PROCEDURE CONCORSUALI

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 maggio 2020, n. 10092 – In caso di cessione del credito effettuata non in funzione solutoria, ex art. 1198 cod. civ., ma esclusivamente a scopo di garanzia di una diversa obbligazione dello stesso cedente, il cessionario è legittimato ad agire sia nei confronti del debitore ceduto che nei confronti dell’originario debitore cedente senza essere gravato, in quest’ultimo caso, dall’onere di provare l’infruttuosa escussione del debitore ceduto

In caso di cessione del credito effettuata non in funzione solutoria, ex art. 1198 cod. civ., ma esclusivamente a scopo di garanzia di una diversa obbligazione dello stesso cedente, il cessionario è legittimato ad agire sia nei confronti del debitore ceduto che nei confronti dell'originario debitore cedente senza essere gravato, in quest'ultimo caso, dall'onere di provare l'infruttuosa escussione del debitore ceduto

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 maggio 2020, n. 9027 – I crediti sorti a seguito delle prestazioni rese in favore dell’imprenditore per la redazione della domanda di concordato preventivo e per la relativa assistenza rientrano fra quelli da soddisfarsi in prededuzione ai sensi dell’art. 111, comma 2, legge fall.

I crediti sorti a seguito delle prestazioni rese in favore dell'imprenditore per la redazione della domanda di concordato preventivo e per la relativa assistenza rientrano fra quelli da soddisfarsi in prededuzione ai sensi dell'art. 111, comma 2, legge fall.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 11922 depositata il 10 aprile 2020 – In ipotesi di fallimento causato da operazioni dolose non determinanti un immediato depauperamento della società, la condotta di reato è configurabile quando la realizzazione di tali operazioni si accompagni, sotto il profilo dell’elemento soggettivo, alla prevedibilità del dissesto come effetto della condotta antidoverosa

In ipotesi di fallimento causato da operazioni dolose non determinanti un immediato depauperamento della società, la condotta di reato è configurabile quando la realizzazione di tali operazioni si accompagni, sotto il profilo dell'elemento soggettivo, alla prevedibilità del dissesto come effetto della condotta antidoverosa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 aprile 2020, n. 7741 – Nel caso in cui un soggetto, rimasto soccombente all’esito di un giudizio di condanna, sia dichiarato fallito nel corso del giudizio di impugnazione, l’azione proposta non è improcedibile, in quanto, a norma dell’art. 96 L.F., il creditore, sulla base della sentenza impugnata, può insinuarsi al passivo con riserva, mentre il curatore, dal suo canto, può proseguire il giudizio di impugnazione

Nel caso in cui un soggetto, rimasto soccombente all'esito di un giudizio di condanna, sia dichiarato fallito nel corso del giudizio di impugnazione, l'azione proposta non è improcedibile, in quanto, a norma dell'art. 96 L.F., il creditore, sulla base della sentenza impugnata, può insinuarsi al passivo con riserva, mentre il curatore, dal suo canto, può proseguire il giudizio di impugnazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 marzo 2020, n. 6991 – Inammissibilità della domanda ultratardiva di insinuazione al passivo fallimentare

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 11 marzo 2020, n. 6991 Fallimemto ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Insinuazione al passivo - Domanda ultratardiva - Inammissibilità Fatti di causa Rilevato che 1. B.M.P.S. s.p.a. [MPS] impugna il decreto Trib. Teramo 21.2.2017, cron. 2722/2017, R.G. 3747/2014, che, rigettando l'opposizione allo stato passivo del F.C.I. s.r.l., ha [...]

CONSIGLIO NAZIONALE DOTT COMM E ESP CONI – Comunicato 06 aprile 2020 – Commercialisti: “Sospendere le procedure di sovraindebitamento già omologate”

CONSIGLIO NAZIONALE DOTT COMM E ESP CONI - Comunicato 06 aprile 2020 Commercialisti: "Sospendere le procedure di sovraindebitamento già omologate" Giancola: "In questa fase piccole e medie imprese impossibilitate a rispettare i piani predisposti e omologati. Ma il Sovraindibitamento unica soluzione per il post Covid-19" "In questa fase di estrema difficoltà economica le piccole e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 marzo 2020, n. 6771 – Il curatore, che subentra in un contratto stipulato dal fallito contenente una clausola compromissoria, non può disconoscere tale clausola, ancorché configuri un patto autonomo, e, se il fallimento sia stato dichiarato dopo che gli arbitri siano stati già nominati ed abbiano accettato l’incarico, non può disconoscere gli effetti del rapporto già perfezionato e che ha avuto esecuzione, eccezion fatta per i crediti vantati nei confronti di un soggetto sottoposto a procedura concorsuale

Il curatore, che subentra in un contratto stipulato dal fallito contenente una clausola compromissoria, non può disconoscere tale clausola, ancorché configuri un patto autonomo, e, se il fallimento sia stato dichiarato dopo che gli arbitri siano stati già nominati ed abbiano accettato l'incarico, non può disconoscere gli effetti del rapporto già perfezionato e che ha avuto esecuzione, eccezion fatta per i crediti vantati nei confronti di un soggetto sottoposto a procedura concorsuale

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