Archivi annuali: 2018

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 dicembre 2018, n. 31433 – La violazione formale è emendabile, sul piano del rapporto impositivo, qualora si disponga ugualmente, in relazione ai crediti non dichiarati, delle informazioni necessarie per dimostrare il diritto vantato dal contribuente

la violazione formale è emendabile, sul piano del rapporto impositivo, qualora si disponga ugualmente, in relazione ai crediti non dichiarati, delle informazioni necessarie per dimostrare il diritto vantato dal contribuente, in quanto ciò risponde alla forza espansiva dei principi sopra ricordati, sancendone l'affrancazione dagli obblighi dichiarativi, è sul contribuente che, comunque, ricade l'onere di provare, a fronte delle contestazioni dell'Ufficio, l'esistenza delle condizioni sostanziali cui la normativa ricollega il diritto medesimo

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE SIRACUSA – Ordinanza 26 marzo 2018 – Mancata previsione di una fase di contraddittorio con il contribuente anteriormente all’emissione dell’avviso di accertamento

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE SIRACUSA - Ordinanza 26 marzo 2018 Imposte e tasse - Procedimento di accertamento tributario - Mancata previsione di una fase di contraddittorio con il contribuente anteriormente all'emissione dell'avviso di accertamento - Previsione del diritto del contribuente a ricevere copia del verbale di conclusione dell'accertamento e di un termine per eventuali controdeduzioni limitata [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 dicembre 2018, n. 31653 – Presupposti di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo sono la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto a cui era addetto il dipendente, senza che sia necessaria la soppressione di tutte le mansioni in precedenza attribuite allo stesso – Onere della prova sull’obbligo di repechage

Presupposti di legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo sono la soppressione del settore lavorativo o del reparto o del posto a cui era addetto il dipendente, senza che sia necessaria la soppressione di tutte le mansioni in precedenza attribuite allo stesso - Onere della prova sull'obbligo di repechage

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31500 – Fallimento – La causa di cessazione dell’attività produttiva integri un giustificato motivo oggettivo differisce dalla giusta causa di recesso ai sensi dell’art. 2119 c.c., che presuppone un inadempimento di gravità tale da far venir meno la fiducia nell’altra parte e da non consentire la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31500 Fallimento - Direttore tecnico - Spettanza del bonus retributivo - Difetto di prova Fatto Con decreto del 10 aprile 2017, il Tribunale di Napoli rigettava l'opposizione proposta da G.C. avverso lo stato passivo del Fallimento B. s.p.a. di Trasformazione Urbana in liquidazione, cui aveva insinuato [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31496 – Il datore di lavoro, in considerazione del principio della immodificabilità, non può addurre a giustificazione del recesso fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento della intimazione del recesso medesimo, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti

Il datore di lavoro, in considerazione del principio della immodificabilità, non può addurre a giustificazione del recesso fatti diversi da quelli già indicati nella motivazione enunciata al momento della intimazione del recesso medesimo, ma soltanto dedurre mere circostanze confermative o integrative che non mutino la oggettiva consistenza storica dei fatti anzidetti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31495 – Il datore di lavoro, che adduca a fondamento del licenziamento la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore licenziato, ha l’onere di provare che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore licenziato per l’espletamento di mansioni equivalenti a quelle svolte

il datore di lavoro, che adduca a fondamento del licenziamento la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore licenziato, ha l'onere di provare che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa alla quale avrebbe potuto essere assegnato il lavoratore licenziato per l'espletamento di mansioni equivalenti a quelle svolte, tenuto conto della professionalità raggiunta dal lavoratore medesimo e deve inoltre dimostrare di non avere effettuato per un congruo periodo di tempo successivo al recesso alcuna nuova assunzione in qualifica analoga a quella del lavoratore licenziato

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2018, n. 31490 – Per il licenziamento per ragioni inerenti l’attività produttiva e l’organizzazione del lavoro ed il giustificato motivo oggettivo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, la scelta del dipendente da licenziare per il datore di lavoro non è totalmente libera

Per il licenziamento per ragioni inerenti l’attività produttiva e l'organizzazione del lavoro ed il giustificato motivo oggettivo si identifica nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, la scelta del dipendente da licenziare per il datore di lavoro non è totalmente libera

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