licenziamenti

Legittimo il licenziamento per condotta extralavorativa è suscettibile di rilievo disciplinare poiché il dipendente è tenuto anche a non porre in essere, fuori dall’ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro

Legittimo il licenziamento per condotta extralavorativa è suscettibile di rilievo disciplinare poiché il dipendente è tenuto anche a non porre in essere, fuori dall'ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 30314 depositata il 25 novembre 2024 – In tema di licenziamento disciplinare, l’immediatezza della contestazione va intesa in senso relativo, dovendosi dare conto delle ragioni che possono cagionare il ritardo (quali il tempo necessario per l’accertamento dei fatti o la complessità della struttura organizzativa dell’impresa), con valutazione riservata al giudice di merito ed insindacabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione adeguata e priva di vizi logici

In tema di licenziamento disciplinare, l'immediatezza della contestazione va intesa in senso relativo, dovendosi dare conto delle ragioni che possono cagionare il ritardo (quali il tempo necessario per l'accertamento dei fatti o la complessità della struttura organizzativa dell'impresa), con valutazione riservata al giudice di merito ed insindacabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione adeguata e priva di vizi logici

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 30082 depositata il 21 novembre 2024 – La colpa grave della lavoratrice madre, ai fini del recesso, non può ritenersi integrata dalla sussistenza di un giustificato motivo soggettivo, ovvero di una situazione prevista dalla contrattazione collettiva quale giusta causa idonea a legittimare la sanzione espulsiva, essendo invece necessario verificare se sussista quella colpa specificamente prevista dalla suddetta norma e diversa, per l’indicato connotato di gravità, da quella prevista dalla disciplina pattizia per i generici casi d’inadempimento del lavoratore sanzionati con la risoluzione del rapporto

La colpa grave della lavoratrice madre, ai fini del recesso, non può ritenersi integrata dalla sussistenza di un giustificato motivo soggettivo, ovvero di una situazione prevista dalla contrattazione collettiva quale giusta causa idonea a legittimare la sanzione espulsiva, essendo invece necessario verificare se sussista quella colpa specificamente prevista dalla suddetta norma e diversa, per l'indicato connotato di gravità, da quella prevista dalla disciplina pattizia per i generici casi d'inadempimento del lavoratore sanzionati con la risoluzione del rapporto

Legittimo il licenziamento a seguito dei c.d. controlli difensivi eseguibili anche durante la prestazione di lavoro, in quanto sono diretti ad accertare specificamente condotte illecite. Tali controlli possono essere effettuati anche con strumenti tecnologici, non avendo ad oggetto la normale attività del lavoratore, si situano all’esterno del perimetro applicativo dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori

Legittimo il licenziamento a seguito dei c.d. controlli difensivi eseguibili anche durante la prestazione di lavoro, in quanto sono diretti ad accertare specificamente condotte illecite. Tali controlli possono essere effettuati anche con strumenti tecnologici, non avendo ad oggetto la normale attività del lavoratore, si situano all'esterno del perimetro applicativo dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 29914 depositata il 20 novembre 2024 – In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ove sia stata accertata la “insussistenza dei fatto”, comprensivo della impossibilità di ricollocare altrove il lavoratore- va applicata la sanzione reintegratoria

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ove sia stata accertata la "insussistenza dei fatto", comprensivo della impossibilità di ricollocare altrove il lavoratore- va applicata la sanzione reintegratoria

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 30310 depositata il 25 novembre 2024 – Le dimissioni sono assistite dalla giusta causa delineata dall’art. 2119 cod. civ., allorché si configurino come reazione immediata agli inadempimenti del datore di lavoro, secondo i parametri di ragionevolezza enucleati da questa Corte nel concretizzare i presupposti di validità e di tempestività delle dimissioni

Le dimissioni sono assistite dalla giusta causa delineata dall’art. 2119 cod. civ., allorché si configurino come reazione immediata agli inadempimenti del datore di lavoro, secondo i parametri di ragionevolezza enucleati da questa Corte nel concretizzare i presupposti di validità e di tempestività delle dimissioni

L’esternalizzazione mediante subappalto non integra il trasferimento d’azienda

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 26449 depositata il 10 ottobre 2024, intervenendo in tema di esternalizzazione attraverso il subappalto, ha ribadito che "... anche un appalto o subappalto può configurare un trasferimento di azienda (sentenza n. 12720 del 19/05/2017). Tuttavia è necessario che esistano i requisiti dell’autonomia e dell’organizzazione del ramo ceduto ..." [...]

Torna in cima