IVA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 maggio 2020, n. 8589 – Per le fatture per operazioni inesistenti la prova contraria non può essere costituita dal pagamento con assegni bancari

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 07 maggio 2020, n. 8589 Tributi - Fatture per operazioni inesistenti - Prova contraria - Assegni bancari a pagamento delle fatture - Esclusione Rilevato che L'Agenzia delle Entrate emetteva nei confronti della società D. C. s.r.l. avviso di accertamento con il quale contestava l'indeducibilità di costi per euro 300.932,00, relativi [...]

Regime di fatturazione applicabile in base ad un contratto di mandato senza rappresentanza avente ad oggetto prestazioni sanitarie esenti da IVA – Risposta 15 maggio 2020, n. 132 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 15 maggio 2020, n. 132 Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Regime di fatturazione applicabile in base ad un contratto di mandato senza rappresentanza avente ad oggetto prestazioni sanitarie esenti da IVA ai sensi dell'articolo 10, primo comma, n. 18), del d.P.R. n. [...]

La “macchina con sbarra automatica” è esclusa dagli obblighi dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 – Risposta 15 maggio 2020, n. 131 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 15 maggio 2020, n. 131 Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, e' stato esposto il seguente Quesito [ALFA] (di seguito istante) espone la questione qui [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 maggio 2020, n. 8584 – L’azione di recupero a posteriori dei tributi doganali può essere avviata dopo la scadenza del termine di tre anni dalla contabilizzazione dell’importo quando la mancata determinazione del dazio sia avvenuta a causa di un atto perseguibile penalmente, alla sola condizione che la notitia criminis sia trasmessa nel corso dell’originario termine di prescrizione, e non dopo la sua scadenza

L'azione di recupero a posteriori dei tributi doganali può essere avviata dopo la scadenza del termine di tre anni dalla contabilizzazione dell'importo quando la mancata determinazione del dazio sia avvenuta a causa di un atto perseguibile penalmente, alla sola condizione che la notitia criminis sia trasmessa nel corso dell'originario termine di prescrizione, e non dopo la sua scadenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 maggio 2020, n. 8919 – Nel caso in cui l’Ufficio ritenga che la fattura concerna operazioni oggettivamente inesistenti, ossia sia mera espressione cartolare di operazioni commerciali mai poste in essere, e quindi, contesti anche l’indebita detrazione dell’I.V.A. e la deduzione dei costi, ha l’onere di provare che l’operazione fatturata non è mai stata effettuata, indicando, a tal fine, elementi anche indiziari

Nel caso in cui l'Ufficio ritenga che la fattura concerna operazioni oggettivamente inesistenti, ossia sia mera espressione cartolare di operazioni commerciali mai poste in essere, e quindi, contesti anche l'indebita detrazione dell'I.V.A. e la deduzione dei costi, ha l'onere di provare che l'operazione fatturata non è mai stata effettuata, indicando, a tal fine, elementi anche indiziari

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 14 maggio 2020, n. C-446/18 – Non ostano a una normativa nazionale che non prevede la possibilità per l’amministrazione tributaria di concedere, prima della conclusione di un procedimento di verifica fiscale relativo a una dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che indichi un’eccedenza per un determinato periodo imponibile, il rimborso della parte di tale eccedenza relativa alle operazioni non interessate da tale procedimento al momento del suo avvio, qualora non sia possibile determinare in modo chiaro, preciso e inequivocabile che un’eccedenza di IVA, il cui importo può essere eventualmente inferiore a quello relativo alle operazioni non interessate da tale procedimento, permarrà a prescindere dall’esito di quest’ultimo, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare

Non ostano a una normativa nazionale che non prevede la possibilità per l’amministrazione tributaria di concedere, prima della conclusione di un procedimento di verifica fiscale relativo a una dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che indichi un’eccedenza per un determinato periodo imponibile, il rimborso della parte di tale eccedenza relativa alle operazioni non interessate da tale procedimento al momento del suo avvio, qualora non sia possibile determinare in modo chiaro, preciso e inequivocabile che un’eccedenza di IVA, il cui importo può essere eventualmente inferiore a quello relativo alle operazioni non interessate da tale procedimento, permarrà a prescindere dall’esito di quest’ultimo, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare

Invio tardivo fatture immediate e trattamento sanzionatorio – Risposta 14 maggio 2020, n. 129 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 14 maggio 2020, n. 129 Interpello Articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Invio tardivo fatture immediate Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito [ALFA] (di seguito istante) fa presente quanto qui di seguito sinteticamente riportato. L'istante ha [...]

AGENZIA DELLE ENTRATE – Circolare 12 maggio 2020, n. 12 – Chiarimenti in merito alla prova delle cessioni intracomunitarie – Articolo 45-bis del Regolamento Ue n. 282 del 2011, introdotto dal Regolamento Ue n. 1912 del 2018

AGENZIA DELLE ENTRATE - Circolare 12 maggio 2020, n. 12 Chiarimenti in merito alla prova delle cessioni intracomunitarie - Articolo 45-bis del Regolamento Ue n. 282 del 2011, introdotto dal Regolamento Ue n. 1912 del 2018 INDICE PREMESSA 1. Normativa e prassi nazionale sui mezzi di prova per le cessioni intracomunitarie 2. Presunzione di avvenuto [...]

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