lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25673 – In tema di demansionamento illegittimo, ove venga accertata l’esistenza di un comportamento contrario all’art. 2103 cod. civ., il giudice di merito, oltre a sanzionare l’inadempimento dell’obbligo contrattualmente assunto dal datore di lavoro con la condanna al risarcimento del danno, può emanare una pronuncia di adempimento in forma specifica, di contenuto satisfattorio dell’interesse leso, intesa a condannare il datore di lavoro a rimuovere gli effetti che derivano dal provvedimento di assegnazione delle mansioni inferiori

In tema di demansionamento illegittimo, ove venga accertata l'esistenza di un comportamento contrario all'art. 2103 cod. civ., il giudice di merito, oltre a sanzionare l'inadempimento dell'obbligo contrattualmente assunto dal datore di lavoro con la condanna al risarcimento del danno, può emanare una pronuncia di adempimento in forma specifica, di contenuto satisfattorio dell'interesse leso, intesa a condannare il datore di lavoro a rimuovere gli effetti che derivano dal provvedimento di assegnazione delle mansioni inferiori

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25688 – L’indennità economica si sostituisce esclusivamente alle normali conseguenze risarcitorie che derivano dall’accertamento della natura subordinata del rapporto, assicurando al lavoratore un indennizzo che copre, in via forfetaria, non diversamente dall’art. 32 della medesima legge n. 183 del 2010, i danni derivanti dalla ingiustificata estromissione, fermo, tuttavia, il diritto del prestatore al ripristino della funzionalità del rapporto di lavoro ovvero alla «conversione», in esecuzione della sentenza

L'indennità economica si sostituisce esclusivamente alle normali conseguenze risarcitorie che derivano dall'accertamento della natura subordinata del rapporto, assicurando al lavoratore un indennizzo che copre, in via forfetaria, non diversamente dall'art. 32 della medesima legge n. 183 del 2010, i danni derivanti dalla ingiustificata estromissione, fermo, tuttavia, il diritto del prestatore al ripristino della funzionalità del rapporto di lavoro ovvero alla «conversione», in esecuzione della sentenza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25582 – Accertamento della natura subordinata del rapporto dei contratti di collaborazione autonoma e continuativa per l’aAttività di telemarketing operator

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25582 Lavoro - Contratti di collaborazione autonoma e continuativa - Attività di telemarketing operator - Accertamento della natura subordinata del rapporto Fatti di causa 1. P.V., assunto dalla A. S.p.A., nel periodo 10 settembre 2002 / 30 giugno 2007, con distinti contratti di collaborazione autonoma e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 ottobre 2019, n. 24877 – Il rifiuto del datore di lavoro di effettuare tali versamenti, qualora sia ingiustificato, configura un inadempimento che, oltre a rilevare sul piano civilistico, costituisce anche condotta antisindacale, in quanto pregiudica sia i diritti individuali dei lavoratori di scegliere liberamente il sindacato al quale aderire, sia il diritto del sindacato stesso di acquisire dagli aderenti i mezzi di finanziamento necessari allo svolgimento della propria attività

Il rifiuto del datore di lavoro di effettuare tali versamenti, qualora sia ingiustificato, configura un inadempimento che, oltre a rilevare sul piano civilistico, costituisce anche condotta antisindacale, in quanto pregiudica sia i diritti individuali dei lavoratori di scegliere liberamente il sindacato al quale aderire, sia il diritto del sindacato stesso di acquisire dagli aderenti i mezzi di finanziamento necessari allo svolgimento della propria attività

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 ottobre 2019, n. 25360 – Non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall’art. 29, comma 2, del richiamato decreto

ai sensi dell'art. 1, comma 2, d.lgs n. 276 del 2003 non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall'art. 29, comma 2, del richiamato decreto. L'art. 9 del d.l. 76 del 2013, nella parte in cui prevede la inapplicabilità 29 ai contratti di appalto stipulati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1 del d.lgs n. 165 del 2001, non ha carattere di norma dì interpretazione autentica, dotata di efficacia retroattiva, ma lo stesso non ha innovato il quadro normativo previgente, avendo solo esplicitato un precetto già desumibile dal testo originario del richiamato art. 29 e dalle successive integrazioni

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 03 ottobre 2019, n. 24779 – Distinti contratti di collaborazione autonoma e continuativa per un operatore di call center ed accertamento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 03 ottobre 2019, n. 24779 Lavoro - Distinti contratti di collaborazione autonoma e continuativa - Operatore di call center - Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato Fatti di causa 1. Il Tribunale di Roma, con sentenza del 15.11.2011, pronunciando sul ricorso proposto da P.G.B., assunto dalla A. S.p.A. (poi [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 ottobre 2019, n. 24901 – Accertamento del rapporto di lavoro subordinato del socio accomandatario e regolarizzazione della posizione contributiva

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 ottobre 2019, n. 24901 Socio accomandatario - Rapporto di lavoro subordinato - Accertamento - Regolarizzazione della posizione contributiva Rilevato che La Corte d'Appello di Ancona, con sentenza resa pubblica il 7/7/2015, all'esito dello scrutinio delle complessive acquisizioni probatorie, confermava la pronuncia del giudice di prima istanza che aveva accolto [...]

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