IVA

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7378 – Il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall’art. 360, cod. proc. civ.

Il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall'art. 360, cod. proc. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7340 – Il versamento dell’acconto del prezzo finale, al momento della stipula del contratto preliminare, costituisce un autonomo fatto generatore del pagamento dell’Iva, distinto da quello ulteriore che si viene a determinare al momento della stipula del definitivo, sicché, nel caso di diversa soggettività, a ciascuno di essi si applica il regime normativa in materia di Iva

Il versamento dell'acconto del prezzo finale, al momento della stipula del contratto preliminare, costituisce un autonomo fatto generatore del pagamento dell'Iva, distinto da quello ulteriore che si viene a determinare al momento della stipula del definitivo, sicché, nel caso di diversa soggettività, a ciascuno di essi si applica il regime normativa in materia di Iva

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7339 – Mancata valutazione del giudice del gravame del mancato adempimento della prestazione dedotta in contratto o la risoluzione per inadempimento dello stesso non consentono di qualificare l’operazione come inesistente ai fini fiscali e dunque di escludere per ciò stesso il diritto alla detrazione/rimborso dell’imposta assolta con la fattura

Mancata valutazione del giudice del gravame del mancato adempimento della prestazione dedotta in contratto o la risoluzione per inadempimento dello stesso non consentono di qualificare l'operazione come inesistente ai fini fiscali e dunque di escludere per ciò stesso il diritto alla detrazione/rimborso dell'imposta assolta con la fattura

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7336 – Mancata emissione autofattura per contributo di gestione di appalto – Società consortili

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7336 Tributi - Società consortili - Mancata emissione autofattura per contributo di gestione di appalto - Sanzioni Rilevato che Dalla esposizione in fatto della pronuncia censurata si evince che: l'Agenzia delle entrate aveva notificato alla società T. s.p.a. un atto di contestazione della sanzione per mancata [...]

Corte di Cassazione ordinanza n. 7337 depositata il 17 marzo 2020 – In tema di Iva, l’Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una frode carosello, ha l’onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta

In tema di Iva, l'Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta

Indetraibilità dell’IVA per operazioni soggettivamente inesistenti qualora il fornitore aveva chiuso la partita IVA prima dell’operazione

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 7337 depositata il 17 marzo 2020 intervenendo in tema di detraibilità dell'IVA ha riaffermato che "in tema di Iva, l'Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, anche solo in via [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 marzo 2020, n. 7300 – Il disconoscimento da parte dell’Amministrazione finanziaria di un credito d’imposta non può avvenire tramite l’emissione di cartella di pagamento, avente ad oggetto il relativo importo, senza essere preceduta da un avviso di recupero di credito d’imposta o quanto meno bonario

Il disconoscimento da parte dell'Amministrazione finanziaria di un credito d'imposta non può avvenire tramite l'emissione di cartella di pagamento, avente ad oggetto il relativo importo, senza essere preceduta da un avviso di recupero di credito d'imposta o quanto meno bonario

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 12 marzo 2020, n. 7082 – In tema d’IVA, il cessionario, ove sia soggetto passivo di tale imposta, è solidalmente responsabile con il cedente, ai sensi dell’art. 60 bis del d.P.R. n. 633 del 1972, qualora la cessione, avente ad oggetto i beni individuati dal relativo decreto ministeriale, sia effettuata ad un prezzo inferiore al valore normale degli stessi ed il cedente non abbia versato l’imposta relativa alla cessione effettuata

In tema d'IVA, il cessionario, ove sia soggetto passivo di tale imposta, è solidalmente responsabile con il cedente, ai sensi dell'art. 60 bis del d.P.R. n. 633 del 1972, qualora la cessione, avente ad oggetto i beni individuati dal relativo decreto ministeriale, sia effettuata ad un prezzo inferiore al valore normale degli stessi ed il cedente non abbia versato l'imposta relativa alla cessione effettuata

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