cassazione sez. tributi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 aprile 2021, n. 10169 – I requisiti della gravità, della precisione e della concordanza richiesti dalla legge (art. 2729 c.c.) andavano ricercati, per ciascuna circostanza di fatto, in relazione al complesso degli indizi ed in base ad una valutazione complessiva già al fine di selezionare quelli utilizzabili ai fini della prova presuntiva della eventuale sottofatturazione delle vendite, per poi procedere, quindi, ad una valutazione globale e non meramente atomistica di tutti gli elementi presuntivi

I requisiti della gravità, della precisione e della concordanza richiesti dalla legge (art. 2729 c.c.) andavano ricercati, per ciascuna circostanza di fatto, in relazione al complesso degli indizi ed in base ad una valutazione complessiva già al fine di selezionare quelli utilizzabili ai fini della prova presuntiva della eventuale sottofatturazione delle vendite, per poi procedere, quindi, ad una valutazione globale e non meramente atomistica di tutti gli elementi presuntivi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 aprile 2021, n. 9790 – Una volta dimostrata la soggettiva inesistenza delle operazioni e la consapevolezza che la contribuente doveva avere delle stesse esercitando l’ordinaria diligenza spetta poi al contribuente provare di non aver potuto conoscere la natura fraudolenta delle operazioni

Una volta dimostrata la soggettiva inesistenza delle operazioni e la consapevolezza che la contribuente doveva avere delle stesse esercitando l'ordinaria diligenza spetta poi al contribuente provare di non aver potuto conoscere la natura fraudolenta delle operazioni

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 aprile 2021, n. 9766 – Istanza di rimborso della maggiori imposte trattenute dell’Inps – Riconoscimento della tassazione ordinaria anziché di quella separata applicata

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 aprile 2021, n. 9766 Istanza di rimborso della maggiori imposte trattenute dell'Inps - Riconoscimento della tassazione ordinaria anziché di quella separata applicata - Assegni straordinari erogati dal Fondo di solidarietà del personale addetto al servizio di riscossioni dei tributi erariali - Tassazione separata, applicabile limitatamente alla stipula degli accordi [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezioni unite, sentenza n. 10012 depositata il 15 aprile 2021 – In tema di notifica di un atto impositivo ovvero processuale tramite il servizio postale qualora l’atto notificando non venga consegnato al destinatario per rifiuto a riceverlo ovvero per temporanea assenza del destinatario stesso ovvero per assenza/inidoneità di altre persone a riceverlo, la prova del perfezionamento della procedura notificatoria può essere data dal notificante esclusivamente mediante la produzione giudiziale dell’avviso di ricevimento della raccomandata che comunica l’avvenuto deposito dell’atto notificando presso l’ufficio postale – vizio di mancata pronuncia

In tema di notifica di un atto impositivo ovvero processuale tramite il servizio postale qualora l'atto notificando non venga consegnato al destinatario per rifiuto a riceverlo ovvero per temporanea assenza del destinatario stesso ovvero per assenza/inidoneità di altre persone a riceverlo, la prova del perfezionamento della procedura notificatoria può essere data dal notificante esclusivamente mediante la produzione giudiziale dell'avviso di ricevimento della raccomandata che comunica l'avvenuto deposito dell'atto notificando presso l'ufficio postale - vizio di mancata pronuncia

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 aprile 2021, n. 9780 – La circostanza che l’operazione si inserisca in una fattispecie fraudolenta di evasione dell’IVA non comporta ineludibilmente la perdita, per il cessionario, del diritto di detrazione in quanto è, infatti, configurabile un’esigenza di tutela della buona fede del soggetto passivo

La circostanza che l'operazione si inserisca in una fattispecie fraudolenta di evasione dell'IVA non comporta ineludibilmente la perdita, per il cessionario, del diritto di detrazione in quanto è, infatti, configurabile un'esigenza di tutela della buona fede del soggetto passivo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 aprile 2021, n. 9770 – In tema di notificazione di atti processuali, posto che nel quadro giuridico novellato dalla direttiva n. 2008/6/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 febbraio 2008 è prevista la possibilità per tutti gli operatori postali di notificare atti giudiziari, a meno che lo Stato non evidenzi e dimostri la giustificazione oggettiva ostativa, è nulla e non inesistente la notificazione di atto giudiziario eseguita dall’operatore di posta privata senza relativo titolo abilitativo nel periodo intercorrente fra l’entrata in vigore della suddetta direttiva e il regime introdotto dalla legge n. 124 del 2017

In tema di notificazione di atti processuali, posto che nel quadro giuridico novellato dalla direttiva n. 2008/6/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 febbraio 2008 è prevista la possibilità per tutti gli operatori postali di notificare atti giudiziari, a meno che lo Stato non evidenzi e dimostri la giustificazione oggettiva ostativa, è nulla e non inesistente la notificazione di atto giudiziario eseguita dall'operatore di posta privata senza relativo titolo abilitativo nel periodo intercorrente fra l'entrata in vigore della suddetta direttiva e il regime introdotto dalla legge n. 124 del 2017

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 marzo 2021, n. 6610 – In caso di accertamento induttivo puro l’Amministrazione finanziaria può ricorrere a presunzioni “supersemplici”ma deve comunque determinare, sia pure induttivamente, i costi relativi ai maggiori ricavi accertati, poiché, altrimenti, sarebbe oggetto di imposizione il profitto lordo in luogo di quello netto, in violazione dell’art. 53 Cost., non potendo trovare applicazione l’art. 109 TUIR che ammette in deduzione solo i costi risultanti dal conto economico

In caso di accertamento induttivo puro l'Amministrazione finanziaria può ricorrere a presunzioni "supersemplici"ma deve comunque determinare, sia pure induttivamente, i costi relativi ai maggiori ricavi accertati, poiché, altrimenti, sarebbe oggetto di imposizione il profitto lordo in luogo di quello netto, in violazione dell'art. 53 Cost., non potendo trovare applicazione l'art. 109 TUIR che ammette in deduzione solo i costi risultanti dal conto economico

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