lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 settembre 2019, n. 23918 – Legittimità del trasferimento e del conferimento delle nuove mansioni, giudicate non inferiori alle precedenti

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 settembre 2019, n. 23918 Rapporto di lavoro - Mutamento dell’orario - Illegittimità del trasferimento - Accertamento del demansionamento Rilevato Che con ricorso al Tribunale di Roma D.B. chiedeva la declaratoria di illegittimità del mutamento di orario disposta nei suoi confronti dalla datrice di lavoro T.I. s.p.a. nel luglio 2007, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 settembre 2019, n. 23784 – Per l’accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro è necessaria la prova di specifici elementi rivelatori dell’assoggettamento al potere direttivo organizzativo gerarchico e disciplinare del predetto

Per l'accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro è necessaria la prova di specifici elementi rivelatori dell'assoggettamento al potere direttivo organizzativo gerarchico e disciplinare del predetto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 settembre 2019, n. 23931 – Accertamento della natura subordinata fondata su elementi quali prestazione dell’attività lavorativa all’interno dei locali dell’azienda in orari fissi con connessa presunzione di onerosità, continuità e protratta durata del rapporto, assenza di un minimo di organizzazione imprenditoriale in capo l lavoratore

Accertamento della natura subordinata fondata su elementi quali prestazione dell'attività lavorativa all'interno dei locali dell'azienda in orari fissi con connessa presunzione di onerosità, continuità e protratta durata del rapporto, assenza di un minimo di organizzazione imprenditoriale in capo l lavoratore

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 19 settembre 2019, n. C-544/18 – La donna che abbia cessato di esercitare un’attività autonoma a causa delle limitazioni fisiche connesse alle ultime fasi della gravidanza e al periodo successivo al parto conserva la qualità di persona che esercita un’attività autonoma, purché riprenda tale attività o trovi un’altra attività autonoma o un impiego entro un periodo di tempo ragionevole dopo la nascita del figlio

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 19 settembre 2019, n. C-544/18 Rinvio pregiudiziale - Articolo 49 TFUE - Libertà di stabilimento - Attività autonoma - Cittadina dell’Unione europea che ha cessato di esercitare la sua attività autonoma a causa delle limitazioni fisiche collegate alle ultime fasi della gravidanza e al periodo successivo al parto - [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 12 settembre 2019, n. C-64/18, C-140/18, C-146/18 e C-148/18 – Per il distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi l’articolo 56 TFUE osta ad una normativa nazionale che prevede, in caso di inosservanza di obblighi in materia di diritto del lavoro relativi al conseguimento di autorizzazioni amministrative e alla conservazione della documentazione salariale, l’irrogazione di ammende che nono possono essere inferiore ad un importo predefinito, la mancanza del cumulo e prevedano una pena detentiva in caso di mancato pagamento

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 12 settembre 2019, n. C-64/18, C-140/18, C-146/18 e C-148/18 Rinvio pregiudiziale - Articolo 56 TFUE - Libera prestazione dei servizi - Distacco di lavoratori - Conservazione e traduzione della documentazione salariale - Permesso di lavoro - Sanzioni - Proporzionalità - Ammende di importo minimo predefinito - Cumulo - Assenza [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 settembre 2019, n. 23796 – In seguito alla trasformazione degli enti lirici in fondazioni di diritto privato (a partire, dunque, dal 23 maggio 1998) e fino all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 368/2001, ai contratti di lavoro a termine stipulati con le fondazioni lirico-sinfoniche si applica la disciplina prevista dalla legge n. 230/1962, con l’unica esclusione costituita dall’art. 2 legge cit.

In seguito alla trasformazione degli enti lirici in fondazioni di diritto privato (a partire, dunque, dal 23 maggio 1998) e fino all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 368/2001, ai contratti di lavoro a termine stipulati con le fondazioni lirico-sinfoniche si applica la disciplina prevista dalla legge n. 230/1962, con l'unica esclusione costituita dall'art. 2 legge cit.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 settembre 2019, n. 23794 – Gli obblighi gravanti sulle imprese subentranti nella gestione dell’appalto nei confronti dei dipendenti delle aziende cessate possono avere solo fonte in disposizioni contrattuali, collettive e non, e che la parte che invoca l’applicazione di un certo contratto collettivo deve provare l’estremo della iscrizione alla relativa associazione sindacale contraente o, almeno, che ad opera del soggetto non iscritto vi sia stata un’adesione esplicita oppure implicita alla disciplina da essi stabilita

Gli obblighi gravanti sulle imprese subentranti nella gestione dell'appalto nei confronti dei dipendenti delle aziende cessate possono avere solo fonte in disposizioni contrattuali, collettive e non, e che la parte che invoca l'applicazione di un certo contratto collettivo deve provare l'estremo della iscrizione alla relativa associazione sindacale contraente o, almeno, che ad opera del soggetto non iscritto vi sia stata un'adesione esplicita oppure implicita alla disciplina da essi stabilita

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 settembre 2019, n. 23296 – La quietanza a saldo sottoscritta dal lavoratore, che contenga una dichiarazione di rinuncia a maggiori somme e che sia riferita, in termini generici, ad una serie di titoli di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto, può assumere il valore di rinuncia o di transazione, che il lavoratore abbia l’onere di impugnare nei termini di cui all’art. 2113 cod. civ., alla condizione che risulti accertato, sulla base dell’interpretazione del documento o per il concorso di altre specifiche circostanze desumibili aliunde, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi

La quietanza a saldo sottoscritta dal lavoratore, che contenga una dichiarazione di rinuncia a maggiori somme e che sia riferita, in termini generici, ad una serie di titoli di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto, può assumere il valore di rinuncia o di transazione, che il lavoratore abbia l'onere di impugnare nei termini di cui all'art. 2113 cod. civ., alla condizione che risulti accertato, sulla base dell'interpretazione del documento o per il concorso di altre specifiche circostanze desumibili aliunde, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi

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