Archivi annuali: 2019

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2386 – In tema di accertamenti bancari è consentito -a precise condizioni- l’estensione dello scrutinio dell’Amministrazione anche per verificare le posizioni giuridiche di soggetti terzi legati da particolari rapporti con il contribuente

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 gennaio 2019, n. 2386 Tributi - Accertamento - Indagini bancarie - Processi verbali - Contenzioso tributario Fatti di causa 1. A conclusione di due distinte indagini, la Guardia di Finanza indirizzava alla Sig.a M.F.T. due processi verbali: l'uno in data 26 agosto 1999, relativo alle annualità 1997, 1998, 1999; [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2414 – L’esclusione dalla agevolazione “prima casa” non dipende più dalla concreta tipologia del bene e dalle sue intrinseche caratteristiche qualitative e di superficie (individuate sulla base del suddetto D.M.), bensì dalla circostanza che la casa di abitazione oggetto di trasferimento sia iscritta in categoria catastale A1, A8 ovvero A9

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 29 gennaio 2019, n. 2414 Agevolazioni fiscali - Prima casa - Tributi - Imposta ipotecaria e catastale - Vendita immobile di lusso Ritenuto in fatto G.C.G. propone ricorso, affidato a due motivi, illustrati con memoria per la cassazione della sentenza n. 1417/20/2014 depositata il 10.3.2014 della CTR del Lazio la [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2199 – Il vizio di omessa pronuncia può darsi solo quando il giudice abbia completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 gennaio 2019, n. 2199 Imposte dirette - IRPEF - Accertamento - Riscossione - Fatture oggettivamente inesistenti - Dichiarazioni fiscali - PVC - Contenzioso tributario Rilevato e considerato 1. che con l'impugnata sentenza, in riforma della prima decisione, la CTR respingeva il ricorso promosso da C.G. avverso un avviso con [...]

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE ENNA – Sentenza 14 gennaio 2019, n. 8 – Il ricorso alle nozioni di comune esperienza (fatto notorio ex art. 115 c.p.c.), comportando una deroga al principio dispositivo ed al contraddittorio, va inteso in senso rigoroso, il fatto noto, da cui si parte, deve avere un grado di certezza tale da apparire indubitabile ed incontestabile

L’uso dei fatti notori va circoscritto solo a situazioni limitate e non possono rientrarvi elementi valutativi come la dose di caffè per una tazzina o la percentuale di ricarico. Non si possono reputare tra i fatti noti o di comune esperienza, da intendere come quella di un individuo medio in un dato tempo e in un dato luogo, quegli elementi valutativi che implicano cognizioni particolari o anche soltanto la pratica di determinate situazioni.

Opzione prevista dall’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 – Risposta 29 gennaio 2019, n. 14 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 29 gennaio 2019, n. 14 Interpello articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Opzione prevista dall’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 Con l’interpello specificato in oggetto è stato esposto il seguente Quesito Alfa., nel prosieguo istante, rappresenta il quesito qui [...]

Scissione parziale proporzionale seguita dalla cessione della partecipazione totalitaria nella scissa – esame sussistenza fattispecie di abuso ai fini delle imposte dirette, iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali – Risposta 29 gennaio 2019, n. 13 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 29 gennaio 2019, n. 13 Scissione parziale proporzionale seguita dalla cessione della partecipazione totalitaria nella scissa - esame sussistenza fattispecie di abuso ai fini delle imposte dirette, iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali Quesito Alfa e Beta (d’ora in poi, congiuntamente, Istanti) presentano un’unica istanza nella quale formulano [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2019, n. 2321 – In tema di ricorso per cassazione, il vizio di violazione di legge consiste in un’erronea ricognizione da parte del provvedimento impugnato della fattispecie astratta recata da una norma di legge implicando necessariamente un problema interpretativo della stessa – Motivazione apparente

Con la proposizione del ricorso per cassazione, il ricorrente non può rimettere in discussione, contrapponendone uno difforme, l'apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto dall'analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in sé coerente, atteso che l'apprezzamento dei fatti e delle prove è sottratto al sindacato di legittimità, dal momento che, nell'ambito di quest'ultimo, non è conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa, ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della correttezza giuridica, l'esame e la valutazione fatta dal giudice di merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio convincimento e, all'uopo, di valutare le prove, controllarne attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie, quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 gennaio 2019, n. 2252 – Ai fini fiscali, pertanto, la rinuncia ai diritti reali si considera alla stregua di un trasferimento, in quanto generativa di un arricchimento nella sfera giuridica altrui

"la rinuncia all'usufrutto rientra a pieno titolo tra questi ultimi atti, essendo l'usufrutto un tipico diritto reale di godimento", per cui "il venir meno della cosiddetta imposta di consolidazione, alla luce delle comuni regole deducibili dall'ordinamento tributario, ha comportato l'assenza di imposizione ove il consolidamento derivi da un fatto (morte dell'usufruttuario, scadenza del termine), ma non ove il trasferimento derivi da un atto negoziale, cioè da uno specifico atto ben distinto dall'atto di separazione della proprietà dall'usufrutto".

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