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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 giugno 2019, n. 15120 – La contribuzione è dunque dovuta nei casi di assenza del lavoratore o di sospensione concordata della prestazione stessa che costituiscano il risultato di un accordo tra le parti derivante da una libera scelta del datore di lavoro e non da ipotesi previste dalla legge e dal contratto collettivo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 giugno 2019, n. 15120 Verbale ispettivo - Omesso versamento di premi rapportati alle retribuzioni relative a periodi di assenza dal lavoro - Regola del minimale contributivo Fatti di causa 1. Con ricorso al Tribunale di Lecce, F.V. chiedeva dichiararsi l'illegittimità ed inefficacia del verbale di accertamento notificato il 1/4/2009 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12335 – In materia di classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e ai fini dell’applicabilità dell’art. 3, comma ottavo, della legge n. 335 del 1995 l’omessa comunicazione dei mutamenti intervenuti nell’attività svolta dall’azienda, la quale, per effetto delle scelte operate dall’imprenditore, assume caratteristiche tali da comportare una diversa classificazione ai fini previdenziali, è da equiparare all’ipotesi delle dichiarazioni inesatte, giacché, alla stregua della comune “ratio” di assicurare la corrispondenza della classificazione, a fini previdenziali, all’effettiva attività dei datori di lavoro, anche in caso di omessa comunicazione si realizza, sia pure in un momento successivo, una discrasia tra l’effettività della situazione e le dichiarazioni sulle quali la classificazione iniziale era fondata

In materia di classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali e ai fini dell'applicabilità dell'art. 3, comma ottavo, della legge n. 335 del 1995 - che fissa la regola che gli effetti della variazione della classificazione si producono dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento, con la sola eccezione, con conseguente retroattività degli effetti della variazione, dell'ipotesi in cui l'inquadramento iniziale sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro - l'omessa comunicazione dei mutamenti intervenuti nell'attività svolta dall'azienda, la quale, per effetto delle scelte operate dall'imprenditore, assume caratteristiche tali da comportare una diversa classificazione ai fini previdenziali, è da equiparare all'ipotesi delle dichiarazioni inesatte, giacché, alla stregua della comune "ratio" di assicurare la corrispondenza della classificazione, a fini previdenziali, all'effettiva attività dei datori di lavoro, anche in caso di omessa comunicazione - rispetto al quale la sanzione amministrativa comminata dall'art. 2 del d.l. n. 362 del 1978 (convertito, con modificazioni, nella legge n. 467 del 1978) ribadisce, per un verso, l'obbligo della comunicazione e, per altro verso, non esaurisce gli effetti dell'omissione stessa - si realizza, sia pure in un momento successivo, una discrasia tra l'effettività della situazione e le dichiarazioni sulle quali la classificazione iniziale era fondata

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 maggio 2019, n. 13519 – Accesso ispettivo ed accertamento del lavoro straordinario non retribuito, illegittimo per non aver assolto all’onere probatorio gravante sugli Istituti previdenziali

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 20 maggio 2019, n. 13519 Accesso ispettivo - Pretesa contributiva - Lavoro straordinario non retribuito - Lavoro in nero Considerato in fatto 1. La Corte d'appello di Campobasso, in riforma della sentenza del Tribunale di Isernia, ha accolto l'opposizione proposta dalla G.D. di D.A. sas avverso la verifica ispettiva del [...]

INPS – Circolare 22 maggio 2019, n. 76 – Articolo 1, comma 700, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) – Vendita al dettaglio di prodotti agricoli e alimentari – Riflessi sull’inquadramento previdenziale delle aziende agricole

INPS - Circolare 22 maggio 2019, n. 76 Articolo 1, comma 700, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) - Vendita al dettaglio di prodotti agricoli e alimentari - Riflessi sull’inquadramento previdenziale delle aziende agricole SOMMARIO: Con la presente circolare si forniscono chiarimenti in merito ai riflessi sul corretto inquadramento, ai [...]

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 17 maggio 2019, n. 121 – Legittima la norma che consente l’accertamento in base a stima tecnica del fabbisogno dell’impresa di un maggior numero di giornate lavorative rispetto a quelle risultanti dalle dichiarazioni trimestrali della manodopera occupata

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 17 maggio 2019, n. 121 Lavoratori in agricoltura - Imposizione di contributi INPS - Accertamento in base a stima tecnica del fabbisogno dell'impresa di un maggior numero di giornate lavorative rispetto a quelle risultanti dalle dichiarazioni trimestrali della manodopera occupata. - Decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375 (Attuazione dell'art. 3, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 maggio 2019, n. 13020 – In materia di contributi previdenziali, la gestione di servizi pubblici mediante società partecipate, anche in quota maggioritaria, dagli enti pubblici locali non può beneficiare dell’esonero del versamento dei contributi per cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, disoccupazione e mobilità, in quanto la finalità perseguita dal legislatore nazionale e comunitario nella promozione di strumenti non autoritativi per la gestione dei servizi pubblici locali è specificamente quella di non ledere le dinamiche della concorrenza

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 15 maggio 2019, n. 13020 Cartelle esattoriali - Omissione contributiva - Esonero dal pagamento delle pretese contributive - Presupposti Ritenuto che la Corte d'appello Milano, giudicando su sei procedimenti d'appello riuniti avverso plurime sentenze del Tribunale di Milano aventi ad oggetto diverse opposizioni a cartelle proposte da A. s.r.l. nei [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 maggio 2019, n. 12774 – In tema di sgravi contributivi, ai fini di ottenere l’applicazione dei benefici previsti dall’art. 8 della l. n. 223 del 1991, nell’ipotesi di cessione d’azienda, è onere del datore di lavoro fornire la dimostrazione degli elementi di novità intervenuti nella struttura societaria e delle significative integrazioni apportate al complesso originario per consentire a quello ceduto di svolgere autonomamente la propria funzione produttiva;

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 maggio 2019, n. 12774 Rapporto di lavoro - Assunzioni agevolate - Benefici contributivi - Fallimento - Trasferimento di azienda - Mobilità dei lavoratori - Prova Rilevato che Il giudice del lavoro del Tribunale di Alessandria respinse l'opposizione avanzata dalla Nuova Casa di Cura S.A. avverso la cartella esattoriale concernente [...]

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