ORDINI PROFESSIONALI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 novembre 2019, n. 28449 – L’obbligo per gli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per avvocati e procuratori di versare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume d’affari ai fini dell’I.V.A. si riferisce soltanto ai redditi derivanti dallo svolgimento dell’attività professionale

L'obbligo per gli iscritti alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza per avvocati e procuratori di versare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume d'affari ai fini dell'I.V.A. si riferisce soltanto ai redditi derivanti dallo svolgimento dell'attività professionale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 ottobre 2019, n. 28109 – L’obbligo di iscrizione per coloro che esercitano con carattere di continuità la libera professione, con onere della prova della sussistenza di tali presupposti a carico della Cassa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 31 ottobre 2019, n. 28109 Professionista - Versamento del contributo minimo integrativo - Omessa tempestiva dichiarazione di cessazione attività - Opposizione a cartella esattoriale Rilevato che, con sentenza del 30 dicembre 2013, la Corte d'Appello di Reggio Calabria, in riforma della decisione in rito resa dal Tribunale di Reggio Calabria, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 ottobre 2019, n. 27509 – Il decorso del termine per l’esercizio della potestà sanzionatoria della Cassa Forense debba necessariamente essere ancorato al compimento del tempo concesso all’iscritto per assolvere l’obbligo di comunicazione dei dati reddituali

Il decorso del termine per l'esercizio della potestà sanzionatoria della Cassa Forense debba necessariamente essere ancorato al compimento del tempo concesso all'iscritto per assolvere l'obbligo di comunicazione dei dati reddituali

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 ottobre 2019, n. 26468 – Nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, come nelle altre ipotesi di lavoro autonomo, l’onerosità è elemento normale, anche se non essenziale, sicché, per esigere il pagamento, il professionista deve provare il conferimento dell’incarico e l’adempimento dello stesso, e non anche la pattuizione di un corrispettivo, mentre è onere del committente dimostrare l’eventuale accordo sulla gratuità della prestazione

Nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, come nelle altre ipotesi di lavoro autonomo, l'onerosità è elemento normale, anche se non essenziale, sicché, per esigere il pagamento, il professionista deve provare il conferimento dell'incarico e l'adempimento dello stesso, e non anche la pattuizione di un corrispettivo, mentre è onere del committente dimostrare l’eventuale accordo sulla gratuità della prestazione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 ottobre 2019, n. 25392 – L’avvocato che si appropri dell’importo dell’assegno emesso a favore del proprio assistito dalla controparte soccombente in un giudizio civile, omettendo di informare il cliente dell’esito del processo che lo aveva visto vittorioso e di restituirgli le somme di sua pertinenza, pone in essere una condotta connotata dalla continuità della violazione deontologica, destinata a protrarsi fino alla messa a disposizione del cliente delle somme di sua spettanza, sicché, ove tale comportamento persista fino alla decisione del Consiglio dell’ordine, non decorre la prescrizione di cui all’art. 51 del R.d.l. n. 1578 del 1933

L’avvocato che si appropri dell'importo dell'assegno emesso a favore del proprio assistito dalla controparte soccombente in un giudizio civile, omettendo di informare il cliente dell'esito del processo che lo aveva visto vittorioso e di restituirgli le somme di sua pertinenza, pone in essere una condotta connotata dalla continuità della violazione deontologica, destinata a protrarsi fino alla messa a disposizione del cliente delle somme di sua spettanza, sicché, ove tale comportamento persista fino alla decisione del Consiglio dell'ordine, non decorre la prescrizione di cui all'art. 51 del R.d.l. n. 1578 del 1933

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 settembre 2019, n. 23309 – L’error in procedendo comporta, nel ricorso in cassazione, l’indicazione degli elementi e dei riferimenti atti ad individuare, nei suoi termini esatti e non genericamente, il vizio processuale, onde consentire alla Corte di effettuare, senza compiere generali verifiche degli atti, il controllo del corretto svolgersi dell’iter processuale

L'error in procedendo comporta, nel ricorso in cassazione, l'indicazione degli elementi e dei riferimenti atti ad individuare, nei suoi termini esatti e non genericamente, il vizio processuale, onde consentire alla Corte di effettuare, senza compiere generali verifiche degli atti, il controllo del corretto svolgersi dell’iter processuale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 settembre 2019, n. 22714 – Applicazione codice deontologico vigente al momento della proposizione dell’impugnazione per la determinazione della sanzione e termine di opposizione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 settembre 2019, n. 22714 Avvocati - Procedimento disciplinare - Sanzione della sospensione - Impugnazione - Termini - Applicazione codice deontologico vigente al momento della proposizione dell’impugnazione Svolgimento del processo Con sentenza del 22/11/2018 il Consiglio Nazionale Forense ha dichiarato inammissibile, per tardività, il gravame interposto dall’avv. F.C. in relazione [...]

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