SANZIONI e REATI PENALI

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 22666 depositata il 6 giugno 2024 – Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria, diretta o per equivalente, ex art. 12-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, deve contenere la concisa motivazione anche del “periculum in mora”, da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l’anticipazione dell’effetto ablatorio rispetto alla definizione del giudizio, dovendosi escludere ogni automatismo decisorio che colleghi la pericolosità alla mera natura obbligatoria della confisca, in assenza di previsioni di segno contrario

Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria, diretta o per equivalente, ex art. 12-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, deve contenere la concisa motivazione anche del "periculum in mora", da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablatorio rispetto alla definizione del giudizio, dovendosi escludere ogni automatismo decisorio che colleghi la pericolosità alla mera natura obbligatoria della confisca, in assenza di previsioni di segno contrario

Senza motivazione sul “periculum in mora” non si può procedere al sequestro preventivo per i reati fiscali

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 22666 depositata il 5 giugno 2024, intervenendo in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ha ribadito il principio secondo cui "... il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è consentito in presenza di due presupposti: anzitutto la confiscabilità dei beni, ossia la condizione che si [...]

Per la responsabilità dell’Ente, in tema di reato associativo previsto dal decreto legislativo numero 231 del 2001, non é ex se sufficienti la mancanza o l’inidoneità degli specifici modelli di organizzazione ovvero la loro inefficace attuazione, essendo necessaria la dimostrazione della «colpa di organizzazione», che caratterizza la tipicità dell’illecito amministrativo ed è distinta dalla colpa degli autori del reato

Per la responsabilità dell'Ente, per il reato associativo previsto dal decreto legislativo numero 231 del 2001, non é ex se sufficienti la mancanza o l'inidoneità degli specifici modelli di organizzazione ovvero la loro inefficace attuazione, essendo necessaria la dimostrazione della «colpa di organizzazione», che caratterizza la tipicità dell'illecito amministrativo ed è distinta dalla colpa degli autori del reato

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 11390 depositata il 19 marzo 2024 – In tema di responsabilità da reato degli enti, la colpa di organizzazione, da intendersi in senso normativo, è fondata sul rimprovero derivante dall’inottemperanza da parte dell’ente dell’obbligo di adottare le cautele, organizzative e gestionali, necessarie a prevenire la commissione dei reati previsti tra quelli idonei a fondare la responsabilità del soggetto collettivo, dovendo tali accorgimenti essere consacrati in un documento che individua i rischi e delinea le misure atte a contrastarli

In tema di responsabilità da reato degli enti, la colpa di organizzazione, da intendersi in senso normativo, è fondata sul rimprovero derivante dall'inottemperanza da parte dell'ente dell'obbligo di adottare le cautele, organizzative e gestionali, necessarie a prevenire la commissione dei reati previsti tra quelli idonei a fondare la responsabilità del soggetto collettivo, dovendo tali accorgimenti essere consacrati in un documento che individua i rischi e delinea le misure atte a contrastarli

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 18214 depositata il 9 maggio 2024 – Il giudice, per verificare la configurabilità del delitto di omesso versamento di ritenute certificate, deve tener conto, nel determinarne l’ammontare, delle sole certificazioni rilasciate ai dipendenti dal soggetto obbligato, attestanti l’entità delle ritenute operate per ciascuno di essi

Il giudice, per verificare la configurabilità del delitto di omesso versamento di ritenute certificate, deve tener conto, nel determinarne l'ammontare, delle sole certificazioni rilasciate ai dipendenti dal soggetto obbligato, attestanti l'entità delle ritenute operate per ciascuno di essi

Reato di omesso versamento delle ritenute operate dal sostituto d’imposta: configurabile solo se è provata la consegna delle CU ai sostituiti, non è sufficiente l’invio telematico all’Agenzia

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 18214 depositata il 9 maggio 2024, intervenendo in tema di reato per omesso versamento delle ritenute, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... il giudice, per verificare la configurabilità del delitto di omesso versamento di ritenute certificate, deve tener conto, nel determinarne l'ammontare, [...]

Occorre provare l’inesistenza dell’attività imprenditoriale per definire una società cartiera per la configurazione del reato di utilizzo di fatture false

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 16442 depositata il 19 aprile 2024, intervenendo in tema di fatture false da società cartiere, ha ribadito che, per attribuire la qualità di “cartiera”, deve essere provata l’inoperatività della società che emette fatture, al fine di evadere l'imposta sul valore aggiunto, indicato nella dichiarazione IVA, [...]

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