Archivi annuali: 2019

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8987 – In tema di accertamento, resta invariata la presunzione legale posta dall’art. 32 dei d.P.R. n. 600 del 1973 con riferimento ai versamenti effettuati su un conto corrente dal professionista o lavoratore autonomo, sicché questi è onerato di provare in modo analitico l’estraneità di tali movimenti ai fatti imponibili, essendo venuta meno, all’esito della sentenza della Corte costituzionale n. 228 del 2014, l’equiparazione logica tra attività imprenditoriale e professionale limitatamente ai prelevamenti sui conti correnti

L'omessa pronuncia su alcuni dei motivi di appello, e, in genere, su una domanda, eccezione o istanza ritualmente introdotta in giudizio, integra violazione dell'art. 112 cod. proc. civ., che deve essere fatta valere esclusivamente ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 4, dello stesso codice, che con sente alla parte di chiedere - e al giudice di legittimità di effettuare - l'esame degli atti del giudizio di merito, nonché, specificamente, dell'atto di appello (Cass. n. 22759 del 27/10/2014, Cass. n. 6835 del 16/3/2017). Ne consegue che l'omessa pronuncia determina nullità della sentenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8845 – Nell’ipotesi di contestazione di maggiori ricavi derivanti dalla cessione di beni immobili, la reintroduzione, con effetto retroattivo, della presunzione semplice, ai sensi dell’art. 24, comma 5, della l. n. 88 del 2009 non impedisce al giudice tributario di fondare il proprio convincimento su di un unico elemento, purché dotato dei requisiti di precisione e di gravità, elemento che non può, tuttavia, essere costituito dai soli valori OMI

In tema di accertamento induttivo dei redditi d’impresa, consentito dall’art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973 sulla base del controllo delle scritture e delle registrazioni contabili, l’atto di rettifica, qualora l’ufficio abbia sufficientemente motivato, specificando gli indici di inattendibilità dei dati relativi ad alcune poste di bilancio e dimostrando la loro astratta idoneità a rappresentare una capacità contributiva non dichiarata, è assistito da presunzione di legittimità circa l’operato degli accertatori, nel senso che null’altro l’ufficio è tenuto a provare, se non quanto emerge dal procedimento deduttivo fondato sulle risultanze esposte, mentre grava sul contribuente l’onere di dimostrare la regolarità delle operazioni effettuate, anche in relazione alla contestata antieconomicità delle stesse, senza che sia sufficiente invocare l'apparente regolarità delle annotazioni contabili, perché proprio una tale condotta è di regola alla base di documenti emessi per operazioni inesistenti o di valore di gran lunga eccedente quello effettivo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8844 – Nel processo tributario il contribuente che impugni il silenzio rifiuto formatosi su una istanza di rimborso, lo stesso deve dimostrare che, in punto di fatto, non sussiste nessuna delle ipotesi che legittimano il rifiuto

in tema di obbligazioni pecuniarie derivanti da crediti di imposta, ha affermato il principio secondo cui, non sono applicabili gli artt. 1224, comma 1, e 1284 c.c., stante la speciale disciplina di cui all'art. 44 del d.P.R. n. 602 del 1973, che impone un'interpretazione restrittiva dell'articolo 1224 cod. civ. secondo comma, nel senso, più rigoroso, che il danno da svalutazione monetaria può essere riconosciuto solo ove il creditore deduca e dimostri che un tempestivo adempimento gli avrebbe consentito di impiegare il denaro dovutogli nell'investimento in titoli di Stato e che, nel periodo temporale di interesse, il relativo rendimento era stato superiore al saggio degli interessi moratori riconosciuti dal citato art. 44, quantificando l'entità della differenza

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9049 – Nel procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 trova applicazione la normativa dettate ai fini della “revisione del classamento” dall’art. 9 del d.P.R. 23 marzo 1998, n. 138

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 aprile 2019, n. 9049 Estimi catastali - Accertamento - Immobili - Classamento - Revisione - Microzone Rilevato che l'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia che aveva rigettato il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di [...]

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 29 marzo 2019, n. 67 – Non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 248, comma 2, del d.P.R. n. 115 del 2002

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 29 marzo 2019, n. 67 Spese di giustizia - Contributo unificato - Riscossione - Notificazione dell'invito al pagamento presso il domicilio eletto o, in mancanza, tramite deposito presso l'ufficio - Ritenuta difformità dai principi generali in materia tributaria che stabiliscono la conoscenza diretta dell'atto impositivo Ritenuto in fatto 1.‒ La Commissione [...]

Valutazione anti-abuso di un’operazione attuata attraverso due scissioni parziali asimmetriche, previa donazione di quote delle Società – Risposta 28 marzo 2019, n. 89 dell’agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 28 marzo 2019, n. 89 Articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, articolo 173 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, articolo 4, comma 1, lettera b), della tariffa, parte prima, allegata al TUR di cui al d.P.R. n. 131 del 1986 e articolo 19-bis2 del d.P.R. n. 633 del [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 marzo 2019, n. 8820 – In tema d’imposte sui redditi, la somma erogata dall’Amministrazione a titolo di risarcimento del danno per occupazione usurpativa costituisce una plusvalenza soggetta a tassazione ex art. 11 della l. n. 413 del 1991, alla cui stregua sono tassabili le plusvalenze corrispondenti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 marzo 2019, n. 8820 Tributi - IRPEF - Occupazione usurpativa propria - Risarcimento per danno per occupazione usurpativa carente ab origine di titolo legittimante - Plusvalenza tassabile Fatti di causa 1. L'Agenzia delle Entrate propone ricorso avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia, Sezione staccata di Taranto, [...]

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