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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27627 – Indeducibilità dei costi per assoluta genericità e indeterminatezza dell’oggetto delle fatture

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27627 Tributi - Imposte sui redditi - Reddito d’impresa - Determinazione - Costi - Assoluta genericità e indeterminatezza dell’oggetto delle fatture - Indeducibilità Motivi della decisione Con sentenza n. 79/7/2010 la C.T.R. di Venezia Sez. 7 accoglieva parzialmente l'appello della società S. s.p.a. avverso la decisione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27623 – Disconoscimento del credito d’imposta per non essere stati distribuiti, in quanto l’apertura di credito concessa ex art. 1842 c.c. non comporta il sorgere del credito con a mera messa a disposizione delle somme, senza prelievo

Disconoscimento del credito d'imposta per non essere stati distribuiti, in quanto l'apertura di credito concessa ex art. 1842 c.c. non comporta il sorgere del credito con a mera messa a disposizione delle somme, senza prelievo

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 24 ottobre 2018, n. C-602/17 – L’articolo 45 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta al regime tributario di uno Stato membro, derivante da una convenzione fiscale diretta a evitare la doppia imposizione che subordina l’esenzione dei redditi di un residente, provenienti da un altro Stato membro e relativi a un posto di lavoro subordinato occupato in quest’ultimo Stato, alla condizione che l’attività per la quale i redditi vengono corrisposti sia effettivamente esercitata in tale Stato

L’articolo 45 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso non osta al regime tributario di uno Stato membro, derivante da una convenzione fiscale diretta a evitare la doppia imposizione che subordina l’esenzione dei redditi di un residente, provenienti da un altro Stato membro e relativi a un posto di lavoro subordinato occupato in quest’ultimo Stato, alla condizione che l’attività per la quale i redditi vengono corrisposti sia effettivamente esercitata in tale Stato

Costo fiscalmente riconosciuto delle attività fallimentari in capo all’assuntore di concordati fallimentari – Risposta 30 ottobre 2018, n. 55 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 30 ottobre 2018, n. 55 Articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Costo fiscalmente riconosciuto delle attività fallimentari in capo all’assuntore di concordati fallimentari - Articolo 110, comma 1, TUIR Quesito Alfa S.r.l. (in seguito, "Alfa", "Istante", "Società" o "Contribuente") svolge il ruolo di assuntore [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 ottobre 2018, n. 27566 – Ai soggetti coinvolti nelle “frodi carosello” non è più contestabile, alla luce della nuova norma, la deducibilità dei costi, in quanto i beni acquistati non sono stati utilizzati direttamente “al fine di commettere il reato”, ma, salvo prova contraria, per essere commercializzati e venduti

"In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente; ove l'Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria di avere adoperato, per non essere coinvolto in un'operazione volta ad evadere l'imposta, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto, non assumendo rilievo, a tal fine, né la regolarità della contabilità e dei pagamenti, né la mancanza di benefici dalla rivendita delle merci o dei servizi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 ottobre 2018, n. 27625 – Plusvalenza a seguito di cessione di terreni – In materia di presunzione va, infatti, ribadito che la valutazione della ricorrenza dei requisiti di gravità, precisione e concordanza e la scelta dei fatti che costituiscono la base della presunzione

In materia di presunzione va, infatti, ribadito che la valutazione della ricorrenza dei requisiti di gravità, precisione e concordanza e la scelta dei fatti che costituiscono la base della presunzione ed il giudizio con cui si risale o desume il fatto ignoto è riservato al giudice di merito ed è censurabile in questa sede se non sorretto da adeguata motivazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 ottobre 2018, n. 26748 – Affinché un costo possa essere incluso tra le componenti negative del reddito, non solo è necessario che ne sia certa l’esistenza, ma occorre altresì che ne sia comprovata l’inerenza, vale a dire che si tratti di spesa che si riferisce ad attività da cui derivano ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito di impresa

in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'Amministrazione finanziaria, in sede di accertamento induttivo, deve procedere alla ricostruzione della situazione reddituale complessiva del contribuente, tenendo conto anche delle componenti negative del reddito che siano comunque emerse dagli accertamenti compiuti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 ottobre 2018, n. 26072 – In tema di imposte sui redditi, qualora l’ufficio accerti induttivamente il reddito con metodo sintetico, ai sensi dell’art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, il contribuente è tenuto a fornirne la prova con documentazione idonea a dimostrare l’entità e la permanenza nel tempo del possesso del relativo reddito

in tema di accertamento dell'imposta sui redditi, ed al fine della determinazione sintetica del reddito annuale complessivo ex art. 38 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, nel testo applicabile ratione temporis, l'ufficio finanziario è legittimato a risalire, secondo il meccanismo dell'art. 2727 cod. civ., da un fatto noto a quello ignoto, cioè alla sussistenza di un certo reddito, incombendo, invece, sul contribuente l'onere di provare che la circostanza su cui si fonda la presunzione semplice non corrisponde alla realtà

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