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TRIBUNALE DI ROMA – Sentenza 06 maggio 2019 – Collaboratore “out bound” di call center ed elementi distintivi

TRIBUNALE DI ROMA - Sentenza 06 maggio 2019 Rapporto di lavoro - Collaboratore "out bound" di call center - Co.co.co. - Illegittimità - Inesistenza del progetto - Co.co.org - Requisiti - Effettiva integrazione funzionale del lavoratore nell’organizzazione produttiva del committente Emessa dal Giudice Daniela Bracci. Fatto e diritto Con distinti ricorsi depositati il 13.7.2018, (...) [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12540 – La prestazione lavorativa “eccedente”, che supera di gran lunga i limiti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva e si protrae per diversi anni, cagiona al lavoratore un danno da usura-psico fisica, di natura non patrimoniale e distinto da quello biologico

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12540 Rapporto di lavoro - CCNL Istituti di Vigilanza privata - Svolgimento di attività lavorativa senza usufruire né recuperare il riposo settimanale - Corretta applicazione datoriale dell'orario - Accertamento Rilevato che, L.R., dipendente della spa A. con mansioni di addetto alla vigilanza, adiva il Tribunale di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12530 – In tema di demansionamento e relativo onere probatorio, il lavoratore può reagire al potere direttivo che assume esercitato illegittimamente prospettando circostanze di fatto volte a dare fondamento alla denuncia

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12530 Rapporto di lavoro - Risarcimento danni per mobbing - Svolgimento di mansioni deteriori rispetto a quelle di inquadramento - Accertamento Rilevato che la Corte d'Appello di Bologna, con sentenza n. 1199/2013, in riforma della pronuncia di primo grado, ha rigettato integralmente le domande proposte da [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12542 – Corresponsione dell’indennità di vacanza contrattuale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12542 Lavoro - CCNL Vigilanza Privata - Corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale - Elemento provvisorio della retribuzione Rilevato che 1. la Corte d'Appello di Torino, con sentenza del 9 gennaio 2015, ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva respinto le domande degli attuali ricorrenti [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 maggio 2019, n. 12191 – Riconoscimento di differenze retributive maturate nell’ambito dell’unico e continuativo rapporto dal primo intrattenuto per avere reso una prestazione la cui durata oraria risultava essere più estesa – Onere della prova

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 08 maggio 2019, n. 12191 Prestazione - Durata oraria - Differenze retributive - Rapporto di lavoro intercorso Rilevato che, con sentenza del 27 ottobre 2017, la Corte d'Appello di Messina, in parziale riforma della decisione resa dal Tribunale di Messina, accoglieva in parte la domanda proposta da D.S.K. nei confronti [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 maggio 2019, n. 12173 – Contratti a progetto ed esistenza di un valido progetto in mancanza trasformazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato

affinché possa utilmente dedursi in sede di legittimità un vizio di omessa pronunzia, ai sensi dell'art. 112 cod. proc. civ., è necessario, da un lato, che al giudice del merito siano state rivolte una domanda od un'eccezione autonomamente apprezzabili, ritualmente ed Inequivocabilmente formulate, per le quali quella pronunzia si sia resa necessaria ed ineludibile, e, dall'altro, che tali istanze siano riportate puntualmente, nei loro esatti termini e non genericamente ovvero per riassunto del loro contenuto, nel ricorso per cassazione, con l'indicazione specifica, altresì, dell'atto difensivo e/o del verbale di udienza nei quali l'una o l'altra erano state proposte, onde consentire al giudice di verificarne, "in primis", la ritualità e la tempestività ed, in secondo luogo, la decisività delle questioni prospettatevi. Ove, quindi, si deduca la violazione, nel giudizio di merito, del citato art. 112 cod. proc. civ., riconducibile alla prospettazione di un'ipotesi di "error in procedendo" per il quale la Corte di cassazione è giudice anche del "fatto processuale", detto vizio, non essendo rilevabile d'ufficio, comporta pur sempre che il potere-dovere del giudice di legittimità di esaminare direttamente gli atti processuali sia condizionato, a pena di inammissibilità, all'adempimento da parte del ricorrente - per il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione che non consente, tra l'altro, il rinvio "per relationem" agli atti della fase di merito - dell'onere di indicarli compiutamente, non essendo legittimato il suddetto giudice a procedere ad una loro autonoma ricerca, ma solo ad una verifica degli stessi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 maggio 2019, n. 11778 – Nel Contratto di collaborazione a progetto l’esistenza di uno specifico progetto, con i requisiti e le caratteristiche dettati dalla legge, è elemento costituivo della fattispecie la cui mancanza ricorre tanto quando non sia stata provata la pattuizione di alcun progetto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 06 maggio 2019, n. 11778 Contratto di collaborazione a progetto - Sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato - Mancanza del progetto - Onere probatorio Rilevato che 1. il Tribunale di Fermo, in accoglimento parziale del ricorso di M. C., aveva riconosciuto l'intercorrenza tra il predetto e la Banca del [...]

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