parametrizzazione reddito

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8187 – Accertamento sintetico – Costituiscono “spesa per incrementi patrimoniali”, ai sensi dell’art. 38, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 600 del 1973, anche i finanziamenti soci e tutte le altre forme di capitalizzazione, ove comportino un esborso effettuato a tale scopo da parte del contribuente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8187 Tributi - Accertamento sintetico - Incrementi patrimoniali - Operazioni societarie - Giustificazioni - Aumento di capitale mediante utilizzo di riserve facoltative - Acquisto di azioni mediante operazione di fusione - Legittimità Ritenuto in fatto 1. L'Agenzia delle Entrate emetteva avviso di accertamento, con il metodo [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 marzo 2019, n. 7123 – In tema di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore, la relativa procedura costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è « ex lege » determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli « standards » in sé considerati, ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente

L'esito del contraddittorio, tuttavia, non condiziona l'impugnabilità dell'accertamento, potendo il giudice liberamente valutare tanto l'applicabilità degli standards al caso concreto, da dimostrarsi dall'ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato dalle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all'invito al contraddittorio in sede amministrativa. In tal caso,  però, egli assume le conseguenze di questo suo comportamento, in quanto ogni qual volta il contraddottorio sia stato regolarmente attivato ed il contribuente ometta di parteciparvi ovvero si astenga da qualsivoglia attività di allegazione, l'Ufficio può motivare l'accertamento sulla sola base dell'applicazione degli standards

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 26 febbraio 2019, n. 5688 – In tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico riguardanti il cd. redditometro, dispensa l’Amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva, sicché è legittimo l’accertamento fondato su essi, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore

i confini della prova contraria a carico del contribuente, specificando che "a norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 6, l'accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta, tuttavia la citata disposizione prevede anche che "l'entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5564 – Accertamento standardizzato – Il vizio di motivazione per omessa considerazione di punto decisivo fosse configurabile sol per il fatto che la circostanza di cui il giudice del merito ha omesso la considerazione, ove esaminata, avrebbe reso soltanto possibile o probabile una ricostruzione del fatto diversa da quella adottata dal giudice del merito, oppure se il vizio di motivazione per insufficienza o contraddittorietà fosse configurabile sol perché su uno specifico fatto appaia esistente una motivazione logicamente insufficiente o contraddittoria, senza che rilevi se la decisione possa reggersi, in base al suo residuo argomentare

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5564 Tributi - Accertamento - Riscossione - Irregolari scritture contabili - PVC - Contenzioso tributario Fatti di causa L'Agenzia delle Entrate proponeva appello avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Messina che aveva accolto il ricorso proposto da M. M., esercente l'attività di commercio al [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5327 – La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore, ai sensi dell’art. 62 bis e segg. del d.l. 331 del 1993, convertito in l. n. 427 del 1993, costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5327 Dichiarazioni reddituali - Accertamento - Studi di settore - Maggiori redditi - Scostamento Rilevato che L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 771/40/11, depositata il 20.12.2011 dalla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, Sez. staccata di Latina, di rigetto dell'appello dell'Ufficio avverso la [...]

Commissione Tributaria Regionale per il Molise sez. 2 sentenza n. 70 depositata il 10 gennaio 2019 – Gli studi di settore costituiscono una presunzione semplice che, priva di altri specifici e concreti elementi e riscontri, del carattere di gravità, precisione e concordanza, da soli non sono sufficienti a legittimare l’operato dell’Ufficio

la possibilità di utilizzare ai fini della rettifica delle dichiarazioni presentate dai contribuenti le procedure di accertamento standardizzato, mediante applicazione di studi di settore, asserendo che la procedura accertativa basata sull'applicazione di tale metodo costituisce un sistema di presunzioni semplici. Tali presunzioni affinché possano assurgere a presunzioni qualificate necessitano di essere integrate dai requisiti della gravità, precisione e concordanza, che peraltro non si realizzano automaticamente con il mero scostamento tra l'ammontare dei ricavi dichiarati rispetto agli standard considerati

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 febbraio 2019, n. 4376 – In tema di accertamento sintetico del reddito, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa sia il frutto di liberalità o di altra provenienza, la relativa prova deve essere fornita con la produzione di documenti, dai quali emerga non solo la disponibilità all’interno del nucleo familiare di tali redditi

non occorre la prova dello specifico impiego della somme, ma è sufficiente dimostrare la disponibilità di somme che, per ammontare e periodo in cui sono state conseguite, rendano verosimile che le spese sono state effettuate con quei redditi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3445 – Accertamento fondato sugli studi di settore

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 06 febbraio 2019, n. 3445 Tributi - Accertamento - Studi di settore - Riscossione - Contenzioso tributario Fatti di causa l'odierno ricorrente, A.S., riceveva dall'Agenzia delle Entrate di Salerno l'avviso di accertamento n. REQ010801560, mediante il quale, anche sul fondamento di studio di settore, gli si contestavano maggiori ricavi nell'anno [...]

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