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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 marzo 2021, n. 7218 – In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo grava sul datore di lavoro per la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore, l’onere di provare in giudizio che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l’espletamento di mansioni equivalenti

In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo grava sul datore di lavoro per la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore, l'onere di provare in giudizio che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l'espletamento di mansioni equivalenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 16 marzo 2021, n. 7362 – La scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui al D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo la L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 c.c.

La scadenza del termine - pacificamente perentorio - per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui al D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 24, comma 5, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la cd. "conversione" del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo la L. n. 335 del 1995, art. 3, commi 9 e 10) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell'art. 2953 c.c.

Comunicazioni Obbligatorie cittadini britannici residenti in Italia al 31 dicembre 2020 – MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI – Nota 04 marzo 2021, n. 936

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Nota 04 marzo 2021, n. 936 Comunicazioni Obbligatorie cittadini britannici residenti in Italia al 31 dicembre 2020 Con riferimento alla recente uscita del Regno Unito dalla Unione Europea, divenuta effettiva il 1° gennaio 2021, sono giunte a questa Direzione Generale alcune richieste di chiarimento sulla modalità di compilazione delle [...]

Decontribuzione sud – Articolo 1, comma 161 e seguenti, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) – INPGI – Circolare 16 marzo 2021, n. 5

INPGI - Circolare 16 marzo 2021, n. 5 Decontribuzione sud - Articolo 1, comma 161 e seguenti, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) Al fine di contenere il perdurare degli effetti straordinari sull'occupazione, determinati dall'epidemia di COVID-19 in aree caratterizzate da grave situazione di disagio socio-economico, e di garantire la [...]

Smart working, congedi e bonus babysitter – Il decreto legge n. 30/2021 – FONDAZIONE STUDI CDL – Approfondimento 16 marzo 2021

 FONDAZIONE STUDI CDL - Approfondimento 16 marzo 2021 Il decreto legge n. 30/2021 - Smart working, congedi e bonus babysitter PREMESSA A causa del nuovo inasprimento delle restrizioni, al fine di regolamentare le situazioni contingenti, il Consiglio dei Ministri ha emanato il decreto legge n. 30/2021 "Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del Covid-19 e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 marzo 2021, n. 7360 – In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l’allegazione e la prova dell’impossibilità di repéchage del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale

In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spetta al datore di lavoro l'allegazione e la prova dell'impossibilità di repéchage del dipendente licenziato, in quanto requisito di legittimità del recesso datoriale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 marzo 2021, n. 7223 – La preventiva contestazione dell’addebito al lavoratore incolpato deve necessariamente riguardare, a pena di nullità della sanzione o del licenziamento disciplinare, anche la recidiva, e i precedenti disciplinari che la integrano, solo quando la recidiva medesima, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva applicabile, rappresenti un elemento costitutivo della mancanza addebitata e non già un mero criterio

La preventiva contestazione dell'addebito al lavoratore incolpato deve necessariamente riguardare, a pena di nullità della sanzione o del licenziamento disciplinare, anche la recidiva, e i precedenti disciplinari che la integrano, solo quando la recidiva medesima, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva applicabile, rappresenti un elemento costitutivo della mancanza addebitata e non già un mero criterio

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