Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 23 giugno 2020, n. 120 – Non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 4-ter, del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 23 giugno 2020, n. 120 Imposte e tasse - Imposta sulle successioni e donazioni - Esenzione per i trasferimenti di aziende o rami di esse, di quote sociali e di azioni - Beneficiari - Discendenti del dante causa - Inclusione del coniuge - Omessa previsione - Denunciata violazione dei principi di [...]

TRIBUNALE DI TREVISO – Ordinanza 24 dicembre 2019 – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 589, comma 2 del codice penale nella parte in cui non prevede una diminuzione di pena nel caso in cui «l’evento non sia esclusivamente conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole»

TRIBUNALE DI TREVISO - Ordinanza 24 dicembre 2019 Reati e pene - Omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro - Trattamento sanzionatorio - Mancata previsione di una diminuzione di pena nel caso in cui "l'evento non sia esclusivamente conseguenza dell'azione o dell'omissione del colpevole" - Art. 589, co. [...]

TRIBUNALE DI ROMA – Sentenza 19 maggio 2020, n. 2503 – La legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo presuppone, da un lato, l’esigenza di soppressione di un posto di lavoro, dall’altro, la impossibilità di diversa collocazione del lavoratore licenziato (repechage), consideratane la professionalità raggiunta, in altra posizione lavorativa analoga a quella soppressa

La legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo presuppone, da un lato, l’esigenza di soppressione di un posto di lavoro, dall’altro, la impossibilità di diversa collocazione del lavoratore licenziato (repechage), consideratane la professionalità raggiunta, in altra posizione lavorativa analoga a quella soppressa

TRIBUNALE DI ROMA – Ordinanza 06 febbraio 2020, n. 68 – Questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 61, della legge 28 giugno 2012, n. 92, nella parte in cui impone all’INPS, senza possibilità di alcuna valutazione connessa alle concrete situazioni personali ed economiche del condannato in regime di detenzione domiciliare, la revoca dell’assegno sociale

TRIBUNALE DI ROMA - Ordinanza 06 febbraio 2020, n. 68 Previdenza e assistenza - Revoca di prestazioni assistenziali e previdenziali - Soggetti condannati per i reati di cui agli artt. 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter e 422 cod. pen., nonché per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto art. 416-bis ovvero al fine [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 giugno 2020, n. 12193 – Nell’ambito di un licenziamento per motivi disciplinari, il principio di immediatezza della contestazione, pur dovendo essere inteso in senso relativo, comporta che l’imprenditore porti a conoscenza del lavoratore i fatti contestati non appena essi gli appaiono ragionevolmente sussistenti, non potendo egli legittimamente dilazionare la contestazione fino al momento in cui ritiene di averne assoluta certezza, pena l’illegittimità del licenziamento

In tema di licenziamento disciplinare, nel valutare l'immediatezza della contestazione occorre tener conto dei contrapposti interessi del datore di lavoro a non avviare procedimenti senza aver acquisito i dati essenziali della vicenda e del lavoratore a vedersi contestati i fatti in un ragionevole lasso di tempo dalla loro commissione. Ne consegue che l'aver presentato a carico di un lavoratore denunzia di un fatto penalmente rilevante connesso con la prestazione di lavoro non consente al datore di attendere gli esiti del processo penale sino alla sentenza irrevocabile prima di procedere alla contestazione dell'addebito, dovendosi valutare la tempestività di tale contestazione in relazione al momento in cui i fatti a carico del lavoratore appaiano ragionevolmente sussistenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 giugno 2020, n. 12372 – Diritto a percepire il medesimo trattamento retributivo riservato agli insegnanti di ruolo del docente ripetutamente assunto con contratti a tempo determinato

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 23 giugno 2020, n. 12372 Docente ripetutamente assunto con contratti a tempo determinato - Diritto a percepire il medesimo trattamento retributivo riservato agli insegnanti di ruolo - Riconoscimento dell'anzianità di servizio - Differenze stipendiali Rilevato che 1. la Corte d'Appello di Torino ha respinto le impugnazioni, principale e incidentale, proposte [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 maggio 2020, n. 8954 – L’opposizione a decreto ingiuntivo instaura un ordinario giudizio di cognizione, nel quale il giudice non deve limitarsi ad esaminare se l’ingiunzione sia stata legittimamente emessa ma deve procedere ad un’autonoma valutazione di tutti gli elementi offerti sia dal creditore, per dimostrare la fondatezza della pretesa fatta valere con il ricorso, sia dell’opponente per contestarla

L'opposizione a decreto ingiuntivo instaura un ordinario giudizio di cognizione, nel quale il giudice non deve limitarsi ad esaminare se l'ingiunzione sia stata legittimamente emessa ma deve procedere ad un'autonoma valutazione di tutti gli elementi offerti sia dal creditore, per dimostrare la fondatezza della pretesa fatta valere con il ricorso, sia dell'opponente per contestarla

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