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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 ottobre 2018, n. 24839 – Illegittimità della seconda proroga, in violazione dell’art. 4 d.lg. 368/2001, del contratto a tempo determinato stipulato con ANAS s.p.a.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 ottobre 2018, n. 24839 Proroga contratto a tempo determinato - Divieto ex art. 4 D.Lgs. n. 368/2001 - Ordinanza governativa - Potere di deroga - Serie di interventi di emergenza relativi a eccezionali eventi sismici - Norma non è espressamente richiamata nell’ordinanza Fatti di causa Con sentenza in data [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 ottobre 2018, n. 24837 – Per la configurabilità del mobbing lavorativo, l’elemento qualificante, che deve essere provato da chi assume di avere subito la condotta vessatoria, va ricercato non nell’illegittimità dei singoli atti bensì nell’intento persecutorio che li unifica

ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo, l'elemento qualificante, che deve essere provato da chi assume di avere subito la condotta vessatoria, va ricercato non nell'illegittimità dei singoli atti bensì nell'intento persecutorio che li unifica, sicché la legittimità dei provvedimenti può rilevare indirettamente perché, in difetto di elementi probatori di segno contrario, sintomatica dell'assenza dell'elemento soggettivo che deve sorreggere la condotta, unitariamente considerata; parimenti la conflittualità delle relazioni personali all'interno dell'ufficio, che impone al datore di lavoro di intervenire per ripristinare la serenità necessaria per il corretto espletamento delle prestazioni lavorative, può essere apprezzata dal giudice per escludere che i provvedimenti siano stati adottati al solo fine di mortificare la personalità e la dignità del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 ottobre 2018, n. 24754 – L’indennità ex art. 32 legge n. 183/2010 si applica ogniqualvolta ricorra la conversione in contratto a tempo indeterminato, e, quindi, anche nel caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore a causa dell’illegittimità di un contratto per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo determinato

l'indennità ex art. 32 legge n. 183/2010 si applica ogniqualvolta ricorra la conversione in contratto a tempo indeterminato, e, quindi, anche nel caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore a causa dell'illegittimità di un contratto per prestazioni di lavoro temporaneo a tempo determinato, osservando altresì che tale conclusione non si pone in contrasto con la sentenza della CGUE dell'11 aprile 2013 in Causa C-290/2012, che ha escluso che la Direttiva 1999/70/CE, di recepimento dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, si applichi anche al contratto a tempo determinato che si accompagni ad uno interinale, poiché tale inapplicabilità, secondo la sentenza cit., deriva solo dal tenore del preambolo dell'accordo e dall'esistenza di altra più specifica regolamentazione di quella fattispecie contrattuale, e non già da una sua ritenuta incompatibilità ontologica con un puro e semplice contratto a tempo determinato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 ottobre 2018, n. 24744 – Accertamento del rapporto di lavoro subordinato e violazione del termine annuale di cui all’art. 327 1 comma c.p.c.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 08 ottobre 2018, n. 24744 Rapporto di lavoro subordinato - Accertamento - Assoggettamento ad un orario fisso continuativo - Differenze retributive Svolgimento del processo Con sentenza n. 6816 del 2012 la corte d'Appello di Roma ha respinto l'appello di P. ed E.I. avverso la sentenza del tribunale della stessa città [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 ottobre 2018, n. 24762 – Demansionamento e perdita di chance – Il ricorso per cassazione – per il principio di autosufficienza – deve contenere in sé tutti gli elementi necessari a costituire le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito

il ricorso per cassazione - per il principio di autosufficienza - deve contenere in sé tutti gli elementi necessari a costituire le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito e, altresì, a permettere la valutazione della fondatezza di tali ragioni, senza la necessità di far rinvio ed accedere a fonti esterne allo stesso ricorso, quindi, ad elementi o atti concernenti il pregresso giudizio di merito, sicché il ricorrente ha l'onere di indicarne specificamente, a pena di inammissibilità, oltre al luogo in cui ne è avvenuta la produzione, gli atti processuali ed i documenti su cui il ricorso è fondato mediante la riproduzione diretta del contenuto che sorregge la censura oppure attraverso la riproduzione indiretta di esso con specificazione della parte del documento cui corrisponde l'indiretta riproduzione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24615 – Nel rapporto di lavoro privato non vige il principio di parità di trattamento

Nel rapporto di lavoro privato non vige il principio di parità di trattamento. La disciplina nazionale e quella aziendale si differenziano, infatti, fra loro per la loro distinta natura e fonte negoziale, con la conseguenza che i rispettivi fatti costitutivi ed estintivi non interagiscono rispondendo ciascuna disciplina a regole proprie in ragione dei diversi agenti contrattuali e del loro differente ambito territoriale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24596 – L’indennità prevista dalla Legge n. 183/2010 cit., art. 32, trova applicazione ogni qual volta vi sia un contratto di lavoro a tempo determinato per il quale operi la conversione in contratto a tempo indeterminato

l'indennità prevista dalla Legge n. 183/2010 cit., art. 32, trova applicazione ogni qual volta vi sia un contratto di lavoro a tempo determinato per il quale operi la conversione in contratto a tempo indeterminato e, dunque, anche in caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore che abbia chiesto ed ottenuto dal giudice l'accertamento della nullità di un contratto di somministrazione lavoro, convertito - ai sensi del D.lgs n. 276 del 2003, art. 27, u.c., - in un contratto a tempo indeterminato tra lavoratore e utilizzatore della prestazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24594 – Indennità di trasferimento per lavoro all’estero se ha la finalità è di tenere indenne il lavoratore da spese che quest’ultimo non avrebbe incontrato se non fosse stato trasferito e che ha sostenuto nell’interesse dell’imprenditore è indice della natura non retributiva dell’emolumento

in mancanza di deroga espressa da parte della contrattazione collettiva ai sensi dell'art. 2120, 2° co. c.c., ai fini della individuazione della natura di retribuzione ovvero di rimborso spese di una voce del trattamento corrisposto per lo svolgimento di lavoro all'estero, deve aversi riguardo ad indici sintomatici, che consentano una valutazione della suddetta natura in via induttiva, senza trascurare, in tale indagine, anche elementi che emergano in sede di stipulazione del contratto individuale, che assumono, per quanto detto, valore orientativo ai fini considerati

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