In materia di ICI, l'esenzione di cui all'art. 7, comma 1, lettera i) del d.lgs. 504 del 1992 - che costituisce, al pari delle altre norme che prevedono trattamenti agevolati in materia tributaria, una deroga alla regola generale ed è perciò di stretta interpretazione - opera alla duplice condizione dell'utilizzazione diretta degli immobili da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 settembre 2021, n. 24260 – Regime fiscale del compenso per l’attività di amministratore giudiziario

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 settembre 2021, n. 24260 Tributi - IRPEF - Onorario per l'attività di amministratore giudiziario - Tassazione - Redditi assimilati al lavoro dipendente Fatti di causa 1. Con decreto n. 227/02 del 13 gennaio 2003 la Corte di Appello di Reggio Calabria, sezione Misure di Prevenzione, liquidò in favore di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 settembre 2021, n. 24447 – In caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio entro un termine ragionevolmente contenuto, tenuti presenti i tempi necessari secondo la comune diligenza per conoscere l’esito negativo della notificazione e per assumere le informazioni ulteriori conseguentemente necessarie

In caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell'esito negativo, per conservare gli effetti collegati alla richiesta originaria deve riattivare il processo notificatorio entro un termine ragionevolmente contenuto, tenuti presenti i tempi necessari secondo la comune diligenza per conoscere l'esito negativo della notificazione e per assumere le informazioni ulteriori conseguentemente necessarie

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 settembre 2021, n. 24367 – In tema di accertamenti bancari, gli artt. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del d.P.R. n. 633 del 1972 prevedono una presunzione legale in favore dell’erario che, in quanto tale, non necessita dei requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dall’art. 2729 c.c. per le presunzioni semplici, e che può essere superata dal contribuente attraverso una prova analitica, con specifica indicazione della riferibilità di ogni versamento bancario, idonea a dimostrare che gli elementi desumibili dalle movimentazioni bancarie non attengono ad operazioni imponibili

In tema di accertamenti bancari, gli artt. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del d.P.R. n. 633 del 1972 prevedono una presunzione legale in favore dell’erario che, in quanto tale, non necessita dei requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dall'art. 2729 c.c. per le presunzioni semplici, e che può essere superata dal contribuente attraverso una prova analitica, con specifica indicazione della riferibilità di ogni versamento bancario, idonea a dimostrare che gli elementi desumibili dalle movimentazioni bancarie non attengono ad operazioni imponibili

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 settembre 2021, n. 24268 – Ai fini della decorrenza del termine breve per la proposizione del ricorso per cassazione, può essere indifferentemente effettuata all’Agenzia presso la sua sede centrale ovvero, così come nella fattispecie, presso il suo ufficio periferico

Ai fini della decorrenza del termine breve per la proposizione del ricorso per cassazione, può essere indifferentemente effettuata all'Agenzia presso la sua sede centrale ovvero, così come nella fattispecie, presso il suo ufficio periferico

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 settembre 2021, n. 24264 – Omesso versamento dell’imposta unica su concorsi pronostici

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 09 settembre 2021, n. 24264 Tributi - Riscossione - Imposta unica su concorsi pronostici - Omesso versamento Rilevato che - con la sentenza impugnata la CTR rigettava l'appello della società contribuente e pertanto confermava la sentenza di primo grado che aveva dichiarata la legittimità dell'atto impugnato, cartella di pagamento relativa [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 settembre 2021, n. 24261 – Plusvalenza – Cessione di terreno edificabile acquisito gratuitamente – Determinazione del valore dell’immobile

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 09 settembre 2021, n. 24261 Tributi - IRPEF - Accertamento - Plusvalenza - Cessione di terreno edificabile acquisito gratuitamente - Determinazione del valore dell’immobile - Accertamento di fatto eseguito dal giudice - Insindacabile in sede di legittimità Rilevato che Con sentenza 1999/25/14, depositata il 13 ottobre 2014, la Commissione tributaria [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 settembre 2021, n. 24208 – In tema di accertamenti sui redditi di società di persone a ristretta base familiare, l’Ufficio finanziario può legittimamente utilizzare, nell’esercizio dei poteri attribuitigli dall’art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci, riferendo alla società le operazioni ivi riscontrate, perché la relazione di parentela tra i soci è idonea a far presumere la sostanziale sovrapposizione tra interessi personali e societari, identificandosi gli interessi economici in concreto perseguiti dalla società con quelli propri dei soci, salva la facoltà dell’ente di dimostrare l’estraneità delle singole operazioni alla comune attività d’impresa

In tema di accertamenti sui redditi di società di persone a ristretta base familiare, l'Ufficio finanziario può legittimamente utilizzare, nell'esercizio dei poteri attribuitigli dall'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci, riferendo alla società le operazioni ivi riscontrate, perché la relazione di parentela tra i soci è idonea a far presumere la sostanziale sovrapposizione tra interessi personali e societari, identificandosi gli interessi economici in concreto perseguiti dalla società con quelli propri dei soci, salva la facoltà dell'ente di dimostrare l'estraneità delle singole operazioni alla comune attività d'impresa

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