IVA

Commissione Tributaria Regionale per il Lazio sezione VI sentenza n. 4261 depositata il 15 luglio 2019 – In tema di IVA, l’Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una frode carosello, ha l’onere di provare, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta

In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 ottobre 2019, n. 26177 – In tema di IVA, l’art. 19, primo comma, del d. P. R. 26 ottobre 1972, n. 633, consentendo al compratore di portare in detrazione l’imposta addebitatagli a titolo di rivalsa dal venditore quando si tratti di acquisto effettuato nell’esercizio di impresa, presuppone, oltre alla qualità di imprenditore dell’acquirente l’inerenza del bene acquistato all’attività imprenditoriale, intesa come strumentalità del bene stesso

In tema di IVA, l’art. 19, primo comma, del d. P. R. 26 ottobre 1972, n. 633, consentendo al compratore di portare in detrazione l'imposta addebitatagli a titolo di rivalsa dal venditore quando si tratti di acquisto effettuato nell'esercizio di impresa, presuppone, oltre alla qualità di imprenditore dell'acquirente l'inerenza del bene acquistato all'attività imprenditoriale, intesa come strumentalità del bene stesso

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 ottobre 2019, n. 25991 – La prima parte dell’art. 13, parte B, lett. c), della sesta direttiva permette così, con l’esenzione da essa prevista, di evitare che la rivendita di beni formi oggetto di una nuova imposizione, mentre questi ultimi sono stati preliminarmente acquistati da un soggetto passivo per le esigenze di un’attività esentata in forza dello stesso articolo e, pertanto, in occasione di tale acquisto, l’IVA è stata versata in maniera definitiva, senza possibilità di detrarla

La prima parte dell'art. 13, parte B, lett. c), della sesta direttiva permette così, con l'esenzione da essa prevista, di evitare che la rivendita di beni formi oggetto di una nuova imposizione, mentre questi ultimi sono stati preliminarmente acquistati da un soggetto passivo per le esigenze di un'attività esentata in forza dello stesso articolo e, pertanto, in occasione di tale acquisto, l'IVA è stata versata in maniera definitiva, senza possibilità di detrarla

Diritto del contribuente ad accedere agli atti posti a fondamento del disconoscimento della detrazione IVA – Corte di Giustizia n. C-189/18

La Corte di Giustizia Europea con la sentenza n. C-189/18 depositata il 16 ottobre 2019 intervenendo in tema di disconoscimento del diritto alla detrazione IVA hanno statuito il principio di diritto secondo cui "Qualora l’amministrazione finanziaria intenda fondare la propria decisione su elementi di prova ottenuti nell’ambito di procedimenti penali e di procedimenti amministrativi connessi [...]

Corte di Giustizia Europea sentenza n. C-189/18 depositata il 16 ottobre 2019 – Qualora l’amministrazione finanziaria intenda fondare la propria decisione su elementi di prova ottenuti nell’ambito di procedimenti penali e di procedimenti amministrativi connessi avviati nei confronti dei fornitori del soggetto passivo, il principio del rispetto dei diritti della difesa esige che quest’ultimo, durante il procedimento di cui è oggetto, possa avere accesso a tutti questi elementi e a quelli che possano essere utili alla sua difesa, a meno che obiettivi di interesse generale giustifichino la restrizione di tale accesso

Qualora l’amministrazione finanziaria intenda fondare la propria decisione su elementi di prova ottenuti nell’ambito di procedimenti penali e di procedimenti amministrativi connessi avviati nei confronti dei fornitori del soggetto passivo, il principio del rispetto dei diritti della difesa esige che quest’ultimo, durante il procedimento di cui è oggetto, possa avere accesso a tutti questi elementi e a quelli che possano essere utili alla sua difesa, a meno che obiettivi di interesse generale giustifichino la restrizione di tale accesso

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 ottobre 2019, n. 25645 – L’assolvimento dell’IVA intracomunitaria col metodo dell’inversione contabile in luogo del pagamento dell’IVA all’importazione, costituiva senza dubbio una violazione tale da legittimare l’applicazione delle sanzioni al riguardo previste dall’ordinamento, ma non giustificava la richiesta di un nuovo pagamento dell’imposta

L'assolvimento dell'IVA intracomunitaria col metodo dell'inversione contabile in luogo del pagamento dell'IVA all'importazione, costituiva senza dubbio una violazione tale da legittimare l'applicazione delle sanzioni al riguardo previste dall'ordinamento, ma non giustificava la richiesta di un nuovo pagamento dell'imposta

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25494 – IVA – Cessione di rottame di vetro “pronto al forno” ed applicazione art. 74 del DPR n. 633 del 1972

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25494 Tributi - IVA - Cessione di rottame di vetro "pronto al forno" - Applicazione art. 74 del DPR n. 633 del 1972 Fatti di causa Dalla esposizione in fatto contenuto, nella sentenza si evince che: l'Agenzia delle Entrate ha emesso nei confronti di C.B. s.r.l. [...]

Torna in cima